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Notizie su Canada, Mexico, USA 2026
Mondiali 2026, DAZN trasmetterà tutte le 104 partite in Italia
La Coppa del Mondo FIFA 2026 sarà visibile integralmente su DAZN. La piattaforma streaming ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la trasmissione in Italia di tutte le 104 gare del torneo, diventando l’unico broadcaster nazionale a offrire l’intera competizione in diretta.
L’accordo rafforza la collaborazione già avviata tra DAZN e FIFA, che nelle ultime stagioni hanno ampliato la propria partnership globale legata ai grandi eventi calcistici internazionali.
Accordo con DAZN per il calcio in streaming
Con questa operazione, DAZN consolida la propria posizione nel mercato sportivo italiano, assicurando una copertura totale del torneo più seguito al mondo. L’edizione 2026 sarà la prima nella storia ad accogliere 48 nazionali, con un numero record di partite distribuite tra fase a gironi e knockout.
Stefano Azzi, CEO di DAZN Italia, ha definito l’acquisizione un traguardo significativo per la piattaforma, sottolineando l’obiettivo di portare agli appassionati un racconto completo della competizione attraverso innovazione editoriale e qualità tecnica.
Anche il CEO globale Shay Segev ha evidenziato il peso strategico dell’intesa, ribadendo la volontà del gruppo di diventare un punto di riferimento internazionale per la trasmissione degli eventi sportivi premium.
Mondiali 2026: date ufficiali e nuovo format
La Coppa del Mondo FIFA 2026 prenderà il via l’11 giugno 2026 e si concluderà il 19 luglio con la finale in programma al New York New Jersey Stadium.
Il torneo si disputerà in tre Paesi ospitanti, Stati Uniti, Canada e Messico, e introdurrà un format completamente rinnovato:
48 squadre partecipanti
12 gironi iniziali
fase a eliminazione diretta dal 28 giugno
finale il 19 luglio 2026
La gara inaugurale sarà Messico-Sudafrica, primo match ufficiale della nuova era del Mondiale allargato.
Dove vedere tutte le partite dei Mondiali 2026
Con l’accordo annunciato, DAZN trasmetterà in Italia l’intero calendario composto da 104 incontri. Una scelta che conferma la crescente centralità dello streaming nella fruizione dei grandi eventi calcistici e che permetterà ai tifosi di seguire ogni fase della competizione su un’unica piattaforma.
L’operatore punta così a rafforzare ulteriormente il proprio catalogo calcistico, aggiungendo il torneo per nazionali più prestigioso al mondo alla propria offerta.
Una Coppa del Mondo da record
L’edizione 2026 si preannuncia come la più estesa della storia, sia per numero di squadre sia per quantità di partite. Per il pubblico italiano, la possibilità di seguire l’intera manifestazione in streaming rappresenta una novità significativa, soprattutto in vista di un torneo che si svilupperà su più fusi orari e per oltre un mese di gare.
Ahanor verso la Nazionale italiana, cittadinanza in arrivo e possibile convocazione con Gattuso
Il nome di Honest Ahanor entra sempre più spesso nei discorsi legati al futuro della Nazionale italiana. Il giovane difensore dell’Atalanta BC, che ha compiuto 18 anni il 23 febbraio, ha avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana e potrebbe presto diventare convocabile dal commissario tecnico Gennaro Gattuso. Una situazione che arriva in un momento particolare per gli azzurri, impegnati nella corsa verso i playoff per qualificarsi al Mondiale 2026.
Chi è Honest Ahanor: la crescita all’Atalanta
Classe 2008, nato ad Aversa da famiglia nigeriana, Ahanor è considerato uno dei profili più interessanti tra i giovani difensori emergenti del calcio italiano. Dopo la crescita nel settore giovanile del Genoa CFC, con cui ha debuttato in Serie A, il passaggio all’Atalanta ha accelerato il suo percorso.
