| HOME › PERSONAGGIO DEL GIORNO |
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
10.07.2010 07:50 di Pietro Luigi Borgia
articolo letto 2507 volte
Arbitro. Più che un ruolo, una condizione: quella di chi è chiamato a giudicare e a decidere. Nel calcio, ha pochissimi aiuti, ergo deve essere sia il giudice, sia il pubblico ministero; gli avvocati della difesa, numericamente, sono troppi (e gli avvocati dell'accusa sono faziosi al punto da non essere ascoltabili). Howard Webb in Italia lo ricordiamo bene: era lui a controllare il corretto svolgimento della finale di Champions vinta da Milito (pardon, dall'Inter, ovviamente), e più di recente ha diretto l'ultima Corea (si scrive Corea, si legge Caporetto) italiana: Slovacchia-Italia è stata affar suo, e se l'è cavata egregiamente. Vado a memoria per quello che riguarda gli episodi controversi: il fuorigioco di Quagliarella c'era tutto, per quanto al limite; e sul colpo di testa di Iaquinta, c'era un fuorigioco di partenza dello stesso giocatore. Non si trovano errori marchiani. Quegli errori che hanno fatto fuori l'altro candidato forte della vigilia: l'italiano Rosetti, ovviamente, che si è chiamato fuori sbagliando l'insbagliabile (ricordarsi gli attaccanti in fuorigioco per l'Argentina). Webb ha già diretto la Spagna nel suo incontro di apertura, la rocambolesca sconfitta contro la Svizzera: difficile lèggere, per gli iberici, quell'incontro, perché le interpretazioni possono essere due, la prima negativa (Webb non ci ha portato bene), la seconda che tende a riempiere il bicchiere (con lui abbiamo perso, ma è da lì che abbiamo poi preso il volo). Nato a Rotherham il 14 luglio 1971, la Fifa gli ha regalato un indimenticabile trentanovesimo compleanno: tre giorni di anticipo, ma un onore che è spettato a pochissimi altri: lui sarà il diciannovesimo della lista, succedendo all'argentino Elizondo. L'Inghilterra è anche la nazione ad aver avuto più arbitri delle finali dei Mondiali: Webb è il quarto, dopo George Reader (Brasile 1950), William Ling (Svizzera 1954) e John Keith Taylor (Germania Ovest 1974); al secondo posto la Francia, il Brasile e l'Italia (Gonella, Argentina 1978, e Collina, NippoCorea 2002). Per una particolare par condicio delle scaramanzie, non possiamo non far notare che nella finale del 1974, l'ultima arbitrata da un inglese, l'Olanda perse contro la Germania: domenica vedremo quale delle due serie si interromperà. Augurando di cuore un buon sonno a Webb, che a France Football ha dichiarato di non dormire per alcune notti, quando gli succede di sbagliare. Questo dal lato delle giacchette nere. Ma ci sarebbe da ridere su altri arbitri, quelli capaci di selezionare i dieci candidati al "Pallone d'Oro del Mondiale": dentro c'è Messi, fuori rimangono Müller e Klose. Ovvero: dentro la pulga, decisiva per l'Argentina, non essendo mai riuscito a portarsi in rete; fuori il tandem tedesco, autore di "sole" otto reti in sei partite (con il giovane Müller decisivo anche nella sua assenza per squalifica, in semifinale), incapace di portare la gioventù teutonica in finale. Poscritto. Per quello che riguarda i palloni "Neo Super Tele", ieri si è mossa persino la Nasa: per dirci che il pallone Jabulani (che per la finale sarà usato in una variante apposita: nome in codice "Jo'bulani", cioè il solito Jabulani, ma in versione dorata) è imprevedibile. Alla Nasa di tecnologie se ne intendono, direi; sono adesso curioso di sapere se ritengono anche la moviola (nella versione "pura", non in quella di biscardiana memoria) sia imprevedibile. Altre notizie - Personaggio del giorno
|
|
IL CALCIO TOGLIE, IL CALCIO DÀ: DA INIESTAZO ALLA COREA DEL SUD...JOSÉ ALBERTI A TM: "ARGENTINA, IO L'AVEVO DETTO"L'ACUTO (IN) FINALEClassifica marcatori
|