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Pazzini: “Pio Esposito può essere la carta in più dell’Italia. Pressione? Tocca ai veterani”
Pazzini: “Pio Esposito può essere la carta in più dell’Italia. Pressione? Tocca ai veterani”
Per Giampaolo Pazzini uno dei nomi da seguire con più attenzione nell’Italia impegnata negli spareggi mondiali è quello di Pio Esposito. L’ex attaccante azzurro, intervistato da la Repubblica e intervenuto anche a SportMediaset, vede nel giovane talento dell’Inter una possibile arma in più per la Nazionale che questa sera affronta l’Irlanda del Nord. Secondo Pazzini, l’Italia sta finalmente tornando alla propria identità calcistica dopo anni in cui aveva cercato di imitare altri modelli. L’ex bomber ricorda come, a partire dal 2008, il calcio italiano abbia provato a prendere spunto dalla Spagna, finendo però per perdere alcune caratteristiche storiche. Ora, a suo giudizio, si sta lentamente recuperando la tradizione. Nel corso dell’intervista, Pazzini ha spiegato di ritrovare alcune caratteristiche del proprio gioco in Retegui, ma anche nello stesso Pio Esposito. L’ex Sampdoria ha poi sottolineato il problema della scarsità di attaccanti italiani negli ultimi anni, spiegando che la soluzione non passa da quote obbligatorie per i calciatori italiani in Serie A. Piuttosto, a suo avviso, servono investimenti concreti in strutture e settori giovanili. Ripensando alla sua carriera, Pazzini ha ricordato anche il periodo alla Sampdoria accanto ad Antonio Cassano, una coppia offensiva che fece molto bene in quegli anni. Secondo l’ex centravanti, nel calcio italiano oggi si sente la mancanza di giocatori con quelle qualità tecniche e quella creatività. Negli ultimi tempi Pazzini si è fatto notare anche come opinionista, scegliendo uno stile diretto. Ha raccontato di aver capito che non ha senso limitarsi a commenti scontati e che, potendo tornare indietro, avrebbe mostrato maggiore schiettezza anche quando era ancora un calciatore. Parlando invece dell’Italia di Gennaro Gattuso, Pazzini ha detto di apprezzare le scelte del commissario tecnico, sottolineando come il gruppo azzurro lavori insieme da tempo e abbia attaccanti in grado di trascinare la squadra verso il Mondiale. Sulla possibile coppia offensiva, l’ex attaccante ha spiegato che molto dipenderà dalle condizioni fisiche dei singoli. Kean non è al meglio e Raspadori è appena rientrato, ma per Pazzini Pio Esposito ha buone possibilità di trovare spazio. Quanto alle aspettative attorno al giovane attaccante, Pazzini invita alla cautela. Ritiene infatti che l’eccessiva pressione mediatica non sia utile per un giocatore così giovane, che dovrebbe invece esprimersi con leggerezza e senza troppe responsabilità sulle spalle. Il peso maggiore, secondo lui, deve ricadere sui calciatori con più esperienza internazionale, chiamati a guidare il gruppo nei momenti decisivi. L’ex bomber ha poi citato anche Bernardeschi e Zaniolo, che a suo giudizio stanno disputando una stagione positiva e avrebbero potuto avere una possibilità. Tuttavia riconosce che Gattuso ha privilegiato la continuità del gruppo e che le scelte sono spesso legate anche a moduli e equilibri tattici. Guardando allo spareggio mondiale, Pazzini si dice fiducioso sul cammino dell’Italia. L’insidia maggiore, secondo lui, potrebbe arrivare dalla partita decisiva in trasferta, dove l’ambiente e la pressione del pubblico possono diventare fattori determinanti. Nonostante questo, l’ex attaccante resta ottimista e spera di vedere gli Azzurri conquistare il pass per il prossimo Mondiale.