In questa stagione ha già accumulato diverse presenze tra campionato e coppe, mostrando personalità e una crescita costante che non è sfuggita agli osservatori federali. Anche nell’ultima sfida europea contro il Borussia Dortmund, il giovane difensore ha trovato spazio nella gara che ha consegnato ai bergamaschi la qualificazione alla fase successiva.
Cittadinanza italiana: a che punto è l’iter
Sarebbe stata inviata tutta la documentazione necessaria per completare la procedura burocratica che porterà Ahanor a diventare ufficialmente cittadino italiano. Il passaggio è fondamentale perché permetterebbe al giocatore di entrare a tutti gli effetti nel gruppo dei convocabili della Nazionale maggiore. I tempi per la conclusione dell’iter dovrebbero essere brevi, aprendo scenari interessanti già per le prossime settimane.
Ahanor convocabile da Gattuso? Lo scenario playoff
L’Italia si prepara ai playoff di qualificazione mondiale, con la sfida contro l’Irlanda del Nord e un eventuale secondo incrocio contro la vincente tra Galles e Bosnia. Proprio in questo contesto si inserisce il nome di Ahanor. Lo staff azzurro segue il difensore da tempo, anche se un’eventuale convocazione immediata resta al momento un’ipotesi più futuribile che concreta. L’età e la concorrenza nel ruolo suggeriscono prudenza, ma il profilo del giovane atalantino viene considerato molto interessante in ottica futura.
Quando potrebbe arrivare l’esordio con la Nazionale italiana
Se l’iter della cittadinanza verrà completato nei tempi previsti, Ahanor potrebbe entrare già nel radar delle prossime convocazioni azzurre. Molto dipenderà dalle scelte tecniche e dall’evoluzione del suo percorso con l’Atalanta, ma l’idea di inserirlo gradualmente nel progetto della Nazionale è più concreta che mai. Per l’Italia, impegnata a costruire il presente senza perdere di vista il futuro, il nome di Ahanor potrebbe presto diventare uno dei più discussi.
Mondiali FIFA 2026: calendario completo e orari delle partite
La Coppa del Mondo FIFA 2026 si prepara a entrare nella storia come l’edizione più grande di sempre. Il torneo, ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, si giocherà dall’11 giugno al 19 luglio 2026 e presenterà un format completamente rinnovato con 48 nazionali partecipanti e oltre cento partite complessive.
Le date chiave del torneo
Il calendario ufficiale prevede una lunga fase a gironi che aprirà la competizione dall’11 al 27 giugno. Successivamente si passerà alle fasi a eliminazione diretta con il nuovo turno dei sedicesimi (round of 32), prima di arrivare a ottavi, quarti, semifinali e finale.
Le principali tappe del Mondiale 2026:
-Fase a gironi: 11–27 giugno
-Sedicesimi di finale: 28 giugno – 3 luglio
-Ottavi di finale: 4–7 luglio
-Quarti di finale: 9–12 luglio
-Semifinali: 14–15 luglio
-Finale per il terzo posto: 18 luglio
-Finale: 19 luglio
La finalissima si giocherà il 19 luglio al New York New Jersey Stadium, chiudendo un torneo che si svilupperà su più fusi orari e 37 giorni complessivi di gara.
Un Mondiale più grande: nuovo format e numeri record
Per la prima volta nella storia le squadre partecipanti saranno 48, suddivise in 12 gironi da quattro squadre. Questo cambiamento porterà a un numero record di match e a una fase a eliminazione diretta più lunga, aumentando lo spettacolo ma anche la complessità del calendario.
Le partite saranno distribuite in numerose città nordamericane, con match serali per il pubblico europeo ma anche incontri in orari notturni a causa dei diversi fusi orari.
Gli orari: cosa cambia per i tifosi italiani
Secondo il calendario pubblicato, molte gare si giocheranno in fascia serale italiana, generalmente tra le 18:00 e le 23:00, ma non mancheranno partite previste anche tra mezzanotte e le prime ore del mattino. Questa alternanza dipenderà dalla sede della gara e dall’organizzazione dei turni tra costa Est e costa Ovest nordamericana.
