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Bosnia-Italia, niente Goal Line Technology a Zenica: sui gol dubbi deciderà il VAR
Bosnia-Italia, niente Goal Line Technology a Zenica: sui gol dubbi deciderà il VAR
È tutto pronto a Zenica per la sfida tra Bosnia ed Erzegovina e Italia, la finale del Percorso A dei playoff che assegna un posto ai Mondiali 2026. Lo stadio Bilino Polje ospiterà una partita dal peso enorme, ma con alcune particolarità dal punto di vista organizzativo. Tra queste spicca l’assenza della Goal Line Technology: nella gara di questa sera non sarà disponibile il sistema elettronico che segnala automaticamente se il pallone ha superato o meno la linea di porta. In caso di dubbio interviene il VAR L’eventuale decisione su gol dubbi verrà quindi affidata al VAR, che potrà analizzare le immagini per stabilire se la palla abbia effettivamente oltrepassato la linea. Una situazione non comune nelle partite di alto livello, dove la tecnologia sulla linea di porta è ormai presente in quasi tutte le competizioni principali. Stadio con capienza ridotta Il Bilino Polje sarà comunque teatro di un’atmosfera molto intensa, anche se con una capienza limitata. Dopo gli incidenti avvenuti lo scorso novembre durante Bosnia-Romania, la capienza dell’impianto è stata ridotta di circa il 20%, con un massimo di 9.500 spettatori. Alcune aree dello stadio resteranno chiuse al pubblico: tra queste diversi settori della curva Sud e parte della tribuna Ovest, in particolare le prime file più vicine al campo.
Mondiali 2026, rivoluzione Fifa: sostituzioni rapide e VAR anche sui secondi gialli
Mondiali 2026, rivoluzione Fifa: sostituzioni rapide e VAR anche sui secondi gialli
La FIFA introduce una serie di novità regolamentari che debutteranno ai Mondiali 2026. L’obiettivo è rendere il gioco più fluido, limitare le perdite di tempo e aumentare la precisione delle decisioni arbitrali grazie a un uso più ampio della tecnologia. Tra le modifiche più rilevanti ci sono sostituzioni più rapide, controlli più severi sulle ripartenze e un ampliamento delle situazioni in cui potrà intervenire il VAR. Sostituzioni più veloci Una delle novità principali riguarda il momento del cambio. Il giocatore sostituito avrà dieci secondi di tempo per lasciare il terreno di gioco. Se dovesse superare questo limite, la squadra sarà penalizzata: il calciatore che deve entrare dovrà attendere un minuto prima di poter varcare la linea laterale, lasciando temporaneamente la propria squadra in inferiorità numerica. Timer sulle ripartenze La FIFA ha deciso di intervenire anche sulle situazioni in cui spesso si perde tempo. Per rimesse laterali e rinvii dal fondo verrà introdotto un limite di cinque secondi per rimettere il pallone in gioco. Se il tempo verrà superato, il possesso passerà automaticamente alla squadra avversaria. Cure mediche fuori dal campo Un’altra modifica riguarda i giocatori che ricevono assistenza medica sul terreno di gioco. Chi viene curato dovrà uscire dal campo e attendere almeno un minuto prima di rientrare, salvo nei casi in cui l’infortunio sia stato provocato da un fallo punito con cartellino. Più poteri al VAR La tecnologia avrà un ruolo ancora più ampio. Il VAR potrà infatti intervenire per correggere secondi cartellini gialli assegnati erroneamente, situazioni che portano automaticamente all’espulsione. Inoltre sarà possibile rivedere anche calci d’angolo assegnati in modo sbagliato, ampliando ulteriormente il campo d’azione della revisione video. Solo il capitano può parlare con l’arbitro La FIFA ha ribadito anche una norma già introdotta negli ultimi anni: solo il capitano può avvicinarsi all’arbitro per chiedere spiegazioni. Gli altri giocatori che protesteranno circondando il direttore di gara rischieranno un cartellino giallo. In Canada test sulla nuova regola del fuorigioco Parallelamente alle novità per il Mondiale, la FIFA sta sperimentando una possibile modifica della regola del fuorigioco, promossa da Arsene Wenger. La fase di test partirà nella Premier League canadese. Secondo questa proposta, un attaccante sarà considerato in posizione regolare se una qualsiasi parte del corpo con cui può segnare è in linea con il difensore. Il fuorigioco verrebbe quindi fischiato solo quando l’attaccante è completamente oltre la linea difensiva. La modifica ha già acceso il dibattito nel mondo del calcio: secondo alcuni favorirebbe troppo gli attaccanti e costringerebbe le difese ad abbassarsi maggiormente. Per ora si tratta soltanto di una sperimentazione, ma il risultato dei test potrebbe influenzare il futuro regolamento del calcio internazionale.