Mondiali 2026, corsa agli ultimi posti: 22 nazionali in gioco per 6 pass, l’Italia parte dagli spareggi
Mondiali 2026, corsa agli ultimi posti: 22 nazionali in gioco per 6 pass, l’Italia parte dagli spareggi
Dalla nazionale più titolata d’Europa, l’Italia quattro volte campione del mondo, fino al Suriname che sogna una storica prima partecipazione: sono ancora 22 le selezioni in corsa per gli ultimi biglietti verso il Mondiale 2026. Il quadro definitivo si completerà tra pochi giorni. Il 31 marzo verranno assegnati gli ultimi sei posti disponibili per la Coppa del Mondo che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Le squadre qualificate finora sono già 42 e attendono di conoscere le ultime avversarie. Tra le nazionali che sperano di unirsi al gruppo c’è anche l’Italia. Gli Azzurri devono però superare un doppio turno di spareggio, lo stesso percorso previsto per tutte le squadre europee rimaste in gara. Il primo ostacolo è in programma oggi, giovedì 26 marzo, a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. In caso di vittoria, la nazionale italiana tornerà in campo il 31 marzo, affrontando in trasferta la vincente tra Galles e Bosnia-Erzegovina, con possibili sedi a Cardiff o Sarajevo. Sei posti ancora disponibili Il conto alla rovescia riguarda sei pass per il Mondiale. Quattro saranno assegnati tramite gli spareggi europei, mentre gli ultimi due arriveranno dai playoff intercontinentali. Questi ultimi si disputeranno in due città messicane che ospiteranno anche la fase finale del torneo: Guadalajara e Monterrey. I playoff europei Sedici nazionali europee sono state distribuite in quattro percorsi, ognuno strutturato con due semifinali e una finale. Solo la squadra che vincerà la finale di ogni percorso otterrà la qualificazione al Mondiale. Percorso A Semifinali (26 marzo) Italia – Irlanda del Nord Galles – Bosnia-Erzegovina Finale (31 marzo) Vincente Galles/Bosnia-Erzegovina – Vincente Italia/Irlanda del Nord Percorso B Semifinali (26 marzo) Ucraina – Svezia Polonia – Albania Finale (31 marzo) Vincente Ucraina/Svezia – Vincente Polonia/Albania Percorso C Semifinali (26 marzo) Turchia – Romania Slovacchia – Kosovo Finale (31 marzo) Vincente Slovacchia/Kosovo – Vincente Turchia/Romania Percorso D Semifinali (26 marzo) Danimarca – Macedonia del Nord Repubblica Ceca – Irlanda Finale (31 marzo) Vincente Repubblica Ceca/Irlanda – Vincente Danimarca/Macedonia del Nord Gli spareggi intercontinentali Gli ultimi due posti per la Coppa del Mondo saranno invece assegnati attraverso i playoff intercontinentali, che coinvolgono sei nazionali provenienti da diverse confederazioni. La Repubblica Democratica del Congo è già qualificata alla finale di un tabellone e aspetta la vincente tra Nuova Caledonia e Giamaica. Nell’altra parte del quadro, invece, l’Iraq affronterà la squadra che uscirà vincitrice dalla sfida tra Bolivia e Suriname. Semifinali (26 marzo) Nuova Caledonia – Giamaica Bolivia – Suriname Finali (31 marzo) Repubblica Democratica del Congo – Vincente Nuova Caledonia/Giamaica Iraq – Vincente Bolivia/Suriname Cosa succede alle squadre eliminate? Le nazionali che perderanno le semifinali dei playoff europei scenderanno comunque in campo il 31 marzo. Non si tratterà però di una partita valida per la qualificazione: le perdenti giocheranno una gara amichevole, organizzata nella sede prevista per la finale del rispettivo percorso.