Per gli appassionati europei sarà quindi necessario adattarsi a orari variabili, soprattutto nella fase a gironi, quando sono previste più partite nella stessa giornata.
Possibile percorso dell’Italia
La presenza della Nazionale italiana resta legata al percorso di qualificazione. In caso di accesso alla fase finale, gli Azzurri potrebbero essere inseriti nel Gruppo B, con esordio previsto in orario serale italiano. Tuttavia, la composizione definitiva dei gironi verrà confermata solo dopo gli spareggi e il completamento del sorteggio ufficiale.
Dove consultare il programma completo
Il calendario dettagliato, con sedi e aggiornamenti ufficiali, è disponibile attraverso i canali FIFA e verrà progressivamente aggiornato con la definizione dei gironi e delle nazionali qualificate.
Rai e i Mondiali 2026: diritti acquisiti, ma c'è la gaffe nel comunicato
La Rai ha ufficializzato l’acquisizione dei diritti in chiaro per una selezione di 35 partite della Coppa del Mondo FIFA 2026, torneo in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’annuncio, però, oltre a confermare un investimento importante sul fronte sportivo, ha acceso il dibattito per una svista contenuta nella comunicazione diffusa da Viale Mazzini.
La gaffe: citate le partite dell’Italia, ma la qualificazione non è certa
Nel comunicato ufficiale della Rai, tra le gare comprese nel pacchetto vengono indicate anche tutte le partite della Nazionale italiana. Un riferimento che ha subito fatto discutere, perché gli Azzurri non hanno ancora ottenuto il pass per la fase finale del torneo. Dopo le mancate qualificazioni del 2018 e del 2022, il percorso verso il Mondiale resta infatti ancora aperto e passerà dagli spareggi di marzo.
La precisazione è arrivata successivamente anche nelle dichiarazioni ufficiali, dove è stato espresso l’augurio che la Nazionale riesca a qualificarsi, attenuando il tono inizialmente dato per scontato nel testo.
Il pacchetto dei Mondiali 2026 acquisito dalla Rai
Al di là della polemica, l’accordo garantisce alla Rai la trasmissione esclusiva in chiaro di 35 incontri, compresi il match inaugurale, le semifinali e la finale. L’emittente ha inoltre ottenuto i diritti radiofonici non esclusivi per tutte le partite del torneo, ampliando la copertura su più piattaforme.
Ampia visibilità su Rai 1 e sui canali digitali
La strategia editoriale prevede la messa in onda di almeno 32 gare su Rai 1, con un’ampia distribuzione di highlights e clip di ogni partita all’interno di notiziari, programmi sportivi e account social ufficiali. L’obiettivo dichiarato è assicurare la massima esposizione possibile alla manifestazione per il pubblico italiano.
Le parole dell'AD Giampaolo Rossi
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha presentato l’operazione come un passo importante per il servizio pubblico, sottolineando la volontà di offrire una partita in diretta per ogni giornata di gara. Un investimento che conferma il peso strategico dei grandi eventi calcistici nella programmazione Rai.
Una scommessa legata al destino degli Azzurri
La riuscita dell’operazione, almeno dal punto di vista dell’interesse nazionale, dipenderà inevitabilmente dalla presenza dell’Italia nel torneo. La squadra dovrà prima superare gli spareggi contro l’Irlanda del Nord e, in caso di successo, affrontare la vincente tra Galles e Bosnia. Solo allora si saprà se le partite degli Azzurri entreranno davvero nel palinsesto dei Mondiali trasmessi in chiaro.
