Russia -7, le stelle: Sergio Ramos, odiato e vincente
"Ci mancava che mi accusassero per il raffreddore di Roberto Firmino". Non è un mostro di simpatia, Sergio Ramos, ma ha toccato il punto e la nota dolente che da sempre, insieme ai suoi colpi di testa nelle gare che contano, lo hanno reso uno dei giocatori più odiati del globo. L'infortunio di Karius. Quello di Salah. Due ko imputati al capitano del Real Madrid, non nuovo a proteste e a pretesti per entrar duro e senza pietà. Solo che il palmares gli dà ragione, solo che l'ex giocatore del Siviglia è uno dei migliori difensori della storia moderna del pallone. Cuore, cattiveria, grinta, carattere. E' moderno ma pure antico, per piglio e stile di gioco. Sergio Ramos è e sarà la guida della Spagna, insieme a Gerard Piquè, uno che è simbolo del Barcellona e che, c'è da immaginarselo, non elegge il madridista al titolo di miglior amico. Però la necessità diventa virtù, in Nazionale. E quelli che in campionato lo odiano, con la Spagna lo amano. Perché, volenti o nolenti, il palmares ha sempre parlato per lui. Ed è il campo che decide. Spesso, con la firma di Sergio Ramos.