Vieri: “L’Italia ai Mondiali? Non lo sa nessuno, ma dobbiamo farcela”
Vieri: “L’Italia ai Mondiali? Non lo sa nessuno, ma dobbiamo farcela”
“Non lo sa nessuno, ma sono ottimista”. Christian Vieri, intervistato dal Corriere della Sera, risponde così alla domanda che accompagna l’Italia alla vigilia dei playoff: gli Azzurri riusciranno a qualificarsi alla Coppa del Mondo 2026? “Siamo l’Italia, dobbiamo farcela”, sottolinea l’ex centravanti della Nazionale, che non prese parte al trionfo mondiale del 2006 per un infortunio. Fiducia per la sfida con l’Irlanda del Nord Secondo Vieri la partita contro l’Irlanda del Nord non sarà semplice, ma il fattore campo può fare la differenza. “Sono motivati e corrono tanto, ma si gioca a Bergamo in uno stadio tutto azzurro”, ha spiegato, mostrando fiducia nelle possibilità della squadra guidata da Gennaro Gattuso. Il consiglio a Gattuso: Retegui-Kean Vieri evita di dare suggerimenti al suo ex compagno di squadra, ma indica comunque quale sarebbe la sua scelta in attacco: “Non gli devo suggerire nulla, ma partirei con Retegui e Kean”. Per il giovane Francesco Pio Esposito, invece, l’ex bomber vede un impiego più graduale: “Meglio farlo entrare a partita in corso. È il futuro e va lasciato tranquillo”. La pressione sui giovani Proprio parlando del talento dell’Inter, Vieri ha sottolineato come in Italia spesso si pretenda troppo dai giovani. “In Spagna, se Lamine Yamal sbaglia una partita, non succede nulla. Da noi c’è troppa pressione, succede il finimondo”. Un messaggio chiaro: per tornare ai Mondiali, l’Italia dovrà sì vincere, ma anche proteggere e far crescere i suoi nuovi talenti.
Mondiali 2026, visto fino a 15mila dollari per entrare negli USA: FIFA tratta per esentare i giocatori
Mondiali 2026, visto fino a 15mila dollari per entrare negli USA: FIFA tratta per esentare i giocatori
A meno di tre mesi dal via della Coppa del Mondo FIFA 2026, emergono nuove complicazioni legate ai visti per entrare negli Stati Uniti. Alcuni tifosi provenienti da determinati Paesi potrebbero essere costretti a versare una cauzione fino a 15.000 dollari per ottenere il permesso di ingresso, mentre la FIFA sta cercando di ottenere deroghe almeno per giocatori e delegazioni ufficiali. Il programma dei “visa bond” La misura deriva dal “Visa Bond Pilot Program” introdotto dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Il programma riguarda cittadini di circa 50 Paesi che richiedono visti turistici o d’affari (B-1 e B-2) per entrare negli Stati Uniti. Tra questi ci sono anche alcune nazioni qualificate al Mondiale, come: Algeria Tunisia Capo Verde Senegal Costa d’Avorio Secondo le nuove regole, chi richiede il visto potrebbe dover depositare una cauzione di 5.000, 10.000 o 15.000 dollari, restituita solo se il viaggiatore lascia gli Stati Uniti prima della scadenza del visto. L’allarme federazioni e FIFA Il provvedimento sta creando preoccupazione tra le federazioni coinvolte. Durante alcuni incontri preparatori organizzati negli Stati Uniti, diverse delegazioni hanno sollevato il problema direttamente con la FIFA. Dietro le quinte l’organizzazione sta cercando di convincere Washington a concedere esenzioni per giocatori, allenatori e staff delle nazionali. Una delle soluzioni allo studio è l’invio di lettere ufficiali di invito da parte della FIFA per facilitare l’ottenimento dei visti senza cauzione. Secondo fonti vicine al dossier, eventuali deroghe potrebbero riguardare soltanto le delegazioni ufficiali e non i familiari dei calciatori o i tifosi. Il problema per i tifosi Per i sostenitori delle nazionali coinvolte la situazione rischia di diventare un ostacolo significativo. La cauzione, infatti, si applica per persona, non per gruppo: una famiglia che viaggia insieme dovrebbe quindi versare più depositi separati. Il costo si aggiunge alle spese già elevate per biglietti e alloggi durante il torneo, rendendo il viaggio negli Stati Uniti molto più difficile per molti tifosi. Anche il nodo dei visti multipli C’è poi un’altra questione: il tipo di visto. Alcune federazioni hanno chiesto agli Stati Uniti di garantire visti con ingressi multipli, necessari perché alcune squadre giocheranno partite in Paesi diversi tra Stati Uniti, Canada e Messico. Ad esempio, la Costa d’Avorio ha una gara a Toronto tra due partite negli Stati Uniti, mentre il Senegal potrebbe dover tornare negli USA dopo aver giocato in Canada. Per ora il Dipartimento di Stato americano ha ribadito che ogni richiesta sarà valutata caso per caso e che la sicurezza delle frontiere resta una priorità. Mondiale più grande della storia Il torneo, che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio 2026, sarà il più grande di sempre con 48 nazionali partecipanti. Il presidente FIFA Gianni Infantino lo ha definito “il Mondiale più inclusivo della storia”. Le nuove regole sui visti, però, rischiano di complicare la presenza di molti tifosi proprio nel Paese che ospiterà la maggior parte delle partite.
Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Alla vigilia della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, arriva un incoraggiamento speciale per la Italia e per il suo commissario tecnico Gennaro Gattuso. A sostenerlo è Marcello Lippi, l’uomo che vent’anni fa guidò gli Azzurri al trionfo nel Coppa del Mondo FIFA 2006 e che oggi vede nel suo ex centrocampista uno degli eredi naturali di quello spirito. “Ce la faremo, Rino. Siamo tutti con te e andiamo al Mondiale tutti insieme”, ha detto Lippi a Gazzetta, che non ha mai nascosto il suo legame con l’ex mediano azzurro. Il rapporto nato nel 2006 Tra Lippi e Gattuso il rapporto va oltre il semplice legame tra allenatore e giocatore. I due furono protagonisti dell’impresa mondiale di Berlino nel 2006, quando l’Italia conquistò il quarto titolo iridato. In quella notte storica Gattuso fu tra i protagonisti anche fuori dal campo: dopo la vittoria in finale contro la Francia, racconta la leggenda azzurra, il centrocampista prese per il collo il suo Ct implorandolo di restare sulla panchina dell’Italia: “Devi restare! Devi restare!”, gli urlò mentre Lippi aveva già deciso di lasciare l’incarico. “Rino mi ricorda me stesso” Il tecnico campione del mondo vede in Gattuso molte delle caratteristiche che avevano contraddistinto la sua Italia. “Sei stato uno dei miei migliori allievi. In panchina mi somigli per carattere e per il rapporto con i giocatori”, ha spiegato Lippi. “Hai una bella squadra e farai di tutto per non saltare questo appuntamento che manca da troppo tempo”. Secondo l’ex Ct, il segreto non è tanto tattico quanto umano: costruire un gruppo forte e compatto, proprio come quello del 2006. L’eredità dello spirito di Berlino Quando gli chiesero quale dei suoi campioni del mondo fosse più “lippiano”, Lippi non ebbe dubbi: la risposta fu proprio Gattuso. Non per la tattica o per il sistema di gioco, ma per l’atteggiamento: equilibrio tra disciplina e libertà, tra spirito di sacrificio e mentalità vincente. Quello stesso spirito che Gattuso sta cercando di trasmettere alla nuova Italia mentre prepara la sfida decisiva verso la Coppa del Mondo FIFA 2026. L’Italia di oggi Il Ct azzurro non può contare su campioni come Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Andrea Pirlo o Francesco Totti, protagonisti dell’impresa di Berlino. Ma secondo Lippi questa squadra ha comunque un’anima. “Rino metterà tutto se stesso per non perdere questo appuntamento”, ha detto l’ex Ct. Vent’anni dopo Berlino, il testimone ideale passa dall’allenatore che conquistò il Mondiale al suo mediano simbolo. Ora tocca a Gattuso provare a riportare l’Italia sulla scena iridata.