Bergkamp e il fascino del Mondiale: tra ricordi, rimpianti e fiducia nell’Olanda
Dennis Bergkamp resta una delle figure simbolo del calcio olandese degli anni Novanta, protagonista di due Coppe del Mondo e autore di reti entrate nella storia del torneo. In una lunga conversazione con la FIFA, l’ex attaccante ha ripercorso il legame speciale con il palcoscenico mondiale, partendo dai primi ricordi da bambino fino alle aspettative sulla nazionale attuale.
Il primo contatto con la magia del Mondiale risale alla finale del 1978 tra Olanda e Argentina, vista in televisione quando era ancora molto giovane. Più del risultato, ciò che gli rimase impresso fu l’atmosfera dell’evento: la sensazione di trovarsi davanti al massimo livello del calcio, un’immagine che avrebbe influenzato tutta la sua carriera.
Da protagonista, Bergkamp ha poi vissuto le edizioni del 1994 e del 1998, due tornei nei quali la nazionale olandese si presentò con ambizioni importanti. L’ex numero 10 ha spiegato come la Coppa del Mondo rappresenti un’esperienza diversa rispetto ai campionati di club: giocare per il proprio Paese, ha raccontato, significa confrontarsi con una pressione positiva che aumenta consapevolezza e fiducia nei propri mezzi.
Il Mondiale negli Stati Uniti del 1994 fu per lui un’esperienza intensa. Rispetto agli Europei precedenti, tutto appariva più grande, dagli spazi agli spostamenti, in un contesto in cui il calcio cercava ancora di ritagliarsi spazio rispetto agli sport tradizionali americani. L’eliminazione ai quarti contro il Brasile resta il principale rimpianto di quell’edizione: secondo Bergkamp, l’Olanda disponeva di una squadra equilibrata e competitiva, capace di giocarsela alla pari con chi avrebbe poi conquistato il titolo.
Quattro anni più tardi, in Coppa del Mondo FIFA 1998, la nazionale orange arrivò ancora più vicina al traguardo. Dopo il deludente Europeo del 1996, il gruppo costruì un’identità solida sotto la guida di Guus Hiddink, puntando con decisione alla vittoria finale. Bergkamp iniziò il torneo non al meglio fisicamente ma crebbe partita dopo partita, fino alla sfida contro l’Argentina, match ricordato soprattutto per il suo gol nei minuti finali.
Quella rete, realizzata in un quarto di finale e in un momento decisivo, viene considerata dallo stesso ex attaccante come la più significativa della carriera. Per Bergkamp, infatti, il valore di un gol è legato al contesto: importanza della gara, qualità dell’avversario e peso del momento fanno la differenza più dell’estetica del gesto tecnico.
Il cammino olandese si fermò però nuovamente davanti al Brasile, questa volta in semifinale e ai calci di rigore. Un’eliminazione ancora dolorosa, maturata dopo un torneo che, secondo l’ex fuoriclasse, era stato giocato ad altissimo livello. Il dettaglio dei rigori torna spesso nelle sue riflessioni: nel corso della carriera internazionale, molte uscite di scena sono arrivate proprio dal dischetto, un aspetto che Bergkamp collega non solo alla fortuna, ma anche alla mentalità necessaria per chiudere le partite decisive.
Nonostante l’assenza di titoli mondiali, l’ex attaccante guarda al percorso della nazionale con orgoglio. A suo avviso, un Paese piccolo come i Paesi Bassi riesce comunque a produrre talenti di altissimo profilo e a restare competitivo nelle fasi finali dei grandi tornei, anche se manca ancora quel passo decisivo per sollevare il trofeo.
Lo sguardo finale è rivolto al presente, con Ronald Koeman alla guida della selezione. Bergkamp vede un gruppo interessante e competitivo, capace di sorprendere pur non partendo tra le favorite assolute. Secondo l’ex campione, la chiave sarà la condizione fisica e la profondità della rosa: in tornei lunghi e logoranti, avere alternative all’altezza può fare la differenza tra un buon percorso e qualcosa di davvero speciale.
