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Italia, Zaniolo, Berardi e i giovani: chi può ancora mettere in difficoltà Gattuso per i playoff Mondiali
Zaniolo rilancia la candidatura azzurra
“Se non succederà continuerò a lavorare, ma l’obiettivo è essere al playoff e poi ai Mondiali”. Nicolò Zaniolo ha lanciato chiaramente la sua candidatura per tornare nel giro della Nazionale. L’attaccante dell’Udinese sta vivendo un buon momento a livello personale e spera che le prestazioni con il club possano convincere Gennaro Gattuso in vista delle convocazioni per i playoff di qualificazione al Mondiale 2026, che per l’Italia inizieranno il 26 marzo contro l’Irlanda del Nord. L’ex Roma e Fiorentina sa di partire indietro nelle gerarchie, ma vuole comunque giocarsi le sue possibilità. I numeri della stagione sono incoraggianti: sei gol e quattro assist con l’Udinese, segnali di continuità dopo anni complicati e un motivo in più per sperare in una chiamata.
Berardi torna in corsa
Tra i giocatori che potrebbero riaprire il discorso convocazioni c’è anche Domenico Berardi. L’attaccante del Sassuolo non veste la maglia della Nazionale dal 2023, ma nelle ultime settimane è tornato a esprimersi su livelli importanti. A novembre molti si aspettavano una sua convocazione per le sfide contro Moldavia e Norvegia, ma Gattuso aveva spiegato di dover fare delle scelte. Nel frattempo il suo rendimento è cresciuto: sette gol e cinque assist in stagione, numeri migliori rispetto a quelli di alcuni diretti concorrenti come Matteo Politano, ancora a secco di reti ma con quattro assist, o Mattia Zaccagni, fermo a quattro gol e un assist. Diversa invece la situazione di Riccardo Orsolini, la cui convocazione sembra al momento molto probabile.
I giovani osservati da Gattuso
Se l’ossatura della Nazionale appare abbastanza definita, Gattuso continua comunque a monitorare alcuni giovani che si stanno mettendo in evidenza in Serie A. A centrocampo i nomi più seguiti sono quelli di Antonio Vergara e Niccolò Pisilli, entrambi protagonisti di una stagione positiva.
La possibilità che entrambi possano rientrare nel giro azzurro resta però complicata, perché significherebbe lasciare fuori uno dei centrocampisti più affermati. In questo senso, anche un giocatore come Davide Frattesi potrebbe essere coinvolto nelle valutazioni finali del commissario tecnico.
Le possibili novità sulle fasce
Sulle corsie esterne Gattuso sta valutando anche alcune alternative giovani. Tra i profili che stanno attirando l’attenzione ci sono Marco Palestra e Davide Bartesaghi. L’infortunio di Giovanni Di Lorenzo potrebbe spingere il ct a puntare proprio su Palestra, che nonostante la giovane età ha offerto prestazioni convincenti e potrebbe rappresentare una soluzione interessante per completare il reparto. Un attacco pieno di opzioni
In attacco le certezze sembrano essere Moise Kean e Mateo Retegui, ma anche qui la concorrenza resta elevata. Tra i giovani osservati con attenzione c’è Francesco Pio Esposito, mentre Gattuso dovrà decidere anche se puntare su Giacomo Raspadori o Gianluca Scamacca per completare il reparto offensivo.
Con diverse opzioni a disposizione, il commissario tecnico azzurro si trova quindi di fronte a scelte non semplici. Zaniolo, Berardi e i giovani emergenti provano a mettere pressione al ct, che nelle prossime settimane dovrà definire la lista dei convocati per i playoff mondiali.
Italia, Kean ci crede: “Vogliamo tutti andare al Mondiale. Ce la faremo..."
Moise Kean torna a parlare di Nazionale e lo fa con grande fiducia in vista dei prossimi impegni dell’Italia. L’attaccante della Fiorentina era presente a Milano all’inaugurazione del nuovo campo dell’oratorio di via della Ferrera 11, rinnovato da EA SPORTS FC insieme alla Lega Serie A nell’ambito del programma globale FC FUTURES dedicato allo sviluppo del calcio nelle comunità locali.
