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Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Alla vigilia della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, arriva un incoraggiamento speciale per la Italia e per il suo commissario tecnico Gennaro Gattuso. A sostenerlo è Marcello Lippi, l’uomo che vent’anni fa guidò gli Azzurri al trionfo nel Coppa del Mondo FIFA 2006 e che oggi vede nel suo ex centrocampista uno degli eredi naturali di quello spirito. “Ce la faremo, Rino. Siamo tutti con te e andiamo al Mondiale tutti insieme”, ha detto Lippi a Gazzetta, che non ha mai nascosto il suo legame con l’ex mediano azzurro. Il rapporto nato nel 2006 Tra Lippi e Gattuso il rapporto va oltre il semplice legame tra allenatore e giocatore. I due furono protagonisti dell’impresa mondiale di Berlino nel 2006, quando l’Italia conquistò il quarto titolo iridato. In quella notte storica Gattuso fu tra i protagonisti anche fuori dal campo: dopo la vittoria in finale contro la Francia, racconta la leggenda azzurra, il centrocampista prese per il collo il suo Ct implorandolo di restare sulla panchina dell’Italia: “Devi restare! Devi restare!”, gli urlò mentre Lippi aveva già deciso di lasciare l’incarico. “Rino mi ricorda me stesso” Il tecnico campione del mondo vede in Gattuso molte delle caratteristiche che avevano contraddistinto la sua Italia. “Sei stato uno dei miei migliori allievi. In panchina mi somigli per carattere e per il rapporto con i giocatori”, ha spiegato Lippi. “Hai una bella squadra e farai di tutto per non saltare questo appuntamento che manca da troppo tempo”. Secondo l’ex Ct, il segreto non è tanto tattico quanto umano: costruire un gruppo forte e compatto, proprio come quello del 2006. L’eredità dello spirito di Berlino Quando gli chiesero quale dei suoi campioni del mondo fosse più “lippiano”, Lippi non ebbe dubbi: la risposta fu proprio Gattuso. Non per la tattica o per il sistema di gioco, ma per l’atteggiamento: equilibrio tra disciplina e libertà, tra spirito di sacrificio e mentalità vincente. Quello stesso spirito che Gattuso sta cercando di trasmettere alla nuova Italia mentre prepara la sfida decisiva verso la Coppa del Mondo FIFA 2026. L’Italia di oggi Il Ct azzurro non può contare su campioni come Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Andrea Pirlo o Francesco Totti, protagonisti dell’impresa di Berlino. Ma secondo Lippi questa squadra ha comunque un’anima. “Rino metterà tutto se stesso per non perdere questo appuntamento”, ha detto l’ex Ct. Vent’anni dopo Berlino, il testimone ideale passa dall’allenatore che conquistò il Mondiale al suo mediano simbolo. Ora tocca a Gattuso provare a riportare l’Italia sulla scena iridata.
Italia, Palestra: “La Nazionale è un sogno. Il gruppo è concentratissimo”
Italia, Palestra: “La Nazionale è un sogno. Il gruppo è concentratissimo”
Tra le novità del raduno della Italia in vista dei playoff Mondiali c’è anche Marco Palestra. L’esterno del Cagliari, alla prima convocazione con la nazionale maggiore, ha raccontato emozioni e aspettative ai microfoni di Vivo Azzurro TV mentre gli Azzurri preparano la semifinale contro l’Irlanda del Nord. Il classe 2005 non nasconde l’entusiasmo per questa chiamata: “Non me l’aspettavo, anche perché la Nazionale è un sogno per tutti. Però ci credevo e sono molto felice di essere qui”. Un percorso di crescita La convocazione di Palestra arriva dopo una stagione positiva con il Cagliari, che gli ha permesso di mettersi in luce e convincere il Ct Gennaro Gattuso. Il giovane esterno ha ricordato anche gli inizi, quando non tutto sembrava così semplice: “In Under 15 ero addirittura il più lento perché ero indietro fisicamente rispetto agli altri. Ma gli allenatori non mi hanno mai fatto sentire in difetto e la mia famiglia mi è sempre stata vicino”. L’accoglienza a Coverciano Il primo impatto con la nazionale maggiore è stato positivo. Palestra ha raccontato di essersi sentito subito a proprio agio nel gruppo azzurro. “Tutti mi hanno accolto benissimo e il Ct mi ha messo subito a mio agio”, ha spiegato, ricordando anche l’importanza di Silvio Baldini nel suo percorso: “Mi ha aiutato tanto e mi ha dato molti consigli. Se sono qui è anche grazie a lui”. La sfida con l’Irlanda del Nord Lo sguardo ora è rivolto alla semifinale playoff di giovedì, una partita decisiva sulla strada verso la Coppa del Mondo FIFA 2026. “Sarà una delle gare più importanti degli ultimi anni”, ha sottolineato Palestra. “Anche se è la mia prima volta qui, sento la responsabilità di vestire questa maglia”. Il clima nel gruppo, però, è positivo:“Ci stiamo allenando bene. Vedo una squadra molto concentrata ma anche mentalmente libera, perché in partite così l’aspetto psicologico può fare davvero la differenza”. Per il giovane esterno azzurro la convocazione rappresenta già un traguardo importante. Ora però l’obiettivo è contribuire, anche da esordiente, alla missione più grande: riportare l’Italia al Mondiale.
Calafiori carica l’Italia: “Contro l’Irlanda del Nord leggerezza e concentrazione. Il Mondiale è il sogno”
Calafiori carica l’Italia: “Contro l’Irlanda del Nord leggerezza e concentrazione. Il Mondiale è il sogno”
La Italia si prepara alla semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord con la consapevolezza di giocarsi una fetta importante del proprio futuro. Alla vigilia della sfida di Bergamo ha parlato in conferenza stampa a Coverciano Riccardo Calafiori, uno dei punti fermi della nuova generazione azzurra. Il difensore dell’Arsenal non nasconde l’emozione: “Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino. Questa partita non vedo l’ora di giocarla. La pressione c’è, sappiamo quanto sia importante qualificarci, ma dobbiamo cercare di viverla bene e pensare positivo”. “Leggeri ma concentrati”  Per Calafiori la chiave della partita sarà soprattutto mentale: “Dobbiamo rimanere il più possibile leggeri e concentrati dal primo all’ultimo minuto. In partite così il livello tecnico conta fino a un certo punto: fanno la differenza l’unione e la mentalità”. Gli Azzurri sanno bene dove può arrivare il pericolo principale degli avversari: “Sui calci piazzati possono essere molto pericolosi. I lanci lunghi e le palle inattive sono la loro forza, ma anche noi possiamo sfruttare queste situazioni”. Bergamo arma in più La partita si giocherà allo stadio di Bergamo, già sold-out. Un fattore che potrebbe aiutare gli Azzurri. Calafiori ricorda la gara di settembre nello stesso impianto: “Se c’è una partita che vorrei replicare è quella contro l’Estonia. Lo stadio ci può dare una grande mano, giovedì sarà ancora meglio”. Il rapporto con Gattuso Il difensore azzurro ha poi parlato anche del rapporto con il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che negli ultimi mesi ha mantenuto un contatto costante con i giocatori. “Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre”, ha raccontato sorridendo. “Il mister mi è stato molto vicino anche quando ero fuori per problemi fisici. Ho apprezzato tanto il suo modo di comportarsi con noi”. Tra telefonate, visite e cene organizzate anche all’estero con i giocatori della Premier League, Gattuso ha cercato di rafforzare il gruppo in vista dei playoff. Obiettivo Mondiale Quando l’Italia giocò l’ultimo Mondiale, nel 2014, Calafiori aveva appena dodici anni. Ora, a 23, è tra i protagonisti della squadra che prova a riportare gli Azzurri alla fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2026. La prima tappa passa da Bergamo: una sfida da dentro o fuori per continuare a inseguire il sogno americano.
Italia, via alla missione Mondiale: Gattuso carica gli Azzurri. “Questo gruppo merita di raggiungere l’obiettivo”
Italia, via alla missione Mondiale: Gattuso carica gli Azzurri. “Questo gruppo merita di raggiungere l’obiettivo”
È iniziato ufficialmente il cammino della Italia verso i playoff che valgono l’accesso alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Nel pomeriggio gli Azzurri hanno svolto il primo allenamento a Coverciano in vista della semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo a Bergamo. Alla vigilia del raduno, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha invitato tutti a concentrarsi esclusivamente sulla sfida imminente, lasciando da parte passato e pressioni: “Dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì. Nessun alibi: gli infortuni fanno parte del gioco, ma ora conta soltanto quello che faremo in campo”. L’obiettivo Mondiale  Il tecnico azzurro non nasconde quanto tenga alla qualificazione: “Spero con tutto il cuore di raggiungere l’obiettivo, questo gruppo se lo merita”, ha spiegato. “Non dobbiamo stressare i ragazzi: sanno bene cosa c’è in palio. Un po’ di tensione è normale, ma dobbiamo trasmettere serenità e positività”. Per Gattuso si tratta di un appuntamento fondamentale anche a livello personale, dopo mesi di lavoro con lo staff per costruire la squadra e monitorare i giocatori. Forfait Chiesa, chiamato Cambiaghi La prima novità del raduno riguarda Federico Chiesa. L’attaccante del Liverpool, arrivato a Coverciano con qualche problema fisico, ha lasciato il ritiro dopo le verifiche mediche. Al suo posto il Ct ha convocato Nicolò Cambiaghi del Bologna. Gattuso ha spiegato così la decisione: “Chiesa ha risposto alla convocazione, ma aveva piccoli problemi fisici e abbiamo deciso insieme che era inutile farlo restare”. Diversi azzurri con problemi Lo staff medico valuterà nei prossimi giorni anche le condizioni di alcuni giocatori arrivati al raduno non al meglio, tra cui Gianluca Scamacca, Alessandro Bastoni, Sandro Tonali e Gianluca Mancini. “Scamacca ha un problema all’adduttore e lo valuteremo giorno per giorno”, ha spiegato il Ct. “Tonali farà un lavoro a basso carico, mentre per Mancini si tratta solo di affaticamento”. 380 partite visionate Gattuso ha raccontato anche il lavoro svolto negli ultimi mesi per seguire da vicino i possibili convocati. Lo staff tecnico ha assistito dal vivo a 380 partite tra campionati e coppe: 259 gare di Serie A 62 incontri delle competizioni europee 32 partite dei campionati esteri 15 di Coppa Italia 9 di nazionali 3 di Supercoppa Italiana “È stato faticoso, ma anche molto divertente. Siamo stati sempre presenti e per questo devo ringraziare la Federazione”, ha spiegato. La scelta di Bergamo La semifinale dei playoff si giocherà allo stadio di Bergamo, una scelta precisa del Ct per creare un ambiente caldo attorno alla squadra. “Volevo giocare in un catino”, ha raccontato Gattuso. “In uno stadio più grande magari dopo pochi errori partono i fischi. Qui invece il pubblico ti spinge. Speriamo di non aver sbagliato”. I 23.000 biglietti disponibili sono andati esauriti in poco più di un’ora, segno dell’attesa attorno alla sfida. Attenzione all’Irlanda del Nord Nonostante il divario nel ranking FIFA - gli avversari sono al 69° posto - Gattuso non sottovaluta la squadra guidata da Michael O'Neill. “Corrono tantissimo, giocano in verticale e sui calci piazzati fanno paura”, ha avvertito. “Dovremo essere lucidi e saper annusare il pericolo”. Il primo passo verso il Mondiale passa da Bergamo. Per gli Azzurri è una sfida da dentro o fuori, il crocevia decisivo per tornare sul palcoscenico iridato dopo due edizioni mancate.
Pjanic: “Credo nella Bosnia. Ai playoff serviranno cuore e carattere”
Pjanic: “Credo nella Bosnia. Ai playoff serviranno cuore e carattere”
L’amore per la Bosnia-Erzegovina non è mai cambiato. Anche dopo il ritiro annunciato nel dicembre 2025, Miralem Pjanić continua a seguire con passione le vicende della sua nazionale e, in un’intervista alla FIFA, ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera guardando anche ai playoff per il Mondiale 2026. “Credo nella mia Nazionale e nel mio Paese”, ha spiegato l’ex centrocampista, pronto a sostenere i “Dragoni” nella sfida decisiva contro il Galles. Dal viaggio in autobus al sogno della Nazionale Il legame con la Bosnia nasce da lontano, fin dall’infanzia. Cresciuto in Lussemburgo dopo che la sua famiglia aveva lasciato il Paese per sfuggire alla guerra nei Balcani, Pjanić racconta di aver seguito la nazionale da tifoso prima ancora che da calciatore. “Da bambino facevo anche 17 ore di autobus per andare allo stadio con mio padre”, ha ricordato. “Vedere quella passione mi ha fatto sognare di indossare un giorno quella maglia”. Nonostante la possibilità di rappresentare altre nazionali - Lussemburgo o persino la Francia - la scelta è stata sempre chiara: difendere i colori della Bosnia. Una carriera tra i grandi club Dopo gli inizi al Metz, Pjanić è esploso al Olympique Lione prima di affermarsi nei grandi club europei come Roma, Juventus e Barcellona. Con la Bosnia ha collezionato 115 presenze, diventando il secondo giocatore con più partite nella storia della nazionale, alle spalle del bomber Edin Džeko. Il ricordo del Mondiale 2014 Il momento più alto della sua carriera internazionale resta la partecipazione alla Coppa del Mondo 2014 in Brasile, la prima nella storia della Bosnia-Erzegovina. “Qualificarsi ai Mondiali con la Bosnia è stato un traguardo straordinario”, ha raccontato Pjanić. “Avevamo una generazione di grande talento”. Il torneo si chiuse con una vittoria sull’Iran e con qualche rimpianto per l’eliminazione nella fase a gironi, segnata anche da episodi controversi come il gol annullato a Džeko contro la Nigeria. “Rimane un senso di incompiuto, perché potevamo arrivare agli ottavi”, ha ammesso. Fiducia nei playoff Mondiali Ora Pjanić seguirà con attenzione la nazionale nei playoff per la Coppa del Mondo 2026. La Bosnia affronterà il Galles in trasferta il 26 marzo, in una sfida da dentro o fuori. “Sappiamo che i playoff sono difficili, soprattutto fuori casa. Affrontiamo due finali”, ha spiegato. In caso di vittoria, la Bosnia ospiterebbe la vincente tra Italia e Irlanda del Nord per giocarsi il pass mondiale. “Giocare in Bosnia con uno stadio pieno è durissimo per chiunque”, ha avvertito. Il futuro nel calcio Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Pjanić non esclude un ritorno nel calcio da allenatore, magari proprio alla guida della nazionale. Per ora, però, il suo ruolo è quello di tifoso speciale: pronto a trasmettere ai figli la stessa passione che suo padre gli ha trasmesso anni fa, quando partivano insieme per lunghi viaggi pur di seguire la Bosnia.
Italia, via al raduno di Coverciano: Chiesa lascia il ritiro, convocato Cambiaghi
Italia, via al raduno di Coverciano: Chiesa lascia il ritiro, convocato Cambiaghi
È iniziato a Coverciano il raduno dell'Italia in vista della semifinale playoff per il Mondiale 2026 contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alle 20:45 allo stadio di Bergamo. Subito una novità nella lista del ct Gennaro Gattuso: Federico Chiesa ha lasciato il ritiro dopo le verifiche mediche svolte al Centro Tecnico Federale. L’attaccante del Liverpool è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, è rientrato a casa. Al suo posto è stato convocato Nicolò Cambiaghi del Bologna, già esordiente in azzurro nell’ottobre scorso contro Israele. Il programma verso l’Irlanda del Nord La Nazionale lavorerà per due giorni al Centro Tecnico Federale prima di partire mercoledì per Bergamo, dove si terranno conferenza stampa e rifinitura alla vigilia della partita. Il match contro l’Irlanda del Nord rappresenta il primo passo del percorso playoff: in caso di vittoria, gli azzurri affronteranno in finale la vincente della sfida tra Galles e Bosnia-Erzegovina per conquistare il pass per il Mondiale 2026. I convocati dell’Italia Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli) Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli) Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle) Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta) Il calendario fino alla gara 23 marzo: conferenza stampa del ct e primo allenamento a Coverciano 24 marzo: allenamento a porte chiuse e incontro con i media 25 marzo: partenza per Bergamo, rifinitura e conferenze stampa 26 marzo: Italia-Irlanda del Nord, ore 20:45.
Leao salta la nazionale: il Portogallo lo libera, resta al Milan per curare la pubalgia
Leao salta la nazionale: il Portogallo lo libera, resta al Milan per curare la pubalgia
Niente raduno con il Portogallo per Rafael Leao. L’attaccante del Milan, inizialmente convocato dal ct Roberto Martínez, è stato ufficialmente dispensato dalla nazionale e non prenderà parte alle amichevoli contro Messico e Stati Uniti. Il giocatore resterà a Milanello per lavorare con lo staff medico rossonero e recuperare dall’infiammazione all’adduttore che lo tormenta dall’inizio della stagione. Pubalgia da gestire, niente rischi Leao era già rimasto fuori nella sfida di campionato contro il Torino per il riacutizzarsi del problema fisico. Gli esami non hanno evidenziato lesioni, ma la pubalgia resta una condizione delicata che richiede prudenza per evitare complicazioni o cronicizzazioni. Per questo motivo si è deciso di sfruttare la pausa delle nazionali per consentire al giocatore di recuperare completamente e tornare al meglio per il finale di stagione. Cambio nei convocati del Portogallo Al posto dell’esterno rossonero è stato convocato Paulinho del Toluca, mentre resta fuori anche Rodrigo Mora. Il Portogallo affronterà il Messico il 28 marzo all’Estadio Azteca e gli Stati Uniti il 31 marzo ad Atlanta, in due test importanti nel percorso di avvicinamento al Mondiale 2026. Obiettivo rientro con il Milan Leao resterà dunque a disposizione di Massimiliano Allegri per recuperare la migliore condizione in vista della ripresa del campionato, con lo scontro diretto contro il Napoli in programma a Pasquetta. Una scelta prudente che guarda non solo al finale di stagione del Milan, ma anche all’appuntamento più importante: la Coppa del Mondo 2026.
Portogallo, i convocati di Martínez per le amichevoli con Messico e USA: Ronaldo out
Portogallo, i convocati di Martínez per le amichevoli con Messico e USA: Ronaldo out
Il Portogallo riparte senza Cristiano Ronaldo. Il commissario tecnico Roberto Martínez ha diramato la lista dei 27 convocati per le amichevoli di fine marzo contro Messico e Stati Uniti, primi test del 2026 e ultimi prima del Mondiale. La selezione lusitana affronterà il Messico il 28 marzo allo storico Estadio Azteca, mentre il 31 marzo sarà impegnata ad Atlanta, al Mercedes-Benz Stadium, contro gli USA. La squadra si radunerà lunedì alla Cidade do Futebol prima della partenza per il ritiro in Messico. Ronaldo out, novità e ritorni L’assenza più pesante è quella di Cristiano Ronaldo, fermo per infortunio e indisponibile dopo l’ultima presenza con l’Al Nassr a fine febbraio. Si tratta della prima mancata convocazione “forzata” dopo anni di presenza costante. Out anche Nélson Semedo, mentre Martínez ha aperto a nuovi profili soprattutto in attacco, alla ricerca del terzo centravanti in vista del Mondiale. Test chiave verso il 2026 Le due amichevoli rappresentano un passaggio strategico: oltre al valore tecnico, serviranno anche per adattarsi alle condizioni climatiche che la squadra ritroverà nella Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il Portogallo è inserito nel Gruppo K insieme a Uzbekistan, Colombia e una squadra proveniente dai playoff intercontinentali. I 27 convocati del Portogallo Portieri: Diogo Costa (Porto), José Sá (Wolverhampton), Rui Silva (Sporting CP) Difensori: Matheus Nunes (Manchester City), Diogo Dalot (Manchester United), João Cancelo (Barcellona), Nuno Mendes (PSG), Gonçalo Inácio (Sporting CP), Renato Veiga (Villarreal), António Silva (Benfica), Tomás Araújo (Benfica) Centrocampisti: Rúben Neves (Al Hilal), Samú Costa (Maiorca), Mateus Fernandes (West Ham), João Neves (PSG), Vitinha (PSG), Bruno Fernandes (Manchester United), Rodrigo Mora (Porto) Attaccanti: Ricardo Horta (Braga), Pedro Gonçalves (Sporting CP), João Félix (Al Nassr), Francisco Trincão (Sporting CP), Francisco Conceição (Juventus), Rafael Leão (Milan), Pedro Neto (Chelsea), Gonçalo Guedes (Real Sociedad), Gonçalo Ramos (PSG)
Italia, via alla Missione Mondiale: i 28 convocati di Gattuso e tutti gli assenti
Italia, via alla Missione Mondiale: i 28 convocati di Gattuso e tutti gli assenti
Con la lista diramata da Gennaro Gattuso scatta ufficialmente la “Missione Mondiale” della Italia. Gli azzurri si raduneranno domenica sera a Coverciano, con due giorni di lavoro prima del trasferimento a Bergamo, dove giovedì 26 marzo affronteranno l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff. In caso di vittoria, il 31 marzo ci sarà la finale in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina. Gli assenti: da Vicario a Zaccagni Non mancano però le defezioni. L’ultimo a dare forfait è Guglielmo Vicario, non al meglio dopo l’ultima gara con il Tottenham. Out anche Matteo Gabbia e Giovanni Di Lorenzo, mentre Marco Verratti non è stato convocato per problemi al ginocchio. Stop pesante anche per Mattia Zaccagni, fermato da una lesione muscolare che lo terrà fuori per circa un mese. Tra le esclusioni tecniche spiccano Lorenzo Pellegrini e Samuele Ricci a centrocampo, oltre a Riccardo Orsolini, Federico Bernardeschi, Nicolò Zaniolo e Domenico Berardi in attacco. I 28 convocati dell’Italia Prima convocazione in azzurro per Diego Coppola, difensore del Cagliari, mentre in attacco torna Federico Chiesa, di nuovo a disposizione dopo gli ultimi mesi complicati. Rientrano nel gruppo anche Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli. Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli) Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli) Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle) Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta)
Suker: "Francia '98 è nella mia anima. Croazia pronta a vincere il Mondiale"
Suker: "Francia '98 è nella mia anima. Croazia pronta a vincere il Mondiale"