Marcandalli tra due nazionali: “Italia o Nigeria? Sarà una scelta personale”
Il futuro di Alessandro Marcandalli resta aperto. Il centrale del Genoa, protagonista di una crescita costante in Serie A, ha spiegato in un’intervista di non aver ancora scelto quale nazionale rappresentare tra Italia e Nigeria, lasciando la porta aperta a entrambe le ipotesi.
“Quando arriverà una chiamata deciderò, sarà una scelta molto personale”, ha raccontato il difensore classe 2002, nato a Ponte San Pietro da padre italiano e madre nigeriana, sottolineando il forte legame con entrambe le culture.
Un profilo in crescita: dal vivaio alla Serie A
Il percorso di Marcandalli racconta la storia di una crescita graduale ma continua. Dopo le prime esperienze tra settore giovanile e Serie C con la Giana Erminio, il difensore si è trasferito a Genova nel 2021, dove ha proseguito la propria formazione tra Under 18 e Primavera, mettendo insieme oltre quaranta presenze con la squadra giovanile rossoblù.
I prestiti successivi hanno rappresentato il vero salto di qualità: prima il Pontedera in Serie C, poi la stagione da protagonista con la Reggiana in Serie B. L’esperienza al Venezia e il rientro al Genoa hanno completato un percorso che lo ha portato stabilmente nel calcio dei grandi.
Contro il Torino, il difensore ha raggiunto quota 100 presenze tra i professionisti, traguardo significativo per un centrale ancora giovane ma già abituato a confrontarsi con attaccanti di alto livello.
Le convocazioni con l’Italia Under e l’ipotesi Nazionale maggiore
Sul fronte azzurro, Marcandalli ha già vestito la maglia dell’Italia Under 20, con due presenze ufficiali nell’Elite League sotto la guida di Alberto Bollini.
Il suo nome era comparso tra i convocati nelle finestre dedicate alle nazionali giovanili, confermando l’attenzione dello staff federale nei confronti del suo profilo difensivo.
Per ora non è arrivata una chiamata della Nazionale maggiore, ma l’evoluzione delle sue prestazioni in Serie A ha inevitabilmente aperto il dibattito su quale maglia potrebbe indossare in futuro.
Italia o Nigeria: una scelta ancora aperta
Marcandalli non ha mai nascosto il legame con le proprie origini nigeriane. Nelle sue parole emergono ricordi familiari, viaggi d’infanzia e una forte connessione culturale, dalla musica afrobeat alla tradizione culinaria di casa.
Una componente identitaria che rende più complessa una decisione sportiva che, come lui stesso ha sottolineato, verrà presa solo al momento opportuno: ascolterà i consigli dei genitori, ma la scelta finale sarà personale.
Per regolamento FIFA, infatti, il difensore può ancora optare liberamente tra Italia e Nigeria, non avendo disputato partite ufficiali con la nazionale maggiore.
Un profilo che piace per il futuro
Fisico importante, buona lettura difensiva e crescita costante: Marcandalli rappresenta uno dei profili emergenti tra i centrali italiani della nuova generazione. L’esperienza accumulata tra Serie C, B e ora A gli ha permesso di costruire un percorso solido, senza bruciare tappe.
Se dovesse continuare su questa traiettoria, la discussione non sarà più solo teorica: una chiamata internazionale potrebbe arrivare davvero, mettendolo davanti alla scelta più significativa della sua carriera.
Italia negli Stati Uniti: dai primi passi del 1976 al sogno Mondiale del '94, storia delle gare azzurre in America
Il possibile ritorno dell'Italia negli Stati Uniti riporta alla memoria una lunga tradizione iniziata quasi cinquant'anni fa. Prima del nuovo ciclo oltreoceano, gli Azzurri hanno disputato 16 partite sul suolo americano tra il 1976 e il 2005, attraversando epoche diverse della Nazionale e vivendo momenti entrati nella storia del calcio italiano.
Il bilancio complessivo racconta 7 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte, con 20 reti realizzate e 14 incassate, numeri che fotografano un percorso ricco di tappe simboliche, dalla Coppa del Bicentenario fino al Mondiale del 1994.