Nel corso dell’evento, il centravanti azzurro ha raccontato quanto sia speciale tornare a contatto con i campi dove nascono le passioni per il calcio. Per Kean, i primi calci dati per strada restano tra i momenti più emozionanti della carriera, e poter condividere quell’atmosfera con i ragazzi rappresenta sempre qualcosa di speciale.
L’obiettivo dell’Italia: tornare al Mondiale
Guardando alla Nazionale, Kean ha ribadito quanto sia forte il desiderio del gruppo di tornare a disputare un Mondiale. Indossare la maglia dell’Italia, ha spiegato, rappresenta sempre un’emozione enorme per tutti i giocatori, e la squadra è convinta di poter raggiungere l’obiettivo. L’attaccante della Fiorentina ha sottolineato soprattutto la forza del gruppo azzurro, descrivendo uno spogliatoio molto unito e compatto. Proprio questo spirito, secondo Kean, sarà fondamentale per affrontare le sfide decisive che attendono l’Italia.
Il rapporto con Gattuso: “Trasmette la carica giusta”
Tra i temi toccati anche il lavoro del commissario tecnico Gennaro Gattuso. Kean ha spiegato che il tecnico è una persona molto diretta che dice sempre quello che pensa. Un approccio che nello spogliatoio viene apprezzato perché riesce a trasmettere energia e motivazione alla squadra. L’attaccante ha raccontato di avere un buon rapporto con il ct e di sentirlo spesso. Tra i due, ha spiegato, c’è anche una certa somiglianza caratteriale, un aspetto che aiuta nel dialogo e nel modo di affrontare le sfide.
Un gruppo compatto per gli obiettivi azzurri
Per Kean la chiave del percorso dell’Italia sarà soprattutto la compattezza dello spogliatoio. Il centravanti ha evidenziato come i giocatori si sentano un gruppo molto unito anche fuori dal campo, quasi come una squadra di amici.
Proprio questa atmosfera positiva, unita alla guida di Gattuso, potrebbe rappresentare la base per affrontare le sfide che attendono gli azzurri e provare a riportare l’Italia sul palcoscenico mondiale.
Mondiali 2026, polemiche contro la FIFA: critiche per il countdown dei 100 giorni
I post social della FIFA scatenano la reazione dei tifosi
La FIFA è finita al centro delle polemiche dopo aver celebrato sui social il traguardo dei 100 giorni al via dei Mondiali 2026 ieri. L’organizzazione ha pubblicato alcuni post promozionali per lanciare il conto alla rovescia verso la Coppa del Mondo, accompagnati anche dalla grafica della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica prevista a Città del Messico.
La campagna, però, ha provocato una forte ondata di critiche da parte di molti tifosi in tutto il mondo. In tanti hanno accusato la federazione internazionale di scarsa sensibilità, considerando il momento segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dai bombardamenti in Medio Oriente.
Le tensioni geopolitiche dietro le critiche
Le polemiche si sono amplificate anche per il contesto politico delle ultime settimane. In particolare, diversi utenti hanno ricordato il recente riconoscimento simbolico assegnato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il suo ruolo nella promozione della pace, arrivato poco prima dell’escalation militare contro Teheran. Questo contrasto tra celebrazioni sportive e crisi internazionale ha spinto molti tifosi a criticare apertamente la scelta della FIFA di lanciare una campagna promozionale proprio in un momento così delicato.
L’incertezza sulla partecipazione dell’Iran
Nel frattempo resta incerta anche la partecipazione dell’Iran al Mondiale del 2026. Secondo quanto riferito dai vertici della federazione calcistica iraniana, la situazione attuale rende complicata la pianificazione del viaggio negli Stati Uniti, soprattutto per le possibili restrizioni sui visti e per il clima politico tra i due Paesi. La FIFA ha fatto sapere di stare monitorando gli sviluppi della situazione, senza però annunciare eventuali piani alternativi nel caso in cui la nazionale iraniana dovesse rinunciare alla competizione.