Toni carica gli azzurri: “Fidatevi di Gattuso. È l’ora di tornare al Mondiale”
Toni carica gli azzurri: “Fidatevi di Gattuso. È l’ora di tornare al Mondiale”
La partita contro la Bosnia ed Erzegovina vale molto più di una semplice qualificazione. Lo sa bene Luca Toni, che con l’Italia ha vissuto da protagonista il trionfo ai Mondiali 2006 e oggi spera che gli azzurri riescano a interrompere la lunga assenza dalla competizione iridata. L’ex centravanti ha parlato della sfida decisiva sottolineando quanto sia attesa da tutto l’ambiente del calcio italiano. Dopo due edizioni consecutive saltate, infatti, l’obiettivo è tornare a vedere l’Italia protagonista nella rassegna mondiale. “Serve fare l’Italia” Secondo Toni, la partita non sarà semplice. La Bosnia ha dimostrato il proprio valore eliminando il Galles nei playoff e rappresenta un avversario difficile da affrontare. L’ex attaccante è però convinto che gli azzurri abbiano le qualità per imporsi, a patto di giocare con lo spirito che storicamente ha caratterizzato la Nazionale italiana. La fiducia in Gattuso Toni ha poi speso parole importanti per Gennaro Gattuso, suo compagno nella spedizione vincente del 2006. Ricordando quei giorni, ha raccontato come l’attuale ct fosse uno dei giocatori che viveva con maggiore tensione le vigilie delle partite. Oggi, da allenatore e leader del gruppo, dovrà riuscire a trasmettere serenità alla squadra pur sentendo sulle spalle il peso della responsabilità. Secondo Toni, proprio l’esperienza maturata in carriera aiuterà Gattuso a gestire momenti delicati come quello della sfida con la Bosnia. Kean, Retegui e le alternative Guardando all’attacco azzurro, Toni ha espresso fiducia in Moise Kean, ritenuto in crescita di condizione dopo la prestazione contro l’Irlanda del Nord. Su Mateo Retegui, invece, ha spiegato che per un centravanti è fondamentale riuscire a ricevere palloni giocabili nell’area avversaria. Nonostante qualche difficoltà nell’ultima partita, l’ex bomber ritiene che l’attaccante abbia già dimostrato in Nazionale di saper essere decisivo. Tra le possibili carte a partita in corso, Toni ha indicato Pio Esposito, che potrebbe risultare particolarmente utile nel caso in cui la gara si complicasse. La sua energia e la fiducia accumulata negli ultimi mesi, secondo l’ex attaccante, potrebbero rappresentare un fattore importante. Un’altra opzione offensiva è Giacomo Raspadori, considerato un giocatore diverso dagli altri attaccanti per caratteristiche. La sua capacità di dribblare e creare superiorità numerica potrebbe offrire soluzioni tattiche diverse durante la partita. Attenzione a Dzeko Nella Bosnia il pericolo principale resta Edin Dzeko, leader tecnico e carismatico della squadra. Toni lo ha definito un attaccante di grande qualità ed esperienza, capace di incidere anche nelle partite più importanti. Nonostante i 40 anni, il centravanti bosniaco resta un punto di riferimento per la sua nazionale e richiederà grande attenzione da parte della difesa azzurra. “Il Mondiale deve tornare la normalità” Per Toni partecipare al Mondiale rappresenta qualcosa di unico nella carriera di un calciatore. Indossare la maglia dell’Italia in una competizione del genere, ha spiegato, è una sensazione speciale. Dopo le ultime due edizioni mancate, l’ex attaccante ritiene che l’Italia debba tornare a considerare la qualificazione al Mondiale come un obiettivo minimo. Magari non sarà facile puntare subito alla vittoria finale, ma per Toni la priorità è tornare a essere presenti nella competizione più importante del calcio mondiale.
