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Pjanic: “Credo nella Bosnia. Ai playoff serviranno cuore e carattere”
L’amore per la Bosnia-Erzegovina non è mai cambiato. Anche dopo il ritiro annunciato nel dicembre 2025, Miralem Pjanić continua a seguire con passione le vicende della sua nazionale e, in un’intervista alla FIFA, ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera guardando anche ai playoff per il Mondiale 2026. “Credo nella mia Nazionale e nel mio Paese”, ha spiegato l’ex centrocampista, pronto a sostenere i “Dragoni” nella sfida decisiva contro il Galles.
Dal viaggio in autobus al sogno della Nazionale
Il legame con la Bosnia nasce da lontano, fin dall’infanzia. Cresciuto in Lussemburgo dopo che la sua famiglia aveva lasciato il Paese per sfuggire alla guerra nei Balcani, Pjanić racconta di aver seguito la nazionale da tifoso prima ancora che da calciatore. “Da bambino facevo anche 17 ore di autobus per andare allo stadio con mio padre”, ha ricordato. “Vedere quella passione mi ha fatto sognare di indossare un giorno quella maglia”. Nonostante la possibilità di rappresentare altre nazionali - Lussemburgo o persino la Francia - la scelta è stata sempre chiara: difendere i colori della Bosnia.
Una carriera tra i grandi club
Dopo gli inizi al Metz, Pjanić è esploso al Olympique Lione prima di affermarsi nei grandi club europei come Roma, Juventus e Barcellona. Con la Bosnia ha collezionato 115 presenze, diventando il secondo giocatore con più partite nella storia della nazionale, alle spalle del bomber Edin Džeko.
Il ricordo del Mondiale 2014
Il momento più alto della sua carriera internazionale resta la partecipazione alla Coppa del Mondo 2014 in Brasile, la prima nella storia della Bosnia-Erzegovina. “Qualificarsi ai Mondiali con la Bosnia è stato un traguardo straordinario”, ha raccontato Pjanić. “Avevamo una generazione di grande talento”. Il torneo si chiuse con una vittoria sull’Iran e con qualche rimpianto per l’eliminazione nella fase a gironi, segnata anche da episodi controversi come il gol annullato a Džeko contro la Nigeria. “Rimane un senso di incompiuto, perché potevamo arrivare agli ottavi”, ha ammesso.
Fiducia nei playoff Mondiali
Ora Pjanić seguirà con attenzione la nazionale nei playoff per la Coppa del Mondo 2026. La Bosnia affronterà il Galles in trasferta il 26 marzo, in una sfida da dentro o fuori. “Sappiamo che i playoff sono difficili, soprattutto fuori casa. Affrontiamo due finali”, ha spiegato. In caso di vittoria, la Bosnia ospiterebbe la vincente tra Italia e Irlanda del Nord per giocarsi il pass mondiale. “Giocare in Bosnia con uno stadio pieno è durissimo per chiunque”, ha avvertito.
Il futuro nel calcio
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Pjanić non esclude un ritorno nel calcio da allenatore, magari proprio alla guida della nazionale. Per ora, però, il suo ruolo è quello di tifoso speciale: pronto a trasmettere ai figli la stessa passione che suo padre gli ha trasmesso anni fa, quando partivano insieme per lunghi viaggi pur di seguire la Bosnia.
Italia, via al raduno di Coverciano: Chiesa lascia il ritiro, convocato Cambiaghi
È iniziato a Coverciano il raduno dell'Italia in vista della semifinale playoff per il Mondiale 2026 contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alle 20:45 allo stadio di Bergamo. Subito una novità nella lista del ct Gennaro Gattuso: Federico Chiesa ha lasciato il ritiro dopo le verifiche mediche svolte al Centro Tecnico Federale. L’attaccante del Liverpool è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, è rientrato a casa. Al suo posto è stato convocato Nicolò Cambiaghi del Bologna, già esordiente in azzurro nell’ottobre scorso contro Israele.
Il programma verso l’Irlanda del Nord
La Nazionale lavorerà per due giorni al Centro Tecnico Federale prima di partire mercoledì per Bergamo, dove si terranno conferenza stampa e rifinitura alla vigilia della partita. Il match contro l’Irlanda del Nord rappresenta il primo passo del percorso playoff: in caso di vittoria, gli azzurri affronteranno in finale la vincente della sfida tra Galles e Bosnia-Erzegovina per conquistare il pass per il Mondiale 2026.
