Olanda, il terzo posto è tuo. Brasile ancora travolto.

Olanda, il terzo posto è tuo. Brasile ancora travolto.

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Michele Pavese Twitter:  articolo letto 2173 volte

Un Brasile ancora sotto shock per l’umiliazione subita in semifinale, cede anche nella finalina per il terzo posto ad un’Olanda concreta, che blinda il risultato con due gol nei primi 20’, e nonostante i disperati (ma evanescenti) assalti della Seleçao, trionfa con un rotondo 3-0.

Primo tempo da incubo per i verdeoro,ma l’Olanda è più magnanima della Germania e si limita a segnare solo due reti. Non passano nemmeno tre minuti di gioco e la difesa brasiliana ripropone il classico errore mostrato contro i tedeschi: uno dei centrali (David Luiz nella fattispecie) accorcia fin quasi sulla linea di centrocampo con i terzini già molto alti, e lascia l’attaccante avversario (Robben) solo nell’uno contro uno con l’altro centrale (Thiago Silva). La differenza di passo tra i due è evidente: l’ala del Bayern  scappa via e viene atterrata dall’ex difensore del Milan al limite dell’area di rigore. Sarebbe punizione ed espulsione, ma l’arbitro Haimoudi pensa bene di sbagliare entrambe le decisioni e decreta il penalty, punendo solo con il giallo il capitano del Brasile. Van Persie calcia perfettamente il rigore alla sinistra di Julio Cesar, che intuisce e si allunga senza però riuscire a respingere il pallone. I padroni di casa attaccano senza grande incisività soprattutto negli ultimi 20 metri, mentre gli Orange sono compatti e sicuri nelle retrovie e quando avanzano creano il panico nella squadra di Scolari. Nelle ripartenze, poi, gli uomini di Van Gaal sono sempre letali, pur attaccando con pochi uomini. Allo scoccare del 17’, De Guzman va via sulla destra e mette in mezzo un cross innocuo, su cui si avventano due difensori brasiliani. David Luiz respinge sui piedi di Blind, il terzino olandese controlla e fredda Julio Cesar piazzando la sfera sotto l’incrocio.

Il timore è quello di andare in bambola come qualche giorno fa. Stavolta, però, il Brasile reagisce, anche se si affida troppo alle giocate individuali. Gli unici grattacapi per la difesa dei tulipani vengono dai calci piazzati, sui quali però manca sempre la zampata vincente, e da una conclusione centrale di Oscar al 22’. Poi solo tanta confusione.

Scolari cambia qualcosa ad inizio ripresa e inserisce Fernandinho ed Hernanes al posto di Luiz Gustavo ed un inguardabile Paulinho. Ramires prova a suonare la carica con un destro che si spegne a fil di palo, David Luiz cerca il solito piattone su calcio di punizione, ma è facile la presa di Cillessen. Oscar si becca il giallo per simulazione al 68’ (l’impressione è che Blind lo prenda in pieno), poi entra anche Hulk per gili assalti finali. Il Brasile attacca a testa bassa, dall’altra parte Robben, per distacco il migliore in campo, tiene in apprensione tutta la difesa. Poche emozioni fino al 90’, nel primo minuto di recupero arriva il sigillo definitivo di Wijnaldum, ben servito da Janmaat. C’è gloria anche per Vorm, unico giocatore non impiegato da Van Gaal, che timbra la sua prima presenza al Mondiale, giusto in tempo per i non troppo convinti festeggiamenti. Per l'Olanda è un terzo posto dal sapore amaro, l'eliminazione patita ai calci di rigore è una ferita ancora aperta.