Sicurezza e diplomazia tra Stati Uniti e Messico
A rendere il quadro ancora più complesso ci sono anche i temi legati alla sicurezza in alcune città messicane che ospiteranno le partite del torneo, dove le autorità continuano a confrontarsi con la violenza dei cartelli criminali. Parallelamente, negli Stati Uniti la Casa Bianca ha attivato una task force per valutare l’impatto diplomatico della possibile presenza dell’Iran durante il torneo. Con il conto alla rovescia ormai iniziato, i Mondiali 2026 rischiano così di essere accompagnati da tensioni politiche e questioni di sicurezza che vanno ben oltre il campo di gioco.
Francia, infortunio per Koundé: possibile stop di un mese e niente nazionale
Problema muscolare e stop stimato di quattro settimane
Jules Koundé rischia di saltare i prossimi impegni della nazionale francese. Il difensore del Barcellona si è fermato per un problema muscolare accusato durante la semifinale di Coppa del Re contro l’Atletico Madrid e gli esami effettuati nelle ore successive hanno evidenziato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Il club catalano non ha ancora comunicato ufficialmente i tempi di recupero, ma le prime indicazioni parlano di uno stop di circa quattro settimane. Una tempistica che renderebbe molto difficile il rientro del giocatore in tempo per la prossima finestra internazionale.
Francia verso l’emergenza difensiva
L’assenza di Koundé rappresenterebbe un problema importante per la Francia, che perde uno dei suoi difensori più affidabili proprio alla vigilia degli impegni della nazionale. Il centrale del Barcellona è infatti una presenza stabile nelle convocazioni dei Bleus e negli ultimi anni è stato utilizzato sia come difensore centrale sia come terzino destro. Con lo stop previsto fino a fine marzo, il difensore dovrebbe restare a Barcellona per completare il percorso di recupero e non raggiungere il ritiro della nazionale, impegnata negli Stati Uniti in due amichevoli di prestigio contro Brasile (26 marzo) e Colombia (29 marzo).
Koundé costretto a saltare la convocazione
Se i tempi di recupero verranno confermati, Koundé sarà quindi costretto a rinunciare agli impegni con la Francia nella prossima pausa delle nazionali. Lo staff medico del Barcellona preferisce infatti evitare rischi e permettere al giocatore di recuperare completamente dall’infortunio muscolare prima di tornare in campo.
Una scelta prudente che però priva la Francia di uno dei suoi titolari nel reparto difensivo proprio nel momento in cui le nazionali europee si preparano agli appuntamenti decisivi della stagione internazionale.
Italia, Tonali verso i playoff Mondiali: “C’è pressione, ma è il bello del calcio. Gattuso è uno vero”
Tonali guarda ai playoff: “Partite decisive per l’Italia”
Sandro Tonali si prepara a un mese di marzo decisivo tra impegni con il Newcastle e quelli con la Nazionale italiana. Il centrocampista azzurro ha parlato a Sky Sport della pressione che accompagnerà i playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026, sottolineando come per l’Italia si tratti di una sfida fondamentale dopo le mancate partecipazioni alle ultime due edizioni del torneo.
Il giocatore ha spiegato che gli azzurri sono consapevoli dell’importanza della partita e della necessità di arrivare nelle migliori condizioni possibili. La pressione, ha raccontato, è inevitabile quando ci si gioca un obiettivo così importante, ma rappresenta anche uno degli aspetti più affascinanti del calcio ad alto livello. L’Italia dovrà affrontare lo spareggio con grande concentrazione e cercare di esprimere al meglio il proprio gioco per conquistare la qualificazione.
Il ruolo di Gattuso nello spogliatoio azzurro
Tonali ha evidenziato anche il lavoro di Gennaro Gattuso nel gestire il gruppo e nel provare ad allentare la tensione in vista degli spareggi. Il commissario tecnico ha organizzato un momento di ritrovo a Londra con diversi giocatori della Nazionale, una cena informale che ha permesso alla squadra di ritrovarsi dopo mesi senza incontri e di parlare anche di temi lontani dal campo.