Gattuso carica l’Italia: “Ci giochiamo tutto. I ragazzi darebbero l’anima per andare al Mondiale”
Gattuso carica l’Italia: “Ci giochiamo tutto. I ragazzi darebbero l’anima per andare al Mondiale”
A poche ore dalla sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina, il commissario tecnico dell’Italia Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Rai Sport alla vigilia della partita che può valere la qualificazione al Mondiale 2026. Il ct azzurro ha spiegato di aver percepito sensazioni positive all’interno del gruppo durante il ritiro: secondo Gattuso l’ambiente è rimasto sereno e concentrato nonostante la grande pressione legata alla posta in palio. Il tecnico ha sottolineato che la squadra è consapevole dell’importanza della gara e che servirà una prestazione di alto livello contro una Bosnia capace di unire qualità tecniche e forza fisica. “I ragazzi soffrono quando i risultati non arrivano” Gattuso ha voluto difendere il gruppo, spiegando che i giocatori sentono molto il peso della maglia azzurra. Quando i risultati non arrivano, ha raccontato il ct, i calciatori tendono a nascondere le difficoltà, ma in realtà vivono quei momenti con grande intensità. Secondo l’allenatore, la voglia di tornare a disputare un Mondiale è fortissima all’interno dello spogliatoio e la squadra farà tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo. Attenzione alla Bosnia Il ct ha poi analizzato l’avversario, definendo la Bosnia una squadra difficile da affrontare e molto combattiva. Gattuso ha evidenziato come i balcanici siano abituati a giocare partite fisiche e aggressive, motivo per cui l’Italia dovrà essere pronta soprattutto nei primi minuti della gara. Un altro aspetto su cui ha insistito è la gestione delle proteste e delle tensioni in campo. L’arbitro della partita, il francese Clement Turpin, è noto per non tollerare eccessive proteste e per questo gli azzurri dovranno mantenere lucidità anche nei momenti più caldi. La pressione da ct e il messaggio del figlio Gattuso ha infine raccontato come vivere una partita di questo tipo da allenatore sia molto diverso rispetto a quando era calciatore. Se da giocatore riusciva a concentrarsi soprattutto sulla squadra e sulla partita, oggi avverte maggiormente il peso della responsabilità. Il ct ha rivelato anche un episodio personale: nella notte precedente alla partita ha ricevuto un messaggio dal figlio, parole che gli hanno fatto capire ancora di più lo stato d’animo dei suoi giocatori prima di un appuntamento così importante. Un segnale di quanto questa sfida coinvolga non solo la squadra, ma anche le famiglie e l’ambiente che ruota attorno alla Nazionale.
