Testa a testa tra Kokorin e Slimani, ma a gioire è l'Algeria

Testa a testa tra Kokorin e Slimani, ma a gioire è l'Algeria

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Oreste Giannetta articolo letto 1633 volte

LE FORMAZIONI - Formazione prudente per Halilodzic, che però non rinuncia all’apporto dei suoi uomini di fantasia in avanti. Feghouli, Bentaleb e Djabou a creare per Slimani, dunque, con Belkalem in difesa a rimpiazzare Bougherra, ritenuto meno adatto in marcatura sullo spauracchio Kerzhakov. Sì, perché Capello punta tutto sull’esperienza del suo bomber, finalmente titolare. Il sacrificato è Kanunnikov, mentre Kokorin agisce in supporto al centravanti dello Zenit.

LAMPO DI KOKORIN - Sembrerebbe una partita bloccata, a guardare le prime battute di gioco, ma già al sesto minuto c’è la svolta. Cross dalla sinistra di Kombarov, terzino arrembante, e Kokorin insacca all’incrocio con un’incornata da centravanti puro. Un colpo a freddo, subito proprio mentre il dirimpettaio di Kombarov, la stella Feghouli, è a bordo campo per farsi medicare per una ferita alla testa. Un colpo dal quale gli algerini faticano a riprendersi, tanto che Akinfeev non viene impegnato fino a poco prima della mezzora. Vanno più vicini al raddoppio gli uomini di Capello invece, ben messi in campo dopo le due brutte prestazioni contro Corea e Belgio. Ci prova Glushakov con un’incursione in prima persona e poi Shatov con un destro da fuori di poco a lato. Halilodzic cerca di dare la carica ai suoi ragazzi, troppo timidi probabilmente a causa dell’importanza del match. Prova a dare la sveglia Slimani, con un paio di colpi di testa che impegnano Akinfeev, ma per il resto la difesa russa controlla agevolmente le offensive degli africani, lontani parenti di quelli ammirati contro la Corea.

TESTATA PER LA STORIA - L’Algeria inizia male la ripresa, sembra aver perso quel po’ di spinta che aveva mostrato a fine primo tempo, ma dopo aver corso un paio di rischi Feghouli e Djabou si caricano la squadra sulle spalle, mettono in difficoltà i terzini russi e su una punizione guadagnata da quest’ultimo arriva il pareggio. L’autore è Slimani, ancora una volta più bravo di tutti a colpire di testa, complice anche una pessima uscita di Akinfeev. Trovato il pareggio l’Algeria rincula tutta a protezione della propria area. Difficilissimo, per una squadra con poca rapidità come quella di Capello, riuscire a trovare varchi, anche se su un paio di conclusioni dalla distanza Mbolhi dimostra qualche incertezza. Il forcing finale dei russi è più che sterile, ben bloccato dagli avversari che col passare dei minuti guadagnano in entusiasmo soffrendo sempre meno. Neanche gli inserimenti di Dzagoev e Kanunnikov danno la scossa alla Russia, che si consegna alla voglia di compiere l’impresa dell’Algeria. Al fischio finale è festa grande e la beffa del 1982, quando la Germania le “rubò” la qualificazione con l’aiuto dell’Austria è dimenticata, finalmente.

 

Algeria (4-2-3-1): Mbolhi; Mandi, Belkalem, Halliche, Mesbah; Medjani, Bentaleb; Feghouli, Brahimi (71’ Yebda), Djabou (77’ Ghilas); Slimani (90’ Soudani). Allenatore: Halilodzic.

Russia (4-2-3-1): Akinfeev; Kozlov, Berezutski, Ignashevich, Kombarov; Glushakov (46’ Denisov), Fayzulin; Samedov, Kokorin, Shatov (67’ Dzagoev); Kerzhakov. Allenatore: Capello.

Arbitro: Cakir (Turchia)

Marcatori: 6’ Kokorin, 60’ Slimani.

Ammoniti: Mesbah, Kombarov, Kozlov, Ghilas.