Argentina, l'eroe che non ti aspetti: Romero manda l'Albiceleste al Maracana

Argentina, l'eroe che non ti aspetti: Romero manda l'Albiceleste al Maracana

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Michele Pavese Twitter:  articolo letto 1539 volte

Alla fine, nessuna sorpresa: la finale del Mondiale sarà Germania-Argentina. Ventiquattro anni dopo Italia '90, i Paesi degli ultimi due Papi si ritroveranno nell'ultimo atto del Mondiale brasiliano. Germania-Olanda doveva essere una partita tattica, un match a scacchi, curato sin nei minimi dettagli, e così è stato. Dopo 120' di niente, i rigori decretano il capolinea della corsa degli Orange, che pagano gli errori dagli 11 metri di Vlaar (il migliore in campo) e Sneijder. Romero, secondo portiere del Monaco, per una sera ruba la scena a Messi e diventa eroe nazionale, con le due parate decisive sui rigoristi scelti da Van Gaal.

Erano bastati pochi minuti ad indirizzare la prima semifinale, ne sono serviti ancor meno per capire che la seconda avrebbe avuto il suo epilogo ai penalty. Argentina e Olanda decidono sin dal primo momento di non farsi male e danno vita ad un match che definire soporifero è poco. Una noia mortale, interrotta ogni tanto da qualche tentato (e quasi mai riuscito) dribbling di Robben e Messi. Le squadre, memori della sonora scoppola rimediata dallo scriteriato Brasile, vivono la partita con tensione, attente più che altro a non concedere spazi e a rimanere il più corte possibili. Il risultato è una sfida non giocata, in cui le difese la fanno da padrone e dove giganteggiano soprattutto Vlaar e Mascherano. L'unico tiro nello specchio della porta, nei 90' regolamentari, è una punizione di Messi al quarto d'ora che termina tra le braccia di Cillessen. Higuain è il più mobile dei suoi e tenta di creare qualche grattacapo alla retroguardia europea, ma il centravanti del Napoli è male assistito da un Messi piuttosto evanescente e ancora a secco negli incontri ad eliminazione diretta. Dall'altra parte, Van Persie non riesce a trovare spazi per piazzare la zampata vincente. La zampata potrebbe trovarla Robben al 91', e sarebbe quella decisiva: l'esterno d'attacco del Bayern Monaco controlla al limite dell'area e si presenta solo davanti a Romero, ma fa un tocco di troppo che permette il recupero ad un sontuoso Mascherano, straordinario nello sventare la minaccia e mettere in corner.

Si va così ai supplementari, dove non succede nulla fino al 115', quando Palacio si avventa su una palla vagante in area, ma invece di calciare con il sinistro decide di anticipare la mossa ed effettuare un pallonetto di testa. La parabola però è lenta e finisce docile tra le mani di Cillessen. L'epilogo ai rigori era già scritto e stavolta non c'è Krul a regalare il miracolo a Van Gaal: sbagliano Vlaar e Sneijder, mentre Robben, Kuijt, Messi, Garay, Aguero e Maxi Rodriguez segnano. Quella del centrocampista del Newell's Old Boys è la rete decisiva, quella che manda l'Albiceleste al Maracana, e Messi alla conquista di quel titolo che ancora lo separa dalla leggenda.