I convocati dell’Italia
Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli)
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli)
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle)
Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta)
Il calendario fino alla gara
23 marzo: conferenza stampa del ct e primo allenamento a Coverciano
24 marzo: allenamento a porte chiuse e incontro con i media
25 marzo: partenza per Bergamo, rifinitura e conferenze stampa
26 marzo: Italia-Irlanda del Nord, ore 20:45.
Leao salta la nazionale: il Portogallo lo libera, resta al Milan per curare la pubalgia
Niente raduno con il Portogallo per Rafael Leao. L’attaccante del Milan, inizialmente convocato dal ct Roberto Martínez, è stato ufficialmente dispensato dalla nazionale e non prenderà parte alle amichevoli contro Messico e Stati Uniti. Il giocatore resterà a Milanello per lavorare con lo staff medico rossonero e recuperare dall’infiammazione all’adduttore che lo tormenta dall’inizio della stagione.
Pubalgia da gestire, niente rischi
Leao era già rimasto fuori nella sfida di campionato contro il Torino per il riacutizzarsi del problema fisico. Gli esami non hanno evidenziato lesioni, ma la pubalgia resta una condizione delicata che richiede prudenza per evitare complicazioni o cronicizzazioni. Per questo motivo si è deciso di sfruttare la pausa delle nazionali per consentire al giocatore di recuperare completamente e tornare al meglio per il finale di stagione.
Cambio nei convocati del Portogallo
Al posto dell’esterno rossonero è stato convocato Paulinho del Toluca, mentre resta fuori anche Rodrigo Mora. Il Portogallo affronterà il Messico il 28 marzo all’Estadio Azteca e gli Stati Uniti il 31 marzo ad Atlanta, in due test importanti nel percorso di avvicinamento al Mondiale 2026.
Obiettivo rientro con il Milan
Leao resterà dunque a disposizione di Massimiliano Allegri per recuperare la migliore condizione in vista della ripresa del campionato, con lo scontro diretto contro il Napoli in programma a Pasquetta. Una scelta prudente che guarda non solo al finale di stagione del Milan, ma anche all’appuntamento più importante: la Coppa del Mondo 2026.
Portogallo, i convocati di Martínez per le amichevoli con Messico e USA: Ronaldo out
Il Portogallo riparte senza Cristiano Ronaldo. Il commissario tecnico Roberto Martínez ha diramato la lista dei 27 convocati per le amichevoli di fine marzo contro Messico e Stati Uniti, primi test del 2026 e ultimi prima del Mondiale. La selezione lusitana affronterà il Messico il 28 marzo allo storico Estadio Azteca, mentre il 31 marzo sarà impegnata ad Atlanta, al Mercedes-Benz Stadium, contro gli USA. La squadra si radunerà lunedì alla Cidade do Futebol prima della partenza per il ritiro in Messico.
Ronaldo out, novità e ritorni
L’assenza più pesante è quella di Cristiano Ronaldo, fermo per infortunio e indisponibile dopo l’ultima presenza con l’Al Nassr a fine febbraio. Si tratta della prima mancata convocazione “forzata” dopo anni di presenza costante. Out anche Nélson Semedo, mentre Martínez ha aperto a nuovi profili soprattutto in attacco, alla ricerca del terzo centravanti in vista del Mondiale.
Test chiave verso il 2026
Le due amichevoli rappresentano un passaggio strategico: oltre al valore tecnico, serviranno anche per adattarsi alle condizioni climatiche che la squadra ritroverà nella Coppa del Mondo tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il Portogallo è inserito nel Gruppo K insieme a Uzbekistan, Colombia e una squadra proveniente dai playoff intercontinentali.
I 27 convocati del Portogallo
Portieri: Diogo Costa (Porto), José Sá (Wolverhampton), Rui Silva (Sporting CP)
Difensori: Matheus Nunes (Manchester City), Diogo Dalot (Manchester United), João Cancelo (Barcellona), Nuno Mendes (PSG), Gonçalo Inácio (Sporting CP), Renato Veiga (Villarreal), António Silva (Benfica), Tomás Araújo (Benfica)
Centrocampisti: Rúben Neves (Al Hilal), Samú Costa (Maiorca), Mateus Fernandes (West Ham), João Neves (PSG), Vitinha (PSG), Bruno Fernandes (Manchester United), Rodrigo Mora (Porto)
Attaccanti: Ricardo Horta (Braga), Pedro Gonçalves (Sporting CP), João Félix (Al Nassr), Francisco Trincão (Sporting CP), Francisco Conceição (Juventus), Rafael Leão (Milan), Pedro Neto (Chelsea), Gonçalo Guedes (Real Sociedad), Gonçalo Ramos (PSG)
Italia, via alla Missione Mondiale: i 28 convocati di Gattuso e tutti gli assenti
Con la lista diramata da Gennaro Gattuso scatta ufficialmente la “Missione Mondiale” della Italia. Gli azzurri si raduneranno domenica sera a Coverciano, con due giorni di lavoro prima del trasferimento a Bergamo, dove giovedì 26 marzo affronteranno l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff. In caso di vittoria, il 31 marzo ci sarà la finale in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina.
