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Playoff Mondiali, Bolivia in finale: rimonta sul Suriname e sfida decisiva contro l’Iraq
Playoff Mondiali, Bolivia in finale: rimonta sul Suriname e sfida decisiva contro l’Iraq
La Bolivia conquista la finale del Torneo di Playoff intercontinentali per i Mondiali 2026. A Monterrey la nazionale sudamericana supera 2-1 il Suriname in rimonta, guadagnandosi la sfida decisiva contro l’Iraq, che metterà in palio un posto nella fase finale della Coppa del Mondo. La partita si è decisa tutta nella ripresa. Dopo il vantaggio del Suriname, la squadra guidata da Óscar Villegas ha reagito con carattere ribaltando il risultato in pochi minuti grazie ai gol di Moisés Paniagua e Miguel Terceros. Suriname avanti, poi la rimonta boliviana La gara allo Stadio di Monterrey era iniziata con grande equilibrio. Nel primo tempo il Suriname aveva già dato segnali di pericolosità, con Joël Piroe vicino al gol dopo un’azione costruita con Gyrano Kerk. La Bolivia, invece, si è salvata grazie a un intervento decisivo del portiere Guillermo Viscarra, bravo a respingere una conclusione ravvicinata di Leo Abena. Il vantaggio del Suriname è arrivato poco dopo l’intervallo. Al 48’ Van Gelderen ha sfruttato una situazione confusa nell’area boliviana, trasformando in rete la seconda occasione dopo un tiro di Melayro Bogarde respinto dalla difesa. Paniagua e Terceros cambiano la partita La reazione della Bolivia è stata immediata. Il pareggio è arrivato al 72’ grazie al diciottenne Moisés Paniagua, entrato dalla panchina e autore del suo primo gol con la nazionale: un destro preciso che si è infilato nell’angolo. Pochi minuti più tardi la svolta definitiva. Un errore difensivo del Suriname ha portato al calcio di rigore per la Bolivia e Miguel Terceros non ha sbagliato dal dischetto, firmando il 2-1 al 79’ e completando la rimonta. Per Terceros si tratta dell’ottava rete in questa campagna di qualificazione, un gol che mantiene viva la speranza della Bolivia di tornare ai Mondiali per la prima volta da USA 1994. Ora la sfida decisiva con l’Iraq La vittoria porta la Bolivia alla finale del percorso B dei playoff intercontinentali, dove affronterà l’Iraq in una partita secca che assegnerà uno degli ultimi posti disponibili per il Mondiale 2026. Il centrocampista Ramiro Vaca ha sottolineato la difficoltà della gara, spiegando che la squadra si aspettava una partita molto fisica e complicata. Nonostante lo svantaggio iniziale, la Bolivia è riuscita a reagire e a creare diverse occasioni, ottenendo una vittoria fondamentale per continuare a inseguire il sogno mondiale.
Playoff Mondiali, la Giamaica batte la Nuova Caledonia: decisivo Cadamarteri, ora la finale con la RD Congo
Playoff Mondiali, la Giamaica batte la Nuova Caledonia: decisivo Cadamarteri, ora la finale con la RD Congo
La Giamaica conquista la finale del torneo di playoff intercontinentali per i Mondiali 2026. A Guadalajara i Reggae Boyz superano 1-0 la Nuova Caledonia e si guadagnano lo spareggio decisivo contro la Repubblica Democratica del Congo, in programma il 31 marzo. A decidere la semifinale è stato Bailey Cadamarteri, autore della rete che ha indirizzato la partita già nel primo tempo. L’attaccante, che fino a due anni fa giocava con la nazionale inglese Under-19, ha trovato il gol al 18’, approfittando di una respinta del portiere Rocky Nyikeine dopo una punizione calciata da Ronaldo Webster. Cadamarteri firma il successo La squadra caraibica è passata in vantaggio dopo poco più di un quarto d’ora. Cadamarteri aveva inizialmente conquistato il calcio piazzato, poi si è avventato sul pallone respinto dall’estremo difensore avversario, battendolo con un tocco preciso e regalando alla Giamaica il gol che ha deciso l’incontro. Per il giovane attaccante si tratta di una serata speciale: a sei mesi dal debutto con la nazionale giamaicana, ha firmato la rete che mantiene vive le speranze dei Reggae Boyz di partecipare alla loro seconda Coppa del Mondo. Nuova Caledonia vicina al pareggio Nonostante il divario nel ranking internazionale – la Nuova Caledonia è intorno al 150° posto nella classifica FIFA – la squadra oceanica ha provato a restare in partita. Nel primo tempo Joseph Athale e Georges Gope-Fenepej hanno tentato la conclusione dalla distanza, trovando però la risposta del portiere giamaicano Andre Blake, decisivo nel mantenere il vantaggio. Nella ripresa la Giamaica ha avuto diverse occasioni per chiudere la gara. Il subentrato Bobby De Cordova-Reid ha sfiorato il gol con un tiro da oltre metà campo dopo aver visto Nyikeine fuori dai pali, mentre Webster e lo stesso De Cordova-Reid non sono riusciti a sfruttare altre opportunità nel finale. Finale decisiva contro la RD Congo Il successo permette alla Giamaica di restare in Messico per la partita che assegnerà il pass per il Mondiale. Martedì i caraibici affronteranno la Repubblica Democratica del Congo, già qualificata alla finale del percorso. Il capitano Andre Blake ha definito la gara molto combattuta, sottolineando come la squadra abbia difeso bene e ottenuto una vittoria preziosa, anche se avrebbe potuto segnare qualche gol in più. L’obiettivo ora è chiaro: vincere la prossima partita, indipendentemente da come arriverà il risultato. Anche il commissario tecnico Rudolph Speid ha parlato di una prestazione aggressiva e intensa, sottolineando come la squadra abbia ritrovato entusiasmo e fiducia. Per la Nuova Caledonia, invece, resta la delusione per un sogno sfumato. Il centrocampista Joseph Athale ha riconosciuto la difficoltà del torneo, ma ha ribadito che la squadra era arrivata in Messico convinta di poter dire la sua e non solo per partecipare.
Playoff Mondiali, Italia in finale con la Bosnia: avanti anche Svezia, Polonia, Danimarca, Turchia e Kosovo
Playoff Mondiali, Italia in finale con la Bosnia: avanti anche Svezia, Polonia, Danimarca, Turchia e Kosovo
L’Italia supera l’ostacolo Irlanda del Nord e conquista la finale del Percorso A dei playoff europei per i Mondiali 2026. A Bergamo gli azzurri si impongono 2-0, assicurandosi la sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina, che ha eliminato il Galles ai calci di rigore. Il quadro delle semifinali ha definito anche le altre finali dei playoff UEFA: Svezia-Polonia, Kosovo-Turchia e Danimarca-Cechia, con sei nazionali ancora in corsa per gli ultimi quattro posti europei al Mondiale. Italia, missione compiuta a Bergamo Davanti al pubblico dello stadio di Bergamo, la squadra di Gennaro Gattuso ha piegato la resistