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Giroud tra futuro e Mondiale: “Voglio continuare, ma deciderà il corpo”
Giroud tra futuro e Mondiale: “Voglio continuare, ma deciderà il corpo”
Il futuro di Olivier Giroud resta tutto da scrivere. L’attaccante del Lille, in scadenza a giugno, non ha ancora preso una decisione sulla prossima stagione, come raccontato in un’intervista rilasciata a RMCSport (rmcsport.bfmtv.com). Dopo la vittoria contro il Rennes, il 39enne ha spiegato che i discorsi con il club arriveranno più avanti, mentre ora l’attenzione è tutta sugli impegni di fine stagione. Nessuna opzione già prevista nel contratto e nessuna scelta definitiva. Voglia di giocare, ma con una condizione Giroud non nasconde la motivazione: continuare è un’idea concreta, finché il fisico reggerà e le condizioni saranno giuste per lui e per il club. Il fattore decisivo resta proprio quello fisico, che guiderà ogni valutazione. Il ritorno in Francia ha inoltre avuto un peso importante: l’accoglienza ricevuta e l’affetto dei tifosi, anche avversari, hanno rafforzato il suo legame con il calcio giocato. Ipotesi Mondiale… da commentatore Tra le opzioni per l’estate c’è anche una possibile esperienza diversa, legata alla Coppa del Mondo 2026. Giroud ha infatti aperto alla possibilità di lavorare come consulente per alcune partite della fase a gironi: è tra i profili valutati dall’emittente francese M6 assieme a Raphaël Varane, ex difensore di Real Madrid e Manchester United. Una prospettiva che dipenderà direttamente dalla sua decisione sul futuro: continuare a giocare o iniziare una nuova fase della carriera.
Sabrina Carpenter pazza per Messi: balla in maglia Argentina e conquista i tifosi
Sabrina Carpenter pazza per Messi: balla in maglia Argentina e conquista i tifosi
La passione per il calcio - e soprattutto per Lionel Messi - arriva anche dal mondo della musica. La popstar Sabrina Carpenter ha infatti pubblicato su TikTok un video diventato subito virale, in cui balla sulle note di Bad Bunny indossando la maglia dell’Argentina campione del mondo. Il filmato, registrato durante l’halftime show del Super Bowl ma pubblicato ora mentre è in tour in Sud America, è accompagnato da una didascalia semplice ma eloquente: un chiaro omaggio all’Albiceleste. Un amore che viene da lontano Non è la prima volta che la cantante americana mostra il suo legame con Messi. Già nel 2023, durante una performance come opening act del tour di Taylor Swift, aveva inserito un riferimento diretto al fuoriclasse argentino, confermando una simpatia mai nascosta. Argentina, obiettivo difesa del titolo Il gesto arriva in un momento simbolico: la Argentina si prepara infatti a difendere il titolo mondiale nella Coppa del Mondo 2026, in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada a partire dall’11 giugno. Tra musica, social e calcio, l’effetto è immediato: l’icona pop americana e il campione argentino si incontrano - almeno simbolicamente - in un contenuto che ha già fatto il giro del web.
Repubblica Ceca, i convocati per i playoff: torna Darida, dubbio Sulc e novità dagli USA
Repubblica Ceca, i convocati per i playoff: torna Darida, dubbio Sulc e novità dagli USA
La Repubblica Ceca ha ufficializzato la lista dei 25 convocati per i playoff Mondiali. Il nuovo ct Miroslav Koubek rilancia l’esperienza e inserisce anche qualche novità in vista della semifinale contro l’Irlanda del 26 marzo. Ritorno pesante: c’è Darida La scelta più significativa è il ritorno di Vladimír Darida, ex capitano che torna in nazionale dopo cinque anni. Una decisione legata al momento di forma e alla necessità di leadership in un gruppo chiamato a giocarsi tutto in due partite. “È una sorpresa estremamente positiva, può avere un ruolo importante”, ha spiegato Koubek. Il caso Sulc e la carta americana Resta invece in dubbio Pavel Sulc, alle prese con un infortunio rimediato in Francia: sarà valutato fino all’ultimo. In alternativa, spazio a Pavel Bucha, centrocampista del Cincinnati, definito dal ct “un giocatore creativo” capace di dare qualità. Tra le novità anche la prima chiamata per Denis Višinský. Assenze e scelte tecniche Fuori dalla lista Václav Černý, escluso per caratteristiche tecniche: “È un ottimo giocatore, ma abbiamo dato priorità a un profilo diverso”, ha chiarito Koubek. Assente anche Adam Hložek per infortunio, mentre resta da sciogliere il nodo legato al capitano: il ct ha già deciso, ma comunicherà il nome solo al gruppo. Il percorso playoff La Repubblica Ceca ospiterà l’Irlanda a Praga il 26 marzo. In caso di vittoria, affronterà in finale una tra Danimarca e Macedonia del Nord per un posto al Mondiale 2026. La lista dei convocati Portieri: Lukas Hornicek (Braga), Martin Jedlicka (Ostrava), Matej Kovar (PSV). Difensori: Vladimír Coufal (Hoffenheim), Tomáš Holeš (Slavia Praga), Robin Hranáč (Hoffenheim), Štěpán Chaloupek (Slavia Praga), David Jurásek (Slavia Praga), Ladislav Krejčí (Wolverhampton), Martin Vitík (Bologna), Jaroslav Zelený (Sparta Praga). Centrocampisti: Pavel Bucha (Cincinnati), Lukas Cerv (Plzen), Vladimír Darida (Hradec Kralove), Adam Karabec (Lione), Tomáš Ladra (Plzen), Lukas Provod (Slavia Praga), Michal Sadílek (Slavia Praga), Tomáš Souček (West Ham), Pavel Šulc (Lione), Denis Višinský (Plzen). Attaccanti: Tomáš Chorý (Slavia Praga), Mojmír Chytil (Slavia Praga), Jan Kliment (Olomouc), Patrik Schick (Bayer Leverkusen). Tra esperienza, incognite fisiche e qualche volto nuovo, la Repubblica Ceca si prepara a una sfida da dentro o fuori. E Koubek ha già dato il tono: “Abbiamo scelto i soldati giusti per questa guerra”.
Irlanda del Nord, chi sfiderà l’Italia: numeri, valori e identità della squadra di O’Neill
Irlanda del Nord, chi sfiderà l’Italia: numeri, valori e identità della squadra di O’Neill
L’ostacolo sulla strada della Nazionale italiana verso il Mondiale 2026 è un’avversaria compatta ma con numeri ben precisi. L’Irlanda del Nord arriva al playoff di Bergamo con 28 convocati scelti dal ct Michael O'Neill, in un gruppo che mescola esperienza e tanti giocatori provenienti dalle categorie inferiori inglesi. I numeri della rosa: pochi top, tanta “B” inglese La fotografia è chiara: 4 giocatori militano in una prima divisione 3 in Premier League (tra Sunderland e Crystal Palace) 15 in Championship (la Serie B inglese) 8 in League One (terza serie inglese) Un dato che evidenzia il gap tecnico rispetto alle grandi nazionali europee. Anche i valori di mercato raccontano il livello della squadra: Il più prezioso è Trai Hume (circa 22 milioni di euro) Subito dietro Daniel Ballard (20 milioni) A centrocampo spiccano Shea Charles (12 milioni) e Isaac Price (10 milioni) Il meno “costoso” scende fino a 75mila euro L’assenza più pesante: Bradley Non ci sarà il talento principale della squadra, Conor Bradley del Liverpool, valutato circa 30 milioni. Il terzino si è rotto il crociato a gennaio ed è fuori dai giochi. Una perdita importante, anche perché con la nazionale veniva spesso avanzato sulla trequarti. I riferimenti della squadra Senza Bradley, O’Neill si affida a una struttura molto definita: Difesa: Ballard e Hume sono i profili più affidabili Centrocampo: Shea Charles è il leader tecnico Attacco: esperienza per Josh Magennis, con Dion Charles e Callum Marshall alternative Interessante anche il profilo di Justin Devenny (Crystal Palace), uno dei pochi elementi provenienti dalla Premier League. La sorpresa Morrison Tra i convocati spicca Kieran Morrison, classe 2006 del Liverpool: prima chiamata in nazionale maggiore, senza ancora una vera valutazione di mercato. Un inserimento che guarda più al futuro che all’immediato. Un’identità chiara L’Irlanda del Nord non ha grandi stelle, ma presenta caratteristiche precise: -fisicità -organizzazione difensiva -spirito di gruppo Numeri alla mano, il divario con l’Italia è evidente. Ma nei playoff - una semifinale secca - contano anche altri fattori. E questa è una squadra abituata a giocarsela fino in fondo.
Fofana attacca Serie A e Milan: “Mi sono giocato il Mondiale”
Fofana attacca Serie A e Milan: “Mi sono giocato il Mondiale”
Le speranze di rivedere Youssouf Fofana con la Nazionale francese si affievoliscono, e il centrocampista del Milan non nasconde l’amarezza. Nell’intervista a L’Équipe, il classe ’97 ha puntato il dito anche contro la scarsa visibilità della Serie A in Francia. “Lo scorso anno per alcuni mesi la Serie A non veniva trasmessa in Francia e io ne sono una vittima collaterale”, ha spiegato. “Sto facendo un salto di qualità in un grande club italiano e nessuno mi vede, non ho ritorno d’immagine”. Fuori dal giro Bleus L’ultima convocazione con i Bleus risale all’ottobre 2024, e da allora Fofana è progressivamente uscito dai radar del ct Didier Deschamps. Una situazione che inizialmente lo ha fatto riflettere: “All’inizio mi chiedevo perché non venissi chiamato. Poi ho capito che ci sono altri centrocampisti forti e la squadra ottiene risultati anche senza di me”. Il tempo però passa, e con esso anche le speranze: “A ottobre mi sono detto che forse il mio tempo era finito. Se lo avessi saputo, mi sarei goduto di più la Nazionale”. Il nodo ruolo e il Mondiale Oltre alla visibilità, Fofana individua un altro problema: il cambio di posizione al Milan sotto Massimiliano Allegri. Più avanzato rispetto al passato, il centrocampista sente di aver perso alcune delle sue caratteristiche migliori. “Mi piaceva stare all’origine del gioco, controllare il ritmo e recuperare palloni. Così invece non sono sicuro di essere abbastanza efficace”, ha ammesso, riconoscendo anche i margini di miglioramento. Uno scenario che, in ottica Mondiale 2026, pesa: “Non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo”. Obiettivo ancora vivo Nonostante tutto, Fofana non chiude la porta: “Sono convocabile e ho voglia di andare ai Mondiali. So che devo guadagnarmi il visto e finire meglio la stagione”. La corsa resta aperta, ma il messaggio è chiaro: tra visibilità, concorrenza e adattamento tattico, la strada verso il Mondiale per il centrocampista rossonero si è fatta decisamente più complicata.
Mondiali 2026, accordo FIFA-YouTube: contenuti esclusivi e partite anche in streaming
Mondiali 2026, accordo FIFA-YouTube: contenuti esclusivi e partite anche in streaming
La Coppa del Mondo 2026 si prepara a entrare in una nuova dimensione digitale. FIFA ha annunciato una partnership ufficiale con YouTube, che diventerà “Preferred Platform” per il torneo in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico. Un nuovo modo di vivere il Mondiale L’obiettivo è chiaro: ampliare l’esperienza dei tifosi, rendendo il Mondiale accessibile su più livelli e da ogni dispositivo. La piattaforma ospiterà contenuti premium provenienti dai broadcaster ufficiali e dai creator, offrendo una visione più ampia e immersiva della competizione. Come spiegato dal segretario generale FIFA Mattias Grafstrom, la collaborazione punta a coinvolgere il pubblico globale in modo innovativo, sfruttando tutte le potenzialità del panorama digitale. Highlights, live e archivio storico Tra le novità più rilevanti, la possibilità per i partner media di pubblicare contenuti ampliati: highlights estesi, dietro le quinte, clip e video on demand. Per la prima volta, sarà inoltre possibile trasmettere in diretta su YouTube i primi minuti delle partite, oltre a una selezione di gare complete. Parallelamente, FIFA aprirà il proprio archivio storico sulla piattaforma, rendendo disponibili partite integrali e momenti iconici del passato. Il ruolo dei creator Un altro elemento centrale sarà il coinvolgimento diretto dei creator, che avranno accesso esclusivo a contenuti e dietro le quinte. Non solo reazioni, ma anche analisi tattiche, storie e approfondimenti per raccontare il Mondiale da prospettive diverse. Strategia globale L’accordo rappresenta un passo ulteriore nella strategia FIFA di espansione digitale. L’obiettivo è intercettare nuove generazioni di tifosi e aumentare la portata globale del torneo, trasformando il Mondiale 2026 in un evento ancora più centrale anche fuori dal campo.
Italia, verso i playoff: tra certezze e possibili novità, la lista di Gattuso arriverà venerdì
Italia, verso i playoff: tra certezze e possibili novità, la lista di Gattuso arriverà venerdì
La lista ufficiale arriverà venerdì, ma il quadro della Nazionale italiana è già abbastanza definito. Il ct Gennaro Gattuso è pronto a sciogliere gli ultimi dubbi in vista del playoff Mondiale: giovedì l’Irlanda del Nord a Bergamo, poi - in caso di vittoria - la finale contro una tra Galles e Bosnia-Erzegovina. Pochi dubbi, qualche assenza pesante Le certezze sono molte, le incognite poche. Gattuso deve però fare i conti con quattro indisponibili: Matteo Gabbia, Giovanni Di Lorenzo, Antonio Vergara e Marco Verratti. Proprio l’ex PSG rappresenta l’assenza più significativa: esperienza e qualità che il ct avrebbe voluto avere a disposizione. Tra conferme e nuove chiamate Non sono attese rivoluzioni rispetto a novembre, ma qualche novità sì. In difesa si fa spazio Marco Palestra, mentre a centrocampo avanza la candidatura di Niccolò Pisilli, premiato per il rendimento con la Roma. Tra i pali nessun cambiamento: Gianluigi Donnarumma resta il titolare, con Vicario, Carnesecchi e Caprile alle sue spalle. In difesa, oltre ai sostituti degli infortunati, restano intoccabili Mancini, Bastoni, Calafiori e Buongiorno, con Cambiaso e Dimarco sulle corsie. Possibile il ritorno di Spinazzola, mentre a destra Bellanova resta un’opzione. A centrocampo, senza Verratti, spazio al blocco consolidato: Locatelli, Cristante, Frattesi, Tonali e Barella. Pisilli rappresenta la novità, mentre Pellegrini e Ricci si giocano un posto aggiuntivo. Attacco: doppia punta e ballottaggi aperti In avanti Gattuso sembra orientato a confermare la doppia punta. I centravanti saranno quattro: Kean, Retegui, Pio Esposito e Scamacca. Da valutare le condizioni di Raspadori, fermo da oltre un mese. Sugli esterni Zaccagni è in vantaggio a sinistra, con Politano e Orsolini confermati a destra. Possibile sorpresa Federico Chiesa, mentre restano indietro nelle gerarchie Berardi, Bernardeschi e Zaniolo. L’Italia si gioca tutto in pochi giorni. La base è solida, le scelte quasi fatte: ora tocca al campo. Per tornare al Mondiale, serviranno due partite perfette.
Galles, i convocati per i playoff Mondiali: Bellamy punta su Wilson e Johnson, out Davies
Galles, i convocati per i playoff Mondiali: Bellamy punta su Wilson e Johnson, out Davies
Il Galles si prepara al percorso decisivo verso il Mondiale 2026. Il ct Craig Bellamy ha ufficializzato la lista dei 26 convocati per i playoff, con la semifinale contro la Bosnia-Erzegovina in programma il 26 marzo in un Cardiff City Stadium già tutto esaurito. Verso la possibile sfida con l’Italia Il cammino dei Dragoni è chiaro: in caso di vittoria, affronteranno in finale la vincente tra Nazionale italiana e Irlanda del Nord, ancora a Cardiff il 31 marzo. Un doppio impegno che può riportare il Galles al Mondiale, dove è già inserito nel Gruppo B con Canada, Svizzera e Qatar. Rientri e assenze Tra le novità della lista spiccano i rientri di Danny Ward e Rabbi Matondo, assenti nelle ultime convocazioni stagionali. Non ci sarà invece Ben Davies, fermato da un infortunio alla caviglia, così come Chris Mepham e Kieffer Moore. Il Galles si affida comunque ai suoi uomini chiave: Harry Wilson, protagonista dell’ultima finestra internazionale, insieme a Brennan Johnson, Dan James e David Brooks, elementi fondamentali nel reparto offensivo. La lista dei convocati del Galles Portieri: Karl Darlow (Leeds), Danny Ward (Wrexham), Adam Davies (Sheffield Utd), Tom King (Everton). Difensori: Jay Dasilva (Coventry), Rhys Norrington-Davies (QPR), Dylan Lawlor (Cardiff), Ben Cabango (Swansea), Joe Rodon (Leeds), Neco Williams (Nottingham Forest), Ronan Kpakio (Cardiff). Centrocampisti: Ethan Ampadu (Leeds), Josh Sheehan (Bolton), Jordan James (Leicester), Liam Cullen (Swansea), Joel Colwill (Cardiff), Harry Wilson (Fulham), David Brooks (Bournemouth). Attaccanti: Nathan Broadhead (Wrexham), Brennan Johnson (Crystal Palace), Sorba Thomas (Stoke), Mark Harris (Oxford), Lewis Koumas (Hull City), Dan James (Leeds), Rabbi Matondo (Rangers), Rubin Colwill (Cardiff). Con il sostegno del “Red Wall” e un gruppo che mescola esperienza e giovani talenti, il Galles si gioca tutto in pochi giorni: l’obiettivo è tornare a una fase finale mondiale e provare a essere ancora protagonista.
Irlanda del Nord, i convocati per l’Italia: Morrison novità per il playoff di Bergamo
Irlanda del Nord, i convocati per l’Italia: Morrison novità per il playoff di Bergamo
L’Irlanda del Nord scopre le carte in vista della sfida contro la Nazionale italiana. Il ct Michael O'Neill ha ufficializzato la lista dei 28 convocati per la semifinale playoff del 26 marzo a Bergamo, primo passo verso un posto al Mondiale 2026. Morrison la novità, confermato il blocco titolare Tra le scelte spicca il nome di Kieran Morrison, esterno classe 2007 del Liverpool, alla prima chiamata in nazionale maggiore. Una convocazione che rappresenta l’unica vera sorpresa in un gruppo che punta sulla continuità. Restano infatti i punti fermi della squadra: il capitano Shea Charles, il riferimento offensivo Josh Magennis e il talento Jamie Donley, chiamati a guidare una selezione che sogna l’impresa. Non mancano però alcune assenze: fuori per scelta tecnica Southwood, Johnson e McCausland, mentre Bradley e Lewis non saranno disponibili per infortunio. O’Neill: “Servirà un passo in più” Il commissario tecnico non nasconde le difficoltà della sfida contro gli Azzurri, ma allo stesso tempo crede nella possibilità di sorprendere: ha sottolineato come battere l’Italia e poi vincere anche la finale significherebbe entrare nella storia del calcio nordirlandese. O’Neill ha evidenziato il divario di livello, ricordando come gran parte della rosa militi tra Championship e categorie inferiori, ma ha anche richiamato la prestazione contro la Germania come segnale della crescita della squadra. La lista dei convocati dell'Irlanda del Nord Portieri: Bailey Peacock-Farrell (Blackpool), Conor Hazard (Plymouth Argyle), Pierce Charles (Sheffield Wednesday), Josh Clarke (Partick Thistle). Difensori: Daniel Ballard, Trai Hume (Sunderland), Ciaron Brown, Brodie Spencer (Oxford United), Paddy McNair (Hull City), Eoin Toal (Bolton), Ruairi McConville (Norwich), Terry Devlin (Portsmouth). Centrocampisti: Jamie Donley, Jamie McDonnell (Oxford United), George Saville (Luton), Alistair McCann (Preston), Shea Charles (Southampton), Isaac Price (West Bromwich Albion), Paul Smyth (QPR), Ethan Galbraith (Swansea), Justin Devenny (Crystal Palace), Brad Lyons (Kilmarnock), Patrick Kelly (Barnsley), Kieran Morrison (Liverpool). Attaccanti: Josh Magennis (Exeter), Dion Charles (Huddersfield), Callum Marshall (Bochum), Jamie Reid (Stevenage). In palio, oltre alla finale contro una tra Galles e Bosnia, c’è la possibilità di tornare su un palcoscenico mondiale che l’Irlanda del Nord insegue da decenni. E per farlo servirà davvero qualcosa in più.
Trapattoni, 87 anni del “Trap”: tra rimpianti e polemiche, la sua Italia senza Mondiale
Trapattoni, 87 anni del “Trap”: tra rimpianti e polemiche, la sua Italia senza Mondiale
Compie 87 anni Giovanni Trapattoni, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. Dai social del Bayern Monaco ai tanti club che ha guidato, in queste ore si moltiplicano i messaggi di auguri per il “Trap”, figura simbolo del calcio italiano anche per il suo percorso alla guida della Nazionale italiana. L’Italia di Trapattoni: due qualificazioni, senza acuti finali Arrivato sulla panchina azzurra nel 2000 dopo le dimissioni di Dino Zoff, Trapattoni prende in mano una nazionale reduce dalla finale europea e centra subito l’obiettivo: qualificazione al Mondiale 2002 ottenuta senza sconfitte. Nella fase finale in Corea e Giappone, però, l’Italia non riesce a esprimersi al meglio e si ferma agli ottavi contro la Corea del Sud, in una gara rimasta nella memoria anche per le polemiche arbitrali legate a Byron Moreno. Il ct viene confermato e conduce gli azzurri anche a Euro 2004, superando nuovamente le qualificazioni. In Portogallo, però, il percorso si chiude già nella fase a gironi, segnando la fine del suo ciclo in nazionale, poi affidata a Marcello Lippi. Una carriera leggendaria nei club Se l’esperienza in azzurro è stata altalenante, il percorso nei club resta tra i più vincenti di sempre. Con la Juventus ha costruito un ciclo storico, vincendo tutto: campionati, coppe nazionali e internazionali, fino alla Coppa dei Campioni e alla Coppa Intercontinentale. Successi anche con Inter e Bayern Monaco, oltre alle esperienze in Portogallo e Austria, che lo rendono uno dei pochi tecnici capaci di vincere in più Paesi. Nel giorno del suo compleanno, il bilancio resta chiaro: una carriera straordinaria a livello di club e un capitolo azzurro fatto di qualificazioni centrate e occasioni non pienamente sfruttate nelle fasi finali. Squadre: Milan, Juventus, Inter, Bayern Monaco, Cagliari, Fiorentina, Italia, Benfica, Stoccarda, Salisburgo, Irlanda Palmares: 7 Campionati italiani, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Campionato tedesco, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca, 1 Campionato portoghese, 1 Campionato austriaco, 3 Coppe UEFA, 1 Coppa della Coppe, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa Intercontinentale.
Brasile, Neymar fuori dai convocati: “Deluso e triste”, ma il Mondiale resta nel mirino
Brasile, Neymar fuori dai convocati: “Deluso e triste”, ma il Mondiale resta nel mirino
Il Brasile si prepara alle amichevoli di marzo senza Neymar. Carlo Ancelotti ha scelto di non convocare l’attaccante del Santos per le sfide contro Francia e Croazia, spiegando come il giocatore non sia ancora al meglio dal punto di vista fisico. Il ct non chiude però le porte in vista del Mondiale: “Se riesce a essere al 100% quando ci sarà il Mondiale, può esserci”, ha chiarito Ancelotti, indicando la strada al numero 10, chiamato a ritrovare continuità e condizione. La reazione di Neymar è arrivata subito, con parole che raccontano bene il momento: “Ovviamente sono deluso e triste per non essere stato convocato. Ma resto concentrato”. Un messaggio chiaro, accompagnato da un obiettivo preciso: “Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. La lista definitiva deve ancora arrivare e io voglio centrare il mio obiettivo”. L’esclusione pesa anche perché Neymar manca dalla Selecao dall’ottobre 2023, frenato da problemi fisici che ne hanno condizionato il percorso. Per questo Ancelotti ha deciso di non accelerare i tempi, puntando su giocatori già pronti. Le amichevoli contro la Francia (26 marzo a Boston) e la Croazia (31 marzo a Orlando) saranno quindi un passaggio importante per il Brasile, ma anche un riferimento per lo stesso Neymar, che dovrà dimostrare con il Santos di poter tornare competitivo ai massimi livelli. La corsa al Mondiale 2026 resta aperta, ma passa tutta da qui: recuperare la miglior condizione per convincere Ancelotti e riconquistare un posto nella nazionale.
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