Gli assenti: da Vicario a Zaccagni
Non mancano però le defezioni. L’ultimo a dare forfait è Guglielmo Vicario, non al meglio dopo l’ultima gara con il Tottenham. Out anche Matteo Gabbia e Giovanni Di Lorenzo, mentre Marco Verratti non è stato convocato per problemi al ginocchio. Stop pesante anche per Mattia Zaccagni, fermato da una lesione muscolare che lo terrà fuori per circa un mese. Tra le esclusioni tecniche spiccano Lorenzo Pellegrini e Samuele Ricci a centrocampo, oltre a Riccardo Orsolini, Federico Bernardeschi, Nicolò Zaniolo e Domenico Berardi in attacco.
I 28 convocati dell’Italia
Prima convocazione in azzurro per Diego Coppola, difensore del Cagliari, mentre in attacco torna Federico Chiesa, di nuovo a disposizione dopo gli ultimi mesi complicati. Rientrano nel gruppo anche Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli.
Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli)
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli)
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle)
Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta)
Suker: "Francia '98 è nella mia anima. Croazia pronta a vincere il Mondiale"
Il ricordo è indelebile, quasi viscerale. Davor Suker torna a parlare dell’impresa di Francia ’98 in un’intervista esclusiva alla FIFA, rievocando il torneo che ha segnato la nascita della Croazia sul palcoscenico mondiale. "Francia ’98 non è solo un torneo nei miei ricordi, è qualcosa di cucito nella mia anima", ha raccontato l’ex attaccante, simbolo di quella squadra capace di chiudere al terzo posto alla sua prima partecipazione assoluta.
La favola di una nazione appena nata
Suker non ricorda solo i gol - sei in totale, che gli valsero la Scarpa d’Oro - ma soprattutto il significato collettivo di quel cammino:
"Ricordo uno spogliatoio pieno di fiducia e una nazione che si annunciava al mondo".
Accanto a lui, una generazione destinata a entrare nella storia, con nomi come Zvonimir Boban, Robert Prosinecki e Slaven Bilic.
Dalla vittoria all’esordio contro la Giamaica fino allo storico 3-0 sulla Germania nei quarti, la Croazia cambiò le gerarchie del calcio mondiale:
"Quando segni il 3-0 alla Germania, senti la storia cambiare sotto i tuoi scarpini".
Capocannoniere tra le leggende
In un torneo con campioni come Ronaldo, Baggio e Shearer, fu proprio Suker a chiudere davanti a tutti nella classifica marcatori.
"Non era gloria personale: era piantare la bandiera croata sul palcoscenico più grande del mondo". Un’impresa che ha segnato per sempre la sua carriera e l’identità calcistica del Paese.
Dal campo alla scrivania
Dopo aver chiuso la carriera in nazionale nel 2002, da capitano, Suker ha continuato a essere protagonista anche fuori dal campo, diventando presidente della federazione dal 2012 al 2021. Durante il suo mandato, la Croazia ha raggiunto la finale del Mondiale 2018, confermandosi tra le grandi del calcio internazionale. "È un privilegio aver vissuto questi momenti sia da giocatore che da presidente".
Sguardo al 2026
Oggi, guardando al Mondiale 2026 in Nord America, Suker vede una Croazia ormai matura:
"Non siamo più una sorpresa. Quando arrivi secondo e poi terzo, giochi per vincere". Pur indicando tra le favorite Francia, Argentina, Brasile e Inghilterra, il messaggio è chiaro: la Croazia non avrà paura di nessuno. Dalla notte di Lens al futuro, il filo non si è mai spezzato. E per Suker, tutto è iniziato lì: in quel Mondiale diventato, per sempre, parte della sua anima.
Italia, sospiro Tonali: solo edema, verso la convocazione per i playoff Mondiali
Buone notizie per la Italia e per Sandro Tonali. Il centrocampista del Newcastle, uscito per infortunio durante Barcellona-Newcastle, ha riportato soltanto un edema alla coscia sinistra: nessuna lesione, e convocazione ormai vicina per la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord del 26 marzo a Bergamo. Un vero sospiro di sollievo per il ct Gennaro Gattuso, che potrà contare su uno dei pilastri del centrocampo azzurro in una sfida decisiva per il Mondiale 2026.
Le condizioni e la gestione
Gli esami strumentali hanno escluso problemi più seri, confermando un semplice edema. Tonali sarà dunque inserito nella lista dei convocati, anche se lo staff medico continuerà a monitorarne le condizioni giorno per giorno. Resta da capire se il Newcastle deciderà di utilizzarlo già nel derby contro il Sunderland oppure gestirlo in vista degli impegni con la Nazionale.
Le parole di Gravina
A confermare l’ottimismo era stato anche il presidente FIGC Gabriele Gravina:
“Le analisi hanno dato rassicurazioni, cercheremo di recuperarlo in tempo”.
Gli altri dubbi di formazione
Se per Tonali l’allarme è rientrato, qualche apprensione resta per Alessandro Bastoni, alle prese con un problema alla tibia. A centrocampo, in caso di necessità, resta in corsa Samuele Ricci come possibile alternativa.
Il rebus fascia sinistra
Il nodo principale riguarda però l’esterno mancino: con Mattia Zaccagni fuori, il ct valuta diverse soluzioni. In pole c’è Federico Bernardeschi, mentre Federico Chiesa resta più indietro per via del poco minutaggio con il Liverpool. Possibili alternative anche Daniel Maldini, adattato da Maurizio Sarri alla Lazio, e Lorenzo Pellegrini, avanzato nel nuovo assetto della Roma guidata da Gian Piero Gasperini.
Attesa per la lista
La lista definitiva dei convocati (tra 28 e 29 giocatori) è attesa a breve. Poi sarà il campo a dare le risposte decisive: prima l’Irlanda del Nord, poi - in caso di vittoria - la finale contro una tra Galles e Bosnia-Erzegovina. E con Tonali recuperato, l’Italia può affrontare la sfida con una certezza in più.
Gravina carica l’Italia: “Ai Mondiali anche a nuoto. Irlanda del Nord? Ottimista, ma teso”
A pochi giorni dalla semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, cresce la tensione attorno alla Italia. A fotografare il momento è il presidente federale Gabriele Gravina, intervenuto ieri al termine del Consiglio federale in conferenza stampa.
Il messaggio è chiaro e diretto: “La spinta del Paese deve portare questi ragazzi in America, a costo di andarci a nuoto”. Un richiamo forte all’unità e all’energia del gruppo, con il riferimento a quanto accaduto a Euro 2021, quando - parole sue - una squadra “normale” riuscì a diventare straordinaria proprio grazie all’entusiasmo collettivo".
“Sono ottimista, ma anche teso”
Gravina non nasconde però le emozioni alla vigilia di una sfida decisiva:
“Sono ottimista, ma ho un cuore anche io. Sono teso, emotivo, le emozioni mi alimentano”.
Il numero uno della FIGC ha inoltre sottolineato la propria vicinanza alla squadra:
“Raggiungerò il gruppo dal primo giorno e starò sempre con loro”.
Clima caldo e fiducia ritrovata
Segnali positivi arrivano anche dall’ambiente: la risposta del pubblico è stata immediata, con il sold out registrato in tempi record per la sfida di Bergamo. Un dato che, secondo Gravina, conferma come non ci sia sfiducia attorno agli Azzurri, ma anzi un forte sostegno in vista di una gara che vale l’accesso alla finale playoff. Contro l’Irlanda del Nord sarà dunque una notte da dentro o fuori. E, come ribadito dal presidente federale, servirà tutto: qualità, carattere e soprattutto quella “spinta del Paese” che può fare la differenza.
Ibrahimovic volto del Mondiale: sarà opinionista Fox Sports dal debutto dell’11 giugno
Nuova avventura per Zlatan Ibrahimović, che al suo ruolo dirigenziale affiancherà anche quello televisivo. L’ex attaccante, oggi senior advisor del Milan per conto di RedBird Capital Partners, sarà uno degli opinionisti di punta di Fox Sports per i Mondiali 2026. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente dell’emittente, Brad Zager, che ha sottolineato come Ibrahimovic fosse una priorità assoluta per la copertura del torneo.