Secondo il centrocampista del Newcastle, Gattuso rappresenta una figura molto importante nello spogliatoio. Il tecnico è descritto come una persona diretta e autentica, capace di dire le cose in modo chiaro e di trasmettere grande determinazione al gruppo. Proprio questo approccio, fatto di sincerità e intensità, viene considerato utile per preparare la squadra a un appuntamento così delicato.
Le differenze tra Italia e Premier League
Nel corso dell’intervista Tonali ha parlato anche della sua esperienza in Inghilterra e delle differenze rispetto alla vita di squadra in Italia. In Premier League, ha spiegato, esiste una maggiore riservatezza tra i giocatori al di fuori del campo di allenamento e sono più rare le occasioni in cui la squadra trascorre tempo insieme lontano dagli impegni sportivi.
Il centrocampista ha comunque sottolineato che con il passare del tempo ci si abitua a questa dinamica. Al Newcastle, ad esempio, momenti di condivisione si creano soprattutto in occasione di eventi particolari, come la cena di Natale o la celebrazione della vittoria della Carabao Cup.
Con i playoff mondiali ormai alle porte, l’attenzione di Tonali resta però rivolta soprattutto alla Nazionale. L’Italia è chiamata a superare uno snodo cruciale per tornare alla Coppa del Mondo e il centrocampista azzurro sa che servirà una prestazione perfetta per centrare l’obiettivo.
Ancelotti perde Rodrygo, crociato rotto: niente Mondiale 2026 per l’attaccante del Brasile
Brutte notizie per Carlo Ancelotti e per il Brasile in vista della Coppa del Mondo 2026. Rodrygo ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco laterale del ginocchio destro: un infortunio che lo costringerà a uno stop di molti mesi e che di fatto lo esclude dalla rassegna iridata negli Stati Uniti, Canada e Messico.
L’attaccante del Real Madrid si è fatto male nella sfida di Liga contro il Getafe. Gli esami medici effettuati in mattinata hanno confermato le peggiori previsioni.
Il comunicato del Real Madrid
Il club spagnolo ha ufficializzato l’entità dell’infortunio con una nota: "A seguito degli esami effettuati oggi sul nostro giocatore Rodrygo dai Servizi Medici del Real Madrid, gli è stata diagnosticata la rottura del legamento crociato anteriore e la rottura del menisco laterale della gamba destra".
I tempi di recupero sono lunghi. Le prime stime parlano di almeno sei-sette mesi di stop, ma alcune fonti in Spagna ipotizzano uno stop che potrebbe arrivare fino a dieci mesi, mettendo a rischio anche l’inizio della prossima stagione.
Brasile, cambia l’attacco verso il 2026
Per il Brasile si tratta di una perdita significativa nel percorso verso il Mondiale 2026. Rodrygo era uno dei punti fermi dell’attacco verdeoro e una delle stelle della nazionale guidata da Ancelotti.
Ora lo staff tecnico dovrà ridefinire le gerarchie offensive. Tra i giocatori che potrebbero guadagnare spazio ci sono Vinícius Júnior, João Pedro e Matheus Cunha, mentre altri nomi in corsa per completare il reparto sono Richarlison, Luiz Henrique ed Estêvão.
Resta inoltre aperto il grande interrogativo sul possibile ritorno di Neymar, che potrebbe rientrare nel giro della Seleção proprio in vista della spedizione mondiale.
Germania, Julian Nagelsmann: "Ai Mondiali conta chi è funzionale, non lo status nel club"
Nell’avvicinamento alla Coppa del Mondo FIFA 2026, Germania lavora su criteri chiari. Julian Nagelsmann, intervistato da Kicker, ha spiegato che le convocazioni della Germania non saranno determinate dal minutaggio nei club o dal peso del nome, ma dall’utilità tattica in ottica torneo.