Ghana, Addo esonerato a 72 giorni dai Mondiali: l’addio davanti alla famiglia dopo il ko con la Germania
Ghana, Addo esonerato a 72 giorni dai Mondiali: l’addio davanti alla famiglia dopo il ko con la Germania
Il Ghana cambia guida tecnica a poco più di due mesi dall’inizio dei Mondiali. La federazione ha deciso di esonerare il commissario tecnico Otto Addo dopo una serie di risultati negativi nelle amichevoli internazionali. La decisione è arrivata in seguito alla sconfitta 2-1 contro la Germania, quarta consecutiva in test amichevoli. Un risultato che ha convinto i dirigenti della federazione a chiudere il rapporto con l’allenatore, lasciando la nazionale senza ct a 72 giorni dall’inizio della Coppa del Mondo. L’esonero davanti alla famiglia La vicenda assume contorni ancora più amari per le circostanze in cui è maturata. La partita contro la Germania si è giocata ad Amburgo, città natale di Addo e luogo in cui ha trascorso gran parte della sua carriera da calciatore. Per l’occasione allo stadio erano presenti anche diversi membri della sua famiglia, arrivati per sostenerlo e vivere una serata speciale. La sconfitta e la successiva decisione della federazione hanno però trasformato quella che doveva essere una festa in un momento molto difficile. Secondo quanto riportato da diversi media locali, l’allenatore ha appreso della scelta dei dirigenti poco dopo la partita. Quando ha raggiunto i suoi familiari nell’hotel dove alloggiava la squadra, ha dovuto comunicare loro la notizia del suo esonero. Il percorso di Addo con il Ghana Addo guidava il Ghana dal 2022. In precedenza era stato calciatore proprio in Germania e aveva costruito la sua carriera nel calcio tedesco prima di intraprendere il percorso da allenatore. Durante il suo mandato è riuscito a qualificare la nazionale ai Mondiali 2022, ottenendo il pass attraverso i playoff. Nella fase finale del torneo la squadra africana ha chiuso il girone con 3 punti, senza riuscire a superare il primo turno. Nonostante la qualificazione ottenuta, la recente serie di risultati negativi nelle amichevoli ha convinto la federazione a cambiare direzione proprio alla vigilia della nuova rassegna iridata. Ora il Ghana dovrà trovare rapidamente un nuovo commissario tecnico per preparare al meglio la partecipazione al prossimo Mondiale, con il tempo che scorre velocemente verso l’inizio del torneo.
Italia a Zenica per il Mondiale, Gattuso: “Ci giochiamo tutto”. Donnarumma: “Vogliamo riportare gli azzurri dove meritano”
Italia a Zenica per il Mondiale, Gattuso: “Ci giochiamo tutto”. Donnarumma: “Vogliamo riportare gli azzurri dove meritano”
L’Italia è a Zenica, dove questa sera alle 20.45 affronterà la Bosnia ed Erzegovina nella finale del Percorso A dei playoff mondiali. In palio c’è il pass per il Mondiale 2026. Gli azzurri sono arrivati ieri pomeriggio in Bosnia dopo l’ultima seduta di allenamento svolta a Coverciano e hanno effettuato il consueto walk around allo stadio Bilino Polje, che ospiterà la sfida decisiva. Alla vigilia della partita, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha sottolineato l’importanza dell’appuntamento per tutta la Nazionale. Il tecnico ha spiegato che la squadra è pienamente consapevole della posta in palio e che servirà una prestazione di grande carattere per conquistare la qualificazione. Gattuso non ha voluto anticipare la formazione titolare, ma ha chiarito cosa si aspetta dai suoi giocatori: intensità, spirito di sacrificio e quella mentalità che storicamente ha contraddistinto il calcio italiano. Secondo il ct, l’Italia spesso è riuscita a vincere anche senza essere la squadra più forte, grazie alla capacità di soffrire e alla determinazione nei momenti decisivi. Niente alibi per campo e ambiente Il match si giocherà in un’atmosfera caldissima, con lo stadio di Zenica pronto a sostenere la Bosnia. Nonostante questo, Gattuso ha ribadito che la squadra non deve cercare scuse, né nelle condizioni del terreno di gioco né nella pressione del pubblico. Il tecnico ha spiegato che nella sua carriera non ha mai visto i tifosi segnare un gol e che l’Italia dovrà concentrarsi esclusivamente sulla propria prestazione. Attenzione alla Bosnia e a Dzeko Gattuso ha elogiato la qualità della Bosnia, una squadra che combina esperienza e giovani talenti. Tra i nomi più importanti spicca Edin Dzeko, simbolo della nazionale bosniaca e protagonista per anni in Serie A con Roma, Inter e Fiorentina. Il ct azzurro ha definito l’attaccante un grande campione e una persona di grande valore, ricordando anche il rapporto di stima che li lega. Dzeko aveva invitato i tifosi bosniaci ad applaudire l’inno italiano prima della partita, gesto apprezzato dallo stesso allenatore azzurro. Donnarumma: “Sappiamo cosa rappresentiamo” Accanto al ct in conferenza stampa c’era anche il capitano Gianluigi Donnarumma, che conosce bene il campo di Zenica. Il portiere era tra i protagonisti della vittoria 3-0 ottenuta dall’Italia nel 2019 nelle qualificazioni europee. Questa volta la posta in palio è molto più alta. Donnarumma ha spiegato che la squadra è consapevole della responsabilità di rappresentare il paese e che servirà il massimo dell’energia per affrontare una partita che si preannuncia molto intensa. Il portiere del Paris Saint-Germain, che ha già raggiunto le 80 presenze in Nazionale a soli 27 anni, ha ricordato anche le delusioni degli ultimi anni. L’Italia ha infatti mancato le ultime due edizioni del Mondiale e l’obiettivo della squadra è tornare finalmente sul palcoscenico più importante del calcio internazionale. Per gli azzurri, dunque, la sfida di questa sera a Zenica rappresenta una partita che vale molto più di una semplice qualificazione.