Debutto l’11 giugno e doppio ruolo
Lo svedese farà il suo esordio in studio dall’11 giugno, giorno d’inizio della Coppa del Mondo. Un impegno che si incastrerà con la sua attività dirigenziale legata al Milan, in un periodo chiave anche per il mercato estivo. Una doppia veste che conferma come Ibrahimovic sia ormai una figura centrale nel calcio anche fuori dal campo: dirigente, uomo immagine e ora anche analista televisivo.
Una “super squadra” in studio
Fox Sports sta costruendo un team di altissimo livello per raccontare il Mondiale. Con Ibrahimovic ci sarà anche Thierry Henry, mentre restano in corso contatti con David Beckham e Jürgen Klopp. L’obiettivo è offrire una copertura spettacolare e ricca di contenuti, in linea con un torneo che sarà il più grande di sempre.
Dalla leggenda in campo alla voce del Mondiale
Dopo il ritiro nel 2023, Ibrahimovic ha intrapreso un nuovo percorso mantenendo un ruolo di primo piano nel mondo del calcio. Ora, con questa esperienza da opinionista, aggiunge un ulteriore tassello alla sua carriera. Il Mondiale 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio, avrà quindi anche Zlatan tra i protagonisti. Non più in campo, ma comunque sotto i riflettori.
Giroud tra futuro e Mondiale: “Voglio continuare, ma deciderà il corpo”
Il futuro di Olivier Giroud resta tutto da scrivere. L’attaccante del Lille, in scadenza a giugno, non ha ancora preso una decisione sulla prossima stagione, come raccontato in un’intervista rilasciata a RMCSport (rmcsport.bfmtv.com). Dopo la vittoria contro il Rennes, il 39enne ha spiegato che i discorsi con il club arriveranno più avanti, mentre ora l’attenzione è tutta sugli impegni di fine stagione. Nessuna opzione già prevista nel contratto e nessuna scelta definitiva.
Voglia di giocare, ma con una condizione
Giroud non nasconde la motivazione: continuare è un’idea concreta, finché il fisico reggerà e le condizioni saranno giuste per lui e per il club. Il fattore decisivo resta proprio quello fisico, che guiderà ogni valutazione. Il ritorno in Francia ha inoltre avuto un peso importante: l’accoglienza ricevuta e l’affetto dei tifosi, anche avversari, hanno rafforzato il suo legame con il calcio giocato.
Ipotesi Mondiale… da commentatore
Tra le opzioni per l’estate c’è anche una possibile esperienza diversa, legata alla Coppa del Mondo 2026. Giroud ha infatti aperto alla possibilità di lavorare come consulente per alcune partite della fase a gironi: è tra i profili valutati dall’emittente francese M6 assieme a Raphaël Varane, ex difensore di Real Madrid e Manchester United. Una prospettiva che dipenderà direttamente dalla sua decisione sul futuro: continuare a giocare o iniziare una nuova fase della carriera.
Sabrina Carpenter pazza per Messi: balla in maglia Argentina e conquista i tifosi
La passione per il calcio - e soprattutto per Lionel Messi - arriva anche dal mondo della musica. La popstar Sabrina Carpenter ha infatti pubblicato su TikTok un video diventato subito virale, in cui balla sulle note di Bad Bunny indossando la maglia dell’Argentina campione del mondo.
Il filmato, registrato durante l’halftime show del Super Bowl ma pubblicato ora mentre è in tour in Sud America, è accompagnato da una didascalia semplice ma eloquente: un chiaro omaggio all’Albiceleste.
Un amore che viene da lontano
Non è la prima volta che la cantante americana mostra il suo legame con Messi. Già nel 2023, durante una performance come opening act del tour di Taylor Swift, aveva inserito un riferimento diretto al fuoriclasse argentino, confermando una simpatia mai nascosta.
Argentina, obiettivo difesa del titolo
Il gesto arriva in un momento simbolico: la Argentina si prepara infatti a difendere il titolo mondiale nella Coppa del Mondo 2026, in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada a partire dall’11 giugno.
Tra musica, social e calcio, l’effetto è immediato: l’icona pop americana e il campione argentino si incontrano - almeno simbolicamente - in un contenuto che ha già fatto il giro del web.
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