"Il fattore decisivo è chi si adatta meglio", ha sottolineato il ct. "Ci saranno scelte che non verranno comprese, né dai giocatori né dal pubblico".
Fiducia e prudenza su Nick Woltemade
Tra i casi più discussi c’è quello di Nick Woltemade, oggi al Newcastle United. Dopo un avvio brillante in Premier League, l’attaccante sta vivendo una fase di flessione ed è stato impiegato anche in una posizione più arretrata.
Nagelsmann ha mantenuto toni misurati: "È giovane e ha bisogno di tempo per crescere, lo si vede ora a Newcastle. Non mi aspetto che segni 15 gol e poi ci porti al Mondiale. Sarebbe straordinario. Gli ho detto di restare tranquillo: abbiamo fiducia in lui".
Il messaggio è chiaro: il talento è riconosciuto, ma senza pressioni eccessive in vista della rassegna iridata.
Goretzka in corsa anche con poco minutaggio
Discorso diverso per Leon Goretzka. Nonostante lo spazio limitato al Bayern Monaco, il centrocampista resta pienamente in corsa per il Mondiale.
"Allo stato attuale ha buone possibilità di andare ai Mondiali", ha spiegato il ct. "Pensiamo a un ruolo simile a quello avuto nelle qualificazioni".
Nagelsmann ne ha esaltato presenza fisica e capacità nel gioco aereo, citando l’impatto decisivo contro l’Irlanda del Nord. Un’indicazione precisa sulla linea tecnica: alla Germania serviranno profili funzionali ai diversi momenti della partita, non semplici titolari di club o nomi di cartello.
In vista del Mondiale 2026, la parola d’ordine è equilibrio: merito, adattabilità e coerenza tattica prima di tutto.
Brasile, il figlio di Ancelotti, Davide torna nello staff: sarà operativo già nelle amichevoli pre-Mondiale
Davide Ancelotti torna a lavorare al fianco del padre Carlo nella nazionale brasiliana a meno di tre mesi dall’inizio della Coppa del Mondo FIFA 2026. Lo riportano i media brasiliani, secondo cui il figlio dell’attuale commissario tecnico verdeoro è stato nuovamente ingaggiato dalla CBF per entrare nello staff tecnico in vista del torneo.
L’ex tecnico del Botafogo sarà già operativo nella finestra FIFA di marzo, quando il Brasile affronterà Francia e Croazia in due amichevoli negli Stati Uniti, rispettivamente il 26 a Boston e il 31 a Orlando. È in programma anche un test contro l’Egitto il 6 giugno a Cleveland, ultimo banco di prova prima della rassegna iridata.
Ritorno programmato verso il Mondiale
Davide Ancelotti aveva già fatto parte della commissione tecnica della Seleção nel 2025, nelle prime uscite di Carlo Ancelotti alla guida del Brasile. A giugno era stato in panchina nella vittoria per 1-0 contro il Paraguay, match che aveva sancito la qualificazione al Mondiale.
Nel luglio successivo aveva però lasciato l’incarico per accettare la proposta del Botafogo, conducendo il club al sesto posto in Serie A brasiliana prima dell’esonero a fine stagione (32 partite: 14 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte).
Secondo quanto riferito dalla stampa locale, al momento dell’addio alla Seleção era già previsto un suo ritorno nello staff in vista della Coppa del Mondo. Rientro che ora si concretizza ufficialmente.
Verso la lista definitiva
Carlo Ancelotti diramerà la convocazione per le amichevoli il 16 marzo. Saranno gli ultimi test prima della definizione del gruppo che volerà al Mondiale 2026: la lista definitiva è attesa per la seconda metà di maggio.
Con il ritorno di Davide, la nazionale brasiliana ritrova un elemento di fiducia del ct nel momento chiave della preparazione alla competizione.
Iran, l’ambasciatore Zabib: "La nostra presenza al Mondiale non è in discussione"
Nel pieno dell’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele, arriva un messaggio chiaro anche sul fronte sportivo. L’ambasciatore iraniano in Spagna, Reza Zabib, in una lunga intervista rilasciata ad Diario AS, ha assicurato che la partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo FIFA 2026 non è attualmente in discussione.