Dalla Coppa del Bicentenario al primo impatto con gli USA
La prima esperienza americana risale al 1976, quando l'Italia venne invitata alla Coppa del Bicentenario organizzata per celebrare i 200 anni dell'indipendenza statunitense. La Nazionale, guidata da Enzo Bearzot, partì con una convincente vittoria contro i padroni di casa, ma il torneo prese poi una piega diversa con le sconfitte contro Inghilterra e Brasile.
Fu l'inizio di un rapporto speciale tra gli Azzurri e gli stadi americani, spesso teatro di partite intense e ricche di significato.
Gli anni Novanta e il sogno sfiorato
Il legame più forte tra l’Italia e gli Stati Uniti resta inevitabilmente quello con il Mondiale del 1994. La squadra guidata da Arrigo Sacchi visse un percorso altalenante ma emozionante: dalla difficile fase a gironi fino alla cavalcata a eliminazione diretta trascinata da Roberto Baggio, protagonista assoluto con gol decisivi contro Nigeria, Spagna e Bulgaria.
La finale disputata al Rose Bowl di Pasadena contro il Brasile si concluse ai rigori dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. L’errore dal dischetto di Baggio rimane uno dei momenti più iconici e dolorosi della storia calcistica italiana.
L’ultima tournée prima della pausa
L’ultima presenza azzurra negli Stati Uniti prima del lungo stop risale al giugno 2005. La Nazionale allenata da Marcello Lippi disputò due amichevoli in Nord America, utilizzando la trasferta per testare un gruppo che avrebbe poi conquistato il titolo mondiale l’anno successivo in Germania.
In quel gruppo figuravano diversi protagonisti del trionfo del 2006, a conferma di come le sfide oltreoceano abbiano spesso rappresentato un passaggio chiave nei cicli tecnici azzurri.
Stati, stadi e curiosità statistiche
Nel corso delle 16 partite giocate negli USA, l’Italia ha calcato campi distribuiti in sette stati differenti. L’area di New York è stata la più frequentata, con numerose gare disputate tra East Rutherford e il Bronx, ma gli Azzurri sono scesi in campo anche a Boston, Washington, Chicago e Los Angeles.
A livello individuale, Roberto Baggio resta il miglior marcatore italiano negli Stati Uniti con cinque reti, seguito da Francesco Graziani con tre.
Mondiale 2026: la qualificazione passa da Italia-Irlada del Nord
Dalla prima apparizione del 1976 fino alle amichevoli del 2005, le sfide disputate negli Stati Uniti hanno accompagnato momenti chiave della storia azzurra, tra trionfi sfiorati e passaggi generazionali. Un percorso che oggi torna di attualità anche in vista dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026: l’Italia si prepara infatti a giocarsi un passaggio decisivo contro l’Irlanda del Nord, con l’obiettivo di conquistare il ritorno sul palcoscenico mondiale proprio in Nord America, dove passato e futuro della Nazionale sembrano nuovamente intrecciarsi.
Verso Italia-Irlanda del Nord: Bergamo pronta al pienone per la semifinale playoff
Procede l’avvicinamento alla semifinale dei play-off Mondiali 2026 tra Italia e Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alla New Balance Arena di Bergamo. A poco meno di un mese dalla sfida, l’entusiasmo dei tifosi azzurri è già evidente: la vendita dei biglietti, aperta lo scorso 17 febbraio, aveva fatto registrare il quasi tutto esaurito in appena un’ora e mezza.
In poco più di 90 minuti erano stati emessi circa 23 mila tagliandi, con la disponibilità limitata ai soli posti Skybox e Hospitality attraverso i circuiti autorizzati.
Biglietti polverizzati in 90 minuti all'apertura
La risposta del pubblico ha confermato il grande richiamo della Nazionale in vista di una gara decisiva per il percorso verso il Mondiale 2026. La vendita libera, partita a metà febbraio, aveva visto andare esauriti rapidamente i biglietti in tutti i settori principali dello stadio bergamasco.