Bosnia-Italia, i precedenti sorridono agli azzurri: una sola sconfitta nella storia
Bosnia-Italia, i precedenti sorridono agli azzurri: una sola sconfitta nella storia
La finale del percorso A dei playoff per la Coppa del Mondo FIFA 2026 metterà di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. La partita è in programma martedì sera alle 20.45 a Zenica e assegnerà uno degli ultimi pass disponibili per la rassegna iridata. Le due squadre arrivano all’appuntamento dopo aver superato le rispettive semifinali. L’Italia ha conquistato la finale battendo l’Irlanda del Nord per 2-0 a Bergamo, mentre la Bosnia ha eliminato il Galles ai calci di rigore al termine di una sfida combattuta. Bilancio favorevole agli azzurri Quello di Zenica sarà il settimo confronto ufficiale e amichevole tra le due nazionali. I precedenti sorridono all’Italia, che finora ha ottenuto quattro vittorie, a fronte di un pareggio e una sola sconfitta. L’unico successo bosniaco risale al primo incrocio tra le due selezioni, disputato nel novembre del 1996 a Sarajevo in amichevole. In quell’occasione i padroni di casa si imposero 2-1 grazie alle reti di Salihamidzic e Bolic, con momentaneo pareggio firmato da Enrico Chiesa. L’ultimo confronto L’incrocio più recente è molto più vicino nel tempo. Le due nazionali si sono affrontate il 9 giugno 2024 a Empoli in un’amichevole di preparazione agli Europei. La partita si concluse con la vittoria dell’Italia per 1-0 grazie a un gol di Davide Frattesi nel primo tempo. Tutti i precedenti Ecco il riepilogo completo delle sfide tra Bosnia ed Erzegovina e Italia: 6 novembre 1996 – Bosnia ed Erzegovina-Italia 2-1 (amichevole) 11 giugno 2019 – Italia-Bosnia ed Erzegovina 2-1 (qualificazioni Europei) 15 novembre 2019 – Bosnia ed Erzegovina-Italia 0-3 (qualificazioni Europei) 4 settembre 2020 – Italia-Bosnia ed Erzegovina 1-1 (Nations League) 18 novembre 2020 – Bosnia ed Erzegovina-Italia 0-2 (Nations League) 9 giugno 2024 – Italia-Bosnia ed Erzegovina 1-0 (amichevole) Attenzione alla Bosnia I numeri sono dunque favorevoli agli azzurri, ma la semifinale vinta contro il Galles dimostra che la squadra bosniaca è capace di ribaltare le partite anche nelle situazioni più difficili. A Cardiff, infatti, il gol del pareggio è arrivato allo scadere prima della vittoria nella serie dei rigori. Un segnale che invita alla prudenza: nonostante il bilancio storico positivo per l’Italia, la sfida di Zenica si preannuncia tutt’altro che semplice.
Tahirovic, dalla Roma al Brondby: l’ex Serie A che sfida l’Italia con la Bosnia
Tahirovic, dalla Roma al Brondby: l’ex Serie A che sfida l’Italia con la Bosnia
C’è anche un po’ di Serie A nella Bosnia ed Erzegovina che affronterà l’Italia a Zenica nella finale dei playoff per i Mondiali 2026. Oltre a nomi noti come Edin Dzeko, Sead Kolasinac e Tarik Muharemovic, nella rosa guidata da Sergej Barbarez spicca anche Benjamin Tahirovic, centrocampista oggi al Brondby ma con un passato nel calcio italiano. Classe 2003, Tahirovic è nato in Svezia, nella zona di Spanga-Tensta alle porte di Stoccolma, da una famiglia di origine bosniaca. Cresciuto calcisticamente nel calcio svedese, nel 2021 viene individuato dagli scout della Roma, che lo prelevano dal Vasalund per poco più di 200 mila euro. L’esordio con Mourinho alla Roma A lanciarlo nel calcio che conta è José Mourinho, che lo fa debuttare in Serie A durante la stagione 2022/23. Con la maglia giallorossa Tahirovic colleziona 13 presenze, mettendo in mostra qualità tecniche e una struttura fisica importante grazie ai suoi 191 centimetri di altezza. Le sue prestazioni attirano l’attenzione dell’Ajax, che nell’estate successiva decide di investire su di lui pagando circa 7,5 milioni di euro, una cifra che rappresenta un’enorme plusvalenza per la Roma rispetto al prezzo d’acquisto iniziale. L’esperienza all’Ajax e il ritorno al Brondby La prima stagione nei Paesi Bassi è positiva, ma con l’arrivo in panchina di Francesco Farioli il ruolo di Tahirovic nella squadra cambia. Il centrocampista perde progressivamente spazio fino alla decisione di lasciare Amsterdam. Nel febbraio 2025 arriva così il trasferimento al Brondby, che lo riporta in Scandinavia e gli offre subito un ruolo da titolare nel centrocampo della squadra danese. Il caso del minutaggio Nelle ultime settimane il giocatore ha avuto meno continuità rispetto alla prima parte di stagione. Il tema ha anche creato qualche tensione tra la federazione bosniaca e il tecnico del Brondby Steve Cooper. Secondo alcune ricostruzioni, il ridotto utilizzo del centrocampista avrebbe potuto essere collegato alla volontà di preservare - o limitare - un giocatore importante per la Bosnia in vista dei playoff mondiali. Cooper ha però respinto queste ipotesi, spiegando che le scelte tecniche non avevano alcun legame con gli impegni della nazionale. In ogni caso, il piano non avrebbe cambiato molto: Tahirovic resta uno dei profili seguiti con attenzione dalla Bosnia per la sfida contro l’Italia, nella partita che vale un posto ai Mondiali 2026.
Tuchel: “Inghilterra pronta per giugno”. Intanto fa discutere il caso Ugarte nell’amichevole con l’Uruguay
Tuchel: “Inghilterra pronta per giugno”. Intanto fa discutere il caso Ugarte nell’amichevole con l’Uruguay
Alla vigilia dell’amichevole contro il Giappone, il commissario tecnico dell’Inghilterra Thomas Tuchel ha parlato in conferenza stampa facendo il punto sul momento della sua nazionale e sulla preparazione verso i prossimi impegni internazionali. Alla domanda su un possibile confronto con la Francia, il tecnico tedesco ha evitato paragoni diretti, sottolineando che in questo momento della stagione sarebbe prematuro valutare il livello delle squadre. Secondo Tuchel, il mese di marzo non è indicativo della reale forza delle nazionali: l’obiettivo è arrivare pronti agli appuntamenti più importanti dell’anno. L’allenatore ha spiegato di essere soddisfatto del lavoro svolto nel ritiro, nonostante la recente amichevole contro l’Uruguay non sia stata particolarmente spettacolare. A suo giudizio la squadra ha affrontato un avversario ben organizzato e competitivo, ricordando anche che molte nazionali, come il Brasile, entreranno nella loro migliore condizione soltanto più avanti nella stagione. La situazione di Stones Tra i temi affrontati c’è stato anche il caso di John Stones, rimasto fuori per precauzione dopo un problema fisico. Tuchel ha chiarito che non si tratta di un infortunio serio, ma che lo staff ha preferito non correre rischi considerando la storia recente