Pur parlando soprattutto di geopolitica e difesa, il diplomatico ha ribadito che il Paese intende continuare la propria attività internazionale in ogni ambito, compreso quello sportivo. Nessun riferimento a boicottaggi o ritiri dalla competizione organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico.
Il tema è particolarmente sensibile alla luce delle tensioni con Washington, uno dei Paesi ospitanti del torneo. Tuttavia, al momento, da Teheran non arrivano segnali di un possibile forfait. La linea resta quella della “resistenza” sul piano politico e militare, ma senza estendere la risposta al terreno sportivo.
Salvo ulteriori sviluppi diplomatici o decisioni da parte della FIFA, l’Iran dovrebbe dunque prendere parte regolarmente al Mondiale 2026.
Mondiali 2026, rivoluzione IFAB: nuove regole contro perdite di tempo, simulazioni e più poteri al VAR
Il calcio si prepara a cambiare volto in vista del Mondiale 2026. L’IFAB, l’organismo internazionale che definisce le regole del gioco, ha approvato un pacchetto di modifiche regolamentari che entreranno in vigore dal 1° giugno 2026 con l’obiettivo di rendere le partite più fluide, ridurre le interruzioni strategiche e aumentare la trasparenza delle decisioni arbitrali. Le novità toccano diversi aspetti del gioco, dalla gestione del tempo alle sostituzioni, passando per il protocollo VAR e le simulazioni.
Stop alle perdite di tempo: limite di otto secondi
La prima grande novità riguarda le perdite di tempo nelle riprese di gioco. Dopo la regola già introdotta per i portieri in possesso del pallone, l’IFAB ha deciso di estendere il limite degli otto secondi anche alle rimesse dal fondo. Il conteggio prevede una prima fase di tre secondi seguita da un countdown arbitrale di cinque: se il portiere non effettua la battuta entro il tempo previsto, la sanzione sarà immediata con l’assegnazione di un calcio d’angolo alla squadra avversaria. Lo stesso principio viene applicato alle rimesse laterali, dove il mancato rispetto del limite comporterà la perdita del possesso e la rimessa invertita. Una scelta pensata per eliminare una delle abitudini più discusse del calcio moderno.
Infortuni e simulazioni: un minuto fuori dal campo
Importanti cambiamenti arrivano anche nella gestione degli infortuni, tema spesso al centro delle polemiche per le interruzioni considerate tattiche. Con le nuove norme, un calciatore che richiederà l’intervento medico per più di otto secondi dovrà restare fuori dal campo per almeno un minuto prima di poter rientrare in gioco. L’eccezione prevista riguarda i casi in cui l’azione abbia portato a un cartellino per l’avversario: in quella situazione sarà consentito il rientro immediato. L’obiettivo è chiaro: scoraggiare le simulazioni e limitare le pause artificiali che spezzano il ritmo della gara.
Sostituzioni più rapide e rischio inferiorità numerica
L’IFAB interviene anche sulle sostituzioni, introducendo una procedura più rigida per velocizzare i cambi. Dal momento in cui il numero del calciatore compare sul tabellone luminoso, la squadra avrà dieci secondi per completare la sostituzione. In caso contrario, il giocatore uscente dovrà lasciare il campo e la squadra resterà temporaneamente in inferiorità numerica fino alla successiva interruzione del gioco. Una misura destinata a eliminare i cambi rallentati utilizzati spesso negli ultimi minuti di partita.
VAR: più poteri ma interventi mirati
Novità significative anche sul fronte VAR, con un ampliamento mirato dei casi in cui sarà possibile intervenire. Il videoarbitro potrà rivedere ed eventualmente annullare un secondo cartellino giallo che porta all’espulsione, una situazione che in passato aveva generato numerose discussioni, mentre continueranno a rimanere escluse le prime ammonizioni. Inoltre, il VAR potrà correggere decisioni errate legate ai calci d’angolo qualora da quell’azione nasca una rete, riducendo così il rischio che un errore arbitrale influenzi direttamente il risultato finale.