Un segnale forte del legame tra gli Azzurri e i tifosi, pronti a riempire l’impianto per sostenere la squadra di Gennaro Gattuso in una sfida da dentro o fuori.
Gattuso ai tifosi: “Il vostro supporto sarà fondamentale”
Dopo il boom di vendite, il commissario tecnico aveva ringraziato i sostenitori per la grande dimostrazione di affetto, sottolineando quanto il tifo potrà incidere sull’andamento della semifinale. Secondo il ct azzurro, la spinta del pubblico sarà una componente decisiva per aiutare la squadra a conquistare l’accesso alla finale dei play-off.
Verso Italia-Irlanda del Nord: cresce l’attesa
Con l’avvicinarsi del 26 marzo, l’attesa continua a salire per una partita che rappresenta un passaggio cruciale nel cammino dell’Italia verso la qualificazione ai Mondiali 2026.
La semifinale contro l’Irlanda del Nord sarà disputata in gara unica: in palio c’è la possibilità di giocarsi tutto nella finale del percorso, ultimo ostacolo per raggiungere la fase finale della competizione.
Playoff Mondiali 2026: Italia-Irlanda del Nord a marzo, Bergamo pronta per la semifinale
Manca poco più di un mese alla semifinale dei play-off Mondiali 2026 che vedrà protagonista l’Italia contro l’Irlanda del Nord. Gli Azzurri scenderanno in campo giovedì 26 marzo alla New Balance Arena di Bergamo, in una sfida secca che metterà in palio l’accesso alla finale del percorso A.
La Nazionale allenata da Gennaro Gattuso conosce già anche il possibile scenario successivo: in caso di qualificazione, la finale del 31 marzo sarà disputata in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina.
Italia-Irlanda del Nord: data, stadio e percorso verso il Mondiale
La FIGC ha confermato da tempo la sede della semifinale, scegliendo Bergamo per ospitare un match decisivo nella corsa al Mondiale 2026. La New Balance Arena evoca ricordi positivi per gli Azzurri: proprio lì Gattuso ha inaugurato il suo percorso da commissario tecnico con una netta vittoria per 5-0 sull’Estonia.
L’Italia arriva all’appuntamento con un dato statistico interessante: nei quattro precedenti disputati a Bergamo non ha mai perso, raccogliendo due successi e due pareggi.
Il cammino dei play-off Mondiali
I play-off europei assegneranno gli ultimi quattro posti disponibili per la fase finale del Mondiale, in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Canada, Messico e Stati Uniti.
Percorso A
Italia – Irlanda del Nord
Galles – Bosnia ed Erzegovina
Percorso B
Ucraina – Svezia
Polonia – Albania
Percorso C
Slovacchia – Kosovo
Turchia – Romania
Percorso D
Danimarca – Macedonia del Nord
Cechia – Repubblica d’Irlanda
Le squadre eliminate nelle semifinali giocheranno un’amichevole nella data prevista per le finali.
Le sensazioni in casa azzurra
Nelle settimane successive al sorteggio, Gattuso aveva definito l’Irlanda del Nord un’avversaria fisica e competitiva, ma affrontabile con il giusto atteggiamento. Il ct aveva invitato il gruppo a concentrarsi prima sulla semifinale, rimandando ogni valutazione sull’eventuale finale.
Sulla stessa linea Gianluigi Buffon, capo delegazione azzurro, che aveva evidenziato come l’Italia abbia già dimostrato di possedere le qualità necessarie per centrare la qualificazione mondiale, a patto di mantenere continuità nelle prestazioni.