del difensore. Il ct inglese ha ribadito la grande fiducia nel giocatore del Manchester City, definendolo una pedina fondamentale sia quando parte titolare sia quando entra a gara in corso. Tuttavia ha sottolineato che, come tutti gli altri, anche Stones dovrà essere nelle migliori condizioni fisiche per essere utilizzato. Tra infortuni e gestione del gruppo Durante il ritiro alcuni giocatori hanno lasciato il gruppo per tornare ai rispettivi club, ma Tuchel ha spiegato che si tratta di una situazione normale in questo periodo della stagione, quando molti calciatori sono impegnati su più fronti. Il tecnico ha comunque evidenziato lo spirito positivo del gruppo: diversi giocatori infortunati sono rimasti nel ritiro per continuare le terapie, dimostrando – secondo lui – grande attaccamento alla nazionale. Il rientro di Rice, Saka e Madueke Anche Declan Rice, Bukayo Saka e Noni Madueke sono rientrati all’Arsenal. Tuchel ha spiegato che tutti avrebbero voluto restare e giocare, ma lo staff medico ha preferito evitare rischi inutili. Il tecnico ha precisato che, se si fosse trattato dell’ultima partita della stagione, probabilmente avrebbero provato a recuperare i giocatori. In questo momento però il pericolo di aggravare i problemi fisici era troppo elevato. Il caso Ugarte nell’amichevole con l’Uruguay Nel frattempo l’amichevole tra Inghilterra e Uruguay, terminata 1-1, ha fatto discutere per un episodio arbitrale piuttosto curioso. Il centrocampista uruguaiano Manuel Ugarte è stato ammonito due volte nel corso della partita dall’arbitro tedesco Sven Jablonski, ma non è stato espulso come previsto dal regolamento. Il primo cartellino giallo è arrivato dopo un fallo su Cole Palmer, mentre il secondo è stato mostrato in seguito a proteste durante l’azione che ha portato al vantaggio inglese. Nonostante questo, il direttore di gara non ha estratto il cartellino rosso e il giocatore è rimasto in campo per alcuni minuti prima di essere sostituito. La spiegazione dell’episodio non è stata del tutto chiarita nel post-partita. In un primo momento si è parlato di un errore nel conteggio dei cartellini, mentre successivamente è emersa anche l’ipotesi di uno scambio di persona nel primo ammonimento. Un episodio insolito che ha attirato l’attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavori, diventando uno dei momenti più discussi della serata di Wembley.
Italia, Gattuso non cambia: idea stessa formazione contro la Bosnia, Retegui ancora titolare con Kean
Italia, Gattuso non cambia: idea stessa formazione contro la Bosnia, Retegui ancora titolare con Kean
Nessuna rivoluzione per la sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina. Dopo la rifinitura svolta a Coverciano, il commissario tecnico Gennaro Gattuso sembra intenzionato a confermare l’undici visto giovedì nella vittoria per 2-0 contro l’Irlanda del Nord. L’Italia dovrebbe quindi presentarsi a Zenica, allo stadio Bilino Polje, con lo stesso assetto del primo playoff. In porta ci sarà Gianluigi Donnarumma, capitano della squadra, protetto da una linea difensiva a tre composta da Mancini, Bastoni e Calafiori. Sugli esterni del 3-5-2 agiranno Politano e Dimarco, mentre in mezzo al campo il trio sarà formato da Barella, Locatelli e Tonali, con il regista della Juventus in vantaggio su Cristante per guidare la manovra. Retegui-Kean ancora titolari Nonostante il dibattito degli ultimi giorni, Gattuso sembra deciso a non modificare l’attacco. Dal primo minuto dovrebbero partire ancora Mateo Retegui e Moise Kean, la coppia offensiva che ha caratterizzato il nuovo ciclo azzurro. Negli ultimi giorni si è parlato molto di un possibile inserimento di Pio Esposito, protagonista con un ottimo ingresso contro l’Irlanda del Nord. Il giovane attaccante dell’Inter, però, dovrebbe partire nuovamente dalla panchina per essere utilizzato a gara in corso. Proprio nella partita di Bergamo Esposito aveva dato grande vivacità all’attacco azzurro, servendo subito un assist per Kean e sfiorando il gol con un colpo di testa salvato sulla linea. La fiducia in