Un calcio più veloce e trasparente
Il pacchetto approvato durante la 140ª assemblea generale dell’IFAB rappresenta uno dei cambiamenti più incisivi degli ultimi anni. L’obiettivo dichiarato è modernizzare il calcio, ridurre i tempi morti e garantire una maggiore equità nelle decisioni arbitrali, arrivando al Mondiale 2026 con un gioco più veloce, più trasparente e meno soggetto a comportamenti antisportivi. Con l’introduzione di queste regole, la prossima Coppa del Mondo potrebbe diventare il laboratorio definitivo di un calcio nuovo, dove ritmo e chiarezza saranno al centro dell’esperienza in campo e davanti alle telecamere.
Infantino duro contro il razzismo: “Chi si copre la bocca per insultare deve essere espulso”
La FIFA accelera nella lotta contro il razzismo e prepara una stretta che potrebbe cambiare il comportamento dei calciatori già dai Mondiali 2026. Il presidente Gianni Infantino ha infatti aperto alla possibilità di introdurre una norma severa: cartellino rosso diretto per i giocatori che si coprono la bocca mentre parlano con avversari o arbitri, gesto sempre più utilizzato per nascondere il labiale durante gli scontri verbali.
La proposta è stata discussa durante l’ultimo meeting dell’IFAB, l’organismo internazionale che definisce le regole del gioco. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore trasparenza in campo e contrastare episodi discriminatori che spesso diventano difficili da verificare proprio perché i protagonisti schermano le labbra con la maglia o con la mano.
Infantino ha assunto una posizione molto netta sul tema, spiegando che chi non ha nulla da nascondere non avrebbe motivo di coprirsi la bocca durante un confronto. Secondo il numero uno della FIFA, se quel gesto serve a occultare frasi offensive o razziste, l’espulsione deve diventare una conseguenza automatica, inserendo un principio di responsabilità immediata sul terreno di gioco.
A spingere verso una linea più rigida è stato anche il recente episodio di Champions League che ha coinvolto il brasiliano Vinícius Júnior e l’argentino Gianluca Prestianni. Durante la sfida tra Real Madrid e Benfica, il giocatore portoghese è stato accusato di aver rivolto un insulto razzista coprendosi la bocca con la maglia, episodio che ha portato all’attivazione del protocollo UEFA contro il razzismo e alla successiva apertura di un’indagine disciplinare.
Prestianni è stato sospeso in via provvisoria in attesa della decisione definitiva e ha negato ogni accusa, ma il caso ha riacceso il dibattito sul modo in cui prevenire episodi simili in futuro. Proprio la difficoltà nel ricostruire con certezza quanto detto in campo, quando il labiale è coperto, ha spinto FIFA e IFAB a valutare nuove misure regolamentari.
Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, FIFA ha confermato che verranno sviluppate proposte concrete entro fine aprile 2026, con l’obiettivo di arrivare a decisioni ufficiali prima dell’inizio della Coppa del Mondo, fissata per l’11 giugno. Oltre al tema del labiale nascosto, l’IFAB sta analizzando anche altre situazioni legate al rispetto degli arbitri e al comportamento dei giocatori in campo.
Se approvata, la norma rappresenterebbe un cambiamento importante nelle dinamiche di gioco, andando a colpire una pratica diventata abituale negli ultimi anni soprattutto durante discussioni accese o provocazioni. L’intento della FIFA è rendere più immediata la lotta alle discriminazioni e mandare un segnale forte prima del Mondiale nordamericano, dove l’organizzazione punta a mostrare un calcio più trasparente e rispettoso.
Il percorso regolamentare è ancora in corso, ma il messaggio lanciato da Infantino è chiaro: la tolleranza verso comportamenti discriminatori sarà sempre più ridotta e le sanzioni potrebbero diventare molto più severe già nelle prossime competizioni internazionali.
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