I precedenti con l’Irlanda del Nord
La tradizione è favorevole alla Nazionale italiana. Nei precedenti ufficiali:
7 vittorie azzurre
3 pareggi
1 sola sconfitta
L’ultimo confronto risale alle qualificazioni per Qatar 2022, terminato 0-0 a Belfast, risultato che costrinse l’Italia a passare proprio dai play-off. Resta storico anche il ko del 1958, che costò l’esclusione dal Mondiale svedese.
Obiettivo: tornare al Mondiale
Con l’appuntamento di marzo sempre più vicino, l’Italia entra nella fase decisiva della stagione. Due partite separano gli Azzurri dalla qualificazione ai Mondiali 2026: prima l’Irlanda del Nord a Bergamo, poi l’eventuale finale in trasferta per conquistare un posto in Nord America.
Si chiude un'avventura Mondiale. Appuntamento a Qatar 2022
Il Mondiale di Russia 2018 va in soffitta. Dopo tanta attesa, la Coppa del Mondo ha visto tanto spettacolo fino al successo finale della Francia. Una vittoria meritata, quella degli uomini di Didier Deschamps, che hanno saputo superare ogni ostacolo. 4-2 il risultato della finale, che mette fine anche all'avventura di Tuttomondiali.it per quanto riguarda questa manifestazione. Tante notizie sul nostro portale sono state accompagnate dalla soddisfazione di vivere passo dopo passo l'esperienza Mondiale, dandovi appuntamento tra quattro anni per Qatar 2022. Con la speranza che possa esserci anche l'Italia a giocarsi le chance di sollevare al cielo la coppa. Quella che Fabio Cannavaro alzò a Berlino il 9 luglio 2006 e che non deve restare soltanto un ricordo. Anzi. Perchè l'Italia ha l'obbligo di rialzarsi e puntare alla quinta stella.
La redazione di Tuttomondiali.it
Marco Frattino
Andrea Piras
Pierpaolo Matrone
Fabio Tarantino
Patrick Iannarelli
FOCUS - Da Kane a Mandzukic: i 5 migliori attaccanti del Mondiale
Harry Kane (Inghilterra) - Nell'analisi dei centravanti impossibile non partire dal capocannoniere del Mondiale. Football is not coming home, ma il Mondiale dell'Inghilterra e quindi del suo capitano è stato comunque di tutto rispetto. 6 le reti del bomber del Tottenham che gli hanno regalato quel tocco internazionale che forse ancora gli mancava.
Antoine Griezmann (Francia) - E' stato nominato MVP della finale, tanto basta per inserirlo nell'elenco dei migliori 5 attaccanti del Mondiale. In generale numeri da fenomeno per il talento dell'Atletico Madrid che dopo aver chiuso ogni discorso legato al mercato ha giocato con la testa libera e messo a segno 4 gol e 3 assist fondamentali per il successo finale dei galletti.
Mario Mandzukic (Croazia) - L'attaccante della Juventus ha incarnato al 100% il cuore e la forza mentale della sorprendente Croazia. Un punto di riferimento per i compagni, in campo ha segnato 3 gol e lavorato come un matto per i compagni con sponde e sportellate coi difensori di turno. Peccato solo che la rete maliziosa di ieri non sia servita a niente.
Romelu Lukaku (Belgio) - 4 gol nelle prime due partite del Mondiale, poi tanto tanto lavoro sporco per la squadra. Se il Belgio è riuscito a salire sul podio del Mondiale russo gran parte del merito è stato anche dell'attaccante dello United, bravo a mettere il suo imponente fisico a disposizione dei suoi compagni, Hazard e De Bruyne su tutti.
Edinson Cavani (Uruguay) - Magari con lui in campo il quarto di finale contro la Francia sarebbe andato diversamente... L'Uruguay arrivato agli ottavi senza conoscere sconfitta ha incentrato il proprio gioco sulla crescita tattica del centravanti del PSG, che vista la presenza di Suarez ha leggermente arretrato il proprio raggio d'azione vestendo anche i panni del finalizzatore. A questo lavoro oscuro sono comunque da aggiungere le tre reti con Russia e Portogallo.
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