Il ricordo è indelebile, quasi viscerale. Davor Suker torna a parlare dell’impresa di Francia ’98 in un’intervista esclusiva alla FIFA, rievocando il torneo che ha segnato la nascita della Croazia sul palcoscenico mondiale. "Francia ’98 non è solo un torneo nei miei ricordi, è qualcosa di cucito nella mia anima", ha raccontato l’ex attaccante, simbolo di quella squadra capace di chiudere al terzo posto alla sua prima partecipazione assoluta. La favola di una nazione appena nata Suker non ricorda solo i gol - sei in totale, che gli valsero la Scarpa d’Oro - ma soprattutto il significato collettivo di quel cammino: "Ricordo uno spogliatoio pieno di fiducia e una nazione che si annunciava al mondo". Accanto a lui, una generazione destinata a entrare nella storia, con nomi come Zvonimir Boban, Robert Prosinecki e Slaven Bilic. Dalla vittoria all’esordio contro la Giamaica fino allo storico 3-0 sulla Germania nei quarti, la Croazia cambiò le gerarchie del calcio mondiale: "Quando segni il 3-0 alla Germania, senti la storia cambiare sotto i tuoi scarpini". Capocannoniere tra le leggende In un torneo con campioni come Ronaldo, Baggio e Shearer, fu proprio Suker a chiudere davanti a tutti nella classifica marcatori. "Non era gloria personale: era piantare la bandiera croata sul palcoscenico più grande del mondo". Un’impresa che ha segnato per sempre la sua carriera e l’identità calcistica del Paese. Dal campo alla scrivania Dopo aver chiuso la carriera in nazionale nel 2002, da capitano, Suker ha continuato a essere protagonista anche fuori dal campo, diventando presidente della federazione dal 2012 al 2021. Durante il suo mandato, la Croazia ha raggiunto la finale del Mondiale 2018, confermandosi tra le grandi del calcio internazionale. "È un privilegio aver vissuto questi momenti sia da giocatore che da presidente". Sguardo al 2026 Oggi, guardando al Mondiale 2026 in Nord America, Suker vede una Croazia ormai matura: "Non siamo più una sorpresa. Quando arrivi secondo e poi terzo, giochi per vincere". Pur indicando tra le favorite Francia, Argentina, Brasile e Inghilterra, il messaggio è chiaro: la Croazia non avrà paura di nessuno. Dalla notte di Lens al futuro, il filo non si è mai spezzato. E per Suker, tutto è iniziato lì: in quel Mondiale diventato, per sempre, parte della sua anima.
Italia, sospiro Tonali: solo edema, verso la convocazione per i playoff Mondiali
Italia, sospiro Tonali: solo edema, verso la convocazione per i playoff Mondiali
Buone notizie per la Italia e per Sandro Tonali. Il centrocampista del Newcastle, uscito per infortunio durante Barcellona-Newcastle, ha riportato soltanto un edema alla coscia sinistra: nessuna lesione, e convocazione ormai vicina per la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord del 26 marzo a Bergamo. Un vero sospiro di sollievo per il ct Gennaro Gattuso, che potrà contare su uno dei pilastri del centrocampo azzurro in una sfida decisiva per il Mondiale 2026. Le condizioni e la gestione Gli esami strumentali hanno escluso problemi più seri, confermando un semplice edema. Tonali sarà dunque inserito nella lista dei convocati, anche se lo staff medico continuerà a monitorarne le condizioni giorno per giorno. Resta da capire se il Newcastle deciderà di utilizzarlo già nel derby contro il Sunderland oppure gestirlo in vista degli impegni con la Nazionale. Le parole di Gravina A confermare l’ottimismo era stato anche il presidente FIGC Gabriele Gravina: “Le analisi hanno dato rassicurazioni, cercheremo di recuperarlo in tempo”. Gli altri dubbi di formazione Se per Tonali l’allarme è rientrato, qualche apprensione resta per Alessandro Bastoni, alle prese con un problema alla tibia. A centrocampo, in caso di necessità, resta in corsa Samuele Ricci come possibile alternativa. Il rebus fascia sinistra Il nodo principale riguarda però l’esterno mancino: con Mattia Zaccagni fuori, il ct valuta diverse soluzioni. In pole c’è Federico Bernardeschi, mentre Federico Chiesa resta più indietro per via del poco minutaggio con il Liverpool. Possibili alternative anche Daniel Maldini, adattato da Maurizio Sarri alla Lazio, e Lorenzo Pellegrini, avanzato nel nuovo assetto della Roma guidata da Gian Piero Gasperini. Attesa per la lista La lista definitiva dei convocati (tra 28 e 29 giocatori) è attesa a breve. Poi sarà il campo a dare le risposte decisive: prima l’Irlanda del Nord, poi - in caso di vittoria - la finale contro una tra Galles e Bosnia-Erzegovina. E con Tonali recuperato, l’Italia può affrontare la sfida con una certezza in più.
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