Italia, Palestra: “La Nazionale è un sogno. Il gruppo è concentratissimo”
Italia, Palestra: “La Nazionale è un sogno. Il gruppo è concentratissimo”
Tra le novità del raduno della Italia in vista dei playoff Mondiali c’è anche Marco Palestra. L’esterno del Cagliari, alla prima convocazione con la nazionale maggiore, ha raccontato emozioni e aspettative ai microfoni di Vivo Azzurro TV mentre gli Azzurri preparano la semifinale contro l’Irlanda del Nord. Il classe 2005 non nasconde l’entusiasmo per questa chiamata: “Non me l’aspettavo, anche perché la Nazionale è un sogno per tutti. Però ci credevo e sono molto felice di essere qui”. Un percorso di crescita La convocazione di Palestra arriva dopo una stagione positiva con il Cagliari, che gli ha permesso di mettersi in luce e convincere il Ct Gennaro Gattuso. Il giovane esterno ha ricordato anche gli inizi, quando non tutto sembrava così semplice: “In Under 15 ero addirittura il più lento perché ero indietro fisicamente rispetto agli altri. Ma gli allenatori non mi hanno mai fatto sentire in difetto e la mia famiglia mi è sempre stata vicino”. L’accoglienza a Coverciano Il primo impatto con la nazionale maggiore è stato positivo. Palestra ha raccontato di essersi sentito subito a proprio agio nel gruppo azzurro. “Tutti mi hanno accolto benissimo e il Ct mi ha messo subito a mio agio”, ha spiegato, ricordando anche l’importanza di Silvio Baldini nel suo percorso: “Mi ha aiutato tanto e mi ha dato molti consigli. Se sono qui è anche grazie a lui”. La sfida con l’Irlanda del Nord Lo sguardo ora è rivolto alla semifinale playoff di giovedì, una partita decisiva sulla strada verso la Coppa del Mondo FIFA 2026. “Sarà una delle gare più importanti degli ultimi anni”, ha sottolineato Palestra. “Anche se è la mia prima volta qui, sento la responsabilità di vestire questa maglia”. Il clima nel gruppo, però, è positivo:“Ci stiamo allenando bene. Vedo una squadra molto concentrata ma anche mentalmente libera, perché in partite così l’aspetto psicologico può fare davvero la differenza”. Per il giovane esterno azzurro la convocazione rappresenta già un traguardo importante. Ora però l’obiettivo è contribuire, anche da esordiente, alla missione più grande: riportare l’Italia al Mondiale.
Calafiori carica l’Italia: “Contro l’Irlanda del Nord leggerezza e concentrazione. Il Mondiale è il sogno”
Calafiori carica l’Italia: “Contro l’Irlanda del Nord leggerezza e concentrazione. Il Mondiale è il sogno”
La Italia si prepara alla semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord con la consapevolezza di giocarsi una fetta importante del proprio futuro. Alla vigilia della sfida di Bergamo ha parlato in conferenza stampa a Coverciano Riccardo Calafiori, uno dei punti fermi della nuova generazione azzurra. Il difensore dell’Arsenal non nasconde l’emozione: “Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino. Questa partita non vedo l’ora di giocarla. La pressione c’è, sappiamo quanto sia importante qualificarci, ma dobbiamo cercare di viverla bene e pensare positivo”. “Leggeri ma concentrati”  Per Calafiori la chiave della partita sarà soprattutto mentale: “Dobbiamo rimanere il più possibile leggeri e concentrati dal primo all’ultimo minuto. In partite così il livello tecnico conta fino a un certo punto: fanno la differenza l’unione e la mentalità”. Gli Azzurri sanno bene dove può arrivare il pericolo principale degli avversari: “Sui calci piazzati possono essere molto pericolosi. I lanci lunghi e le palle inattive sono la loro forza, ma anche noi possiamo sfruttare queste situazioni”. Bergamo arma in più La partita si giocherà allo stadio di Bergamo, già sold-out. Un fattore che potrebbe aiutare gli Azzurri. Calafiori ricorda la gara di settembre nello stesso impianto: “Se c’è una partita che vorrei replicare è quella contro l’Estonia. Lo stadio ci può dare una grande mano, giovedì sarà ancora meglio”. Il rapporto con Gattuso Il difensore azzurro ha poi parlato anche del rapporto con il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che negli ultimi mesi ha mantenuto un contatto costante con i giocatori. “Negli ultimi mesi ho sentito più lui che mia madre”, ha raccontato sorridendo. “Il mister mi è stato molto vicino anche quando ero fuori per problemi fisici. Ho apprezzato tanto il suo modo di comportarsi con noi”. Tra telefonate, visite e cene organizzate anche all’estero con i giocatori della Premier League, Gattuso ha cercato di rafforzare il gruppo in vista dei playoff. Obiettivo Mondiale Quando l’Italia giocò l’ultimo Mondiale, nel 2014, Calafiori aveva appena dodici anni. Ora, a 23, è tra i protagonisti della squadra che prova a riportare gli Azzurri alla fase finale della Coppa del Mondo FIFA 2026. La prima tappa passa da Bergamo: una sfida da dentro o fuori per continuare a inseguire il sogno americano.