Retegui Nonostante l’occasione sprecata contro l’Irlanda del Nord – un uno contro uno con il portiere Charles non concretizzato a inizio ripresa – Retegui resta al centro del progetto offensivo di Gattuso. Il centravanti dell’Al-Qadsiah è infatti, insieme a Kean, il miglior marcatore della gestione del nuovo commissario tecnico con cinque reti. La coppia rappresenta una delle principali novità tattiche introdotte dall’allenatore azzurro. Gattuso ha più volte difeso l’attaccante negli ultimi giorni, apprezzandone anche l’impegno mostrato nel ritiro di Coverciano: complice la pausa del campionato saudita, Retegui è stato tra i primi a raggiungere il gruppo. Il programma della vigilia La Nazionale è attualmente a pranzo nel Centro Tecnico Federale di Coverciano. Nel pomeriggio, alle 16.30, è prevista la partenza da Firenze con destinazione Bosnia. Una volta arrivata a Zenica, la squadra svolgerà il consueto walk around allo stadio alle 19.00, seguito quindici minuti più tardi dalla conferenza stampa di Gattuso e Donnarumma. Probabile formazione Italia (3-5-2) Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. A disposizione: Carnesecchi, Caprile, Scalvini, Gatti, Buongiorno, Cambiaso, Frattesi, Cristante, Pisilli, Spinazzola, Raspadori, Esposito. CT: Gennaro Gattuso.
L’agente di Zaniolo: “Udinese scelta giusta per rilanciarsi. Nazionale? Ci sperava”
L’agente di Zaniolo: “Udinese scelta giusta per rilanciarsi. Nazionale? Ci sperava”
La stagione di Nicolò Zaniolo con l’Udinese sta segnando un momento importante della sua carriera, con prestazioni che stanno riportando il talento azzurro al centro dell’attenzione. A parlare del momento dell’ex Roma è stato il suo agente Claudio Vigorelli, intervistato dal Gazzettino del Friuli. Secondo il procuratore, la scelta di trasferirsi a Udine è stata fondamentale per il percorso di rilancio del giocatore. Vigorelli ha spiegato che l’ambiente friulano ha offerto stabilità e serenità, elementi ritenuti essenziali per permettere a Zaniolo di ritrovare continuità. La trattativa con il club non è stata semplice ed è stata definita soltanto nelle ultime ore di mercato, ma il giocatore ha spinto con decisione per completare l’operazione. L’agente ha sottolineato come il centrocampista offensivo abbia saputo sfruttare al meglio questa opportunità, inserendosi rapidamente nel progetto tecnico dell’Udinese. Il tema Nazionale Tra gli argomenti affrontati nell’intervista c’è anche la mancata convocazione nell’Italia di Gennaro Gattuso. Vigorelli ha ammesso che il giocatore sperava di essere chiamato, come accade a qualsiasi calciatore che ambisce a vestire la maglia azzurra. Allo stesso tempo ha spiegato che la decisione è stata accettata con serenità e che questo non esclude possibili convocazioni in futuro. Il procuratore ha inoltre apprezzato la chiarezza mostrata dal commissario tecnico nelle spiegazioni. Le critiche e il peso degli infortuni Negli ultimi anni Zaniolo ha dovuto convivere anche con critiche e giudizi severi sul suo percorso. Secondo Vigorelli l’unica risposta possibile è continuare a lavorare e mantenere il livello di rendimento mostrato recentemente. Il procuratore ha ricordato come gli infortuni abbiano inciso molto sul cammino del giocatore, sottolineando però la sua capacità di rialzarsi e tornare competitivo. Il futuro tra Udinese e mercato Guardando al futuro, Vigorelli ha ricordato che Zaniolo resta molto apprezzato anche in Turchia, dove con il Galatasaray ha conquistato il campionato risultando decisivo in alcune partite importanti, compreso un derby. Dopo l’esperienza complicata in Premier League e la stagione divisa tra Atalanta e Fiorentina, l’obiettivo ora è chiudere la situazione contrattuale con il club turco e valutare il prossimo passo. L’Udinese ha la possibilità di riscattarlo e nei prossimi mesi le parti si incontreranno per capire quale direzione prendere. Al momento, però, la priorità resta il presente: Zaniolo si trova bene a Udine e vuole continuare a dimostrarlo sul campo.
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