Italia, via alla missione Mondiale: Gattuso carica gli Azzurri. “Questo gruppo merita di raggiungere l’obiettivo”
Italia, via alla missione Mondiale: Gattuso carica gli Azzurri. “Questo gruppo merita di raggiungere l’obiettivo”
È iniziato ufficialmente il cammino della Italia verso i playoff che valgono l’accesso alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Nel pomeriggio gli Azzurri hanno svolto il primo allenamento a Coverciano in vista della semifinale contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo a Bergamo. Alla vigilia del raduno, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha invitato tutti a concentrarsi esclusivamente sulla sfida imminente, lasciando da parte passato e pressioni: “Dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì. Nessun alibi: gli infortuni fanno parte del gioco, ma ora conta soltanto quello che faremo in campo”. L’obiettivo Mondiale  Il tecnico azzurro non nasconde quanto tenga alla qualificazione: “Spero con tutto il cuore di raggiungere l’obiettivo, questo gruppo se lo merita”, ha spiegato. “Non dobbiamo stressare i ragazzi: sanno bene cosa c’è in palio. Un po’ di tensione è normale, ma dobbiamo trasmettere serenità e positività”. Per Gattuso si tratta di un appuntamento fondamentale anche a livello personale, dopo mesi di lavoro con lo staff per costruire la squadra e monitorare i giocatori. Forfait Chiesa, chiamato Cambiaghi La prima novità del raduno riguarda Federico Chiesa. L’attaccante del Liverpool, arrivato a Coverciano con qualche problema fisico, ha lasciato il ritiro dopo le verifiche mediche. Al suo posto il Ct ha convocato Nicolò Cambiaghi del Bologna. Gattuso ha spiegato così la decisione: “Chiesa ha risposto alla convocazione, ma aveva piccoli problemi fisici e abbiamo deciso insieme che era inutile farlo restare”. Diversi azzurri con problemi Lo staff medico valuterà nei prossimi giorni anche le condizioni di alcuni giocatori arrivati al raduno non al meglio, tra cui Gianluca Scamacca, Alessandro Bastoni, Sandro Tonali e Gianluca Mancini. “Scamacca ha un problema all’adduttore e lo valuteremo giorno per giorno”, ha spiegato il Ct. “Tonali farà un lavoro a basso carico, mentre per Mancini si tratta solo di affaticamento”. 380 partite visionate Gattuso ha raccontato anche il lavoro svolto negli ultimi mesi per seguire da vicino i possibili convocati. Lo staff tecnico ha assistito dal vivo a 380 partite tra campionati e coppe: 259 gare di Serie A 62 incontri delle competizioni europee 32 partite dei campionati esteri 15 di Coppa Italia 9 di nazionali 3 di Supercoppa Italiana “È stato faticoso, ma anche molto divertente. Siamo stati sempre presenti e per questo devo ringraziare la Federazione”, ha spiegato. La scelta di Bergamo La semifinale dei playoff si giocherà allo stadio di Bergamo, una scelta precisa del Ct per creare un ambiente caldo attorno alla squadra. “Volevo giocare in un catino”, ha raccontato Gattuso. “In uno stadio più grande magari dopo pochi errori partono i fischi. Qui invece il pubblico ti spinge. Speriamo di non aver sbagliato”. I 23.000 biglietti disponibili sono andati esauriti in poco più di un’ora, segno dell’attesa attorno alla sfida. Attenzione all’Irlanda del Nord Nonostante il divario nel ranking FIFA - gli avversari sono al 69° posto - Gattuso non sottovaluta la squadra guidata da Michael O'Neill. “Corrono tantissimo, giocano in verticale e sui calci piazzati fanno paura”, ha avvertito. “Dovremo essere lucidi e saper annusare il pericolo”. Il primo passo verso il Mondiale passa da Bergamo. Per gli Azzurri è una sfida da dentro o fuori, il crocevia decisivo per tornare sul palcoscenico iridato dopo due edizioni mancate.
Pjanic: “Credo nella Bosnia. Ai playoff serviranno cuore e carattere”
Pjanic: “Credo nella Bosnia. Ai playoff serviranno cuore e carattere”
L’amore per la Bosnia-Erzegovina non è mai cambiato. Anche dopo il ritiro annunciato nel dicembre 2025, Miralem Pjanić continua a seguire con passione le vicende della sua nazionale e, in un’intervista alla FIFA, ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera guardando anche ai playoff per il Mondiale 2026. “Credo nella mia Nazionale e nel mio Paese”, ha spiegato l’ex centrocampista, pronto a sostenere i “Dragoni” nella sfida decisiva contro il Galles. Dal viaggio in autobus al sogno della Nazionale Il legame con la Bosnia nasce da lontano, fin dall’infanzia. Cresciuto in Lussemburgo dopo che la sua famiglia aveva lasciato il Paese per sfuggire alla guerra nei Balcani, Pjanić racconta di aver seguito la nazionale da tifoso prima ancora che da calciatore. “Da bambino facevo anche 17 ore di autobus per andare allo stadio con mio padre”, ha ricordato. “Vedere quella passione mi ha fatto sognare di indossare un giorno quella maglia”. Nonostante la possibilità di rappresentare altre nazionali - Lussemburgo o persino la Francia - la scelta è stata sempre chiara: difendere i colori della Bosnia. Una carriera tra i grandi club Dopo gli inizi al Metz, Pjanić è esploso al Olympique Lione prima di affermarsi nei grandi club europei come Roma, Juventus e Barcellona. Con la Bosnia ha collezionato 115 presenze, diventando il secondo giocatore con più partite nella storia della nazionale, alle spalle del bomber Edin Džeko. Il ricordo del Mondiale 2014 Il momento più alto della sua carriera internazionale resta la partecipazione alla Coppa del Mondo 2014 in Brasile, la prima nella storia della Bosnia-Erzegovina. “Qualificarsi ai Mondiali con la Bosnia è stato un traguardo straordinario”, ha raccontato Pjanić. “Avevamo una generazione di grande talento”. Il torneo si chiuse con una vittoria sull’Iran e con qualche rimpianto per l’eliminazione nella fase a gironi, segnata anche da episodi controversi come il gol annullato a Džeko contro la Nigeria. “Rimane un senso di incompiuto, perché potevamo arrivare agli ottavi”, ha ammesso. Fiducia nei playoff Mondiali Ora Pjanić seguirà con attenzione la nazionale nei playoff per la Coppa del Mondo 2026. La Bosnia affronterà il Galles in trasferta il 26 marzo, in una sfida da dentro o fuori. “Sappiamo che i playoff sono difficili, soprattutto fuori casa. Affrontiamo due finali”, ha spiegato. In caso di vittoria, la Bosnia ospiterebbe la vincente tra Italia e Irlanda del Nord per giocarsi il pass mondiale. “Giocare in Bosnia con uno stadio pieno è durissimo per chiunque”, ha avvertito. Il futuro nel calcio Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Pjanić non esclude un ritorno nel calcio da allenatore, magari proprio alla guida della nazionale. Per ora, però, il suo ruolo è quello di tifoso speciale: pronto a trasmettere ai figli la stessa passione che suo padre gli ha trasmesso anni fa, quando partivano insieme per lunghi viaggi pur di seguire la Bosnia.
Italia, via al raduno di Coverciano: Chiesa lascia il ritiro, convocato Cambiaghi
Italia, via al raduno di Coverciano: Chiesa lascia il ritiro, convocato Cambiaghi
È iniziato a Coverciano il raduno dell'Italia in vista della semifinale playoff per il Mondiale 2026 contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alle 20:45 allo stadio di Bergamo. Subito una novità nella lista del ct Gennaro Gattuso: Federico Chiesa ha lasciato il ritiro dopo le verifiche mediche svolte al Centro Tecnico Federale. L’attaccante del Liverpool è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, è rientrato a casa. Al suo posto è stato convocato Nicolò Cambiaghi del Bologna, già esordiente in azzurro nell’ottobre scorso contro Israele. Il programma verso l’Irlanda del Nord La Nazionale lavorerà per due giorni al Centro Tecnico Federale prima di partire mercoledì per Bergamo, dove si terranno conferenza stampa e rifinitura alla vigilia della partita. Il match contro l’Irlanda del Nord rappresenta il primo passo del percorso playoff: in caso di vittoria, gli azzurri affronteranno in finale la vincente della sfida tra Galles e Bosnia-Erzegovina per conquistare il pass per il Mondiale 2026. I convocati dell’Italia Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli) Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli) Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle) Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta) Il calendario fino alla gara 23 marzo: conferenza stampa del ct e primo allenamento a Coverciano 24 marzo: allenamento a porte chiuse e incontro con i media 25 marzo: partenza per Bergamo, rifinitura e conferenze stampa 26 marzo: Italia-Irlanda del Nord, ore 20:45.
Leao salta la nazionale: il Portogallo lo libera, resta al Milan per curare la pubalgia
Leao salta la nazionale: il Portogallo lo libera, resta al Milan per curare la pubalgia
Niente raduno con il Portogallo per Rafael Leao. L’attaccante del Milan, inizialmente convocato dal ct Roberto Martínez, è stato ufficialmente dispensato dalla nazionale e non prenderà parte alle amichevoli contro Messico e Stati Uniti. Il giocatore resterà a Milanello per lavorare con lo staff medico rossonero e recuperare dall’infiammazione all’adduttore che lo tormenta dall’inizio della stagione. Pubalgia da gestire, niente rischi Leao era già rimasto fuori nella sfida di campionato contro il Torino per il riacutizzarsi del problema fisico. Gli esami non hanno evidenziato lesioni, ma la pubalgia resta una condizione delicata che richiede prudenza per evitare complicazioni o cronicizzazioni. Per questo motivo si è deciso di sfruttare la pausa delle nazionali per consentire al giocatore di recuperare completamente e tornare al meglio per il finale di stagione. Cambio nei convocati del Portogallo Al posto dell’esterno rossonero è stato convocato Paulinho del Toluca, mentre resta fuori anche Rodrigo Mora. Il Portogallo affronterà il Messico il 28 marzo all’Estadio Azteca e gli Stati Uniti il 31 marzo ad Atlanta, in due test importanti nel percorso di avvicinamento al Mondiale 2026. Obiettivo rientro con il Milan Leao resterà dunque a disposizione di Massimiliano Allegri per recuperare la migliore condizione in vista della ripresa del campionato, con lo scontro diretto contro il Napoli in programma a Pasquetta. Una scelta prudente che guarda non solo al finale di stagione del Milan, ma anche all’appuntamento più importante: la Coppa del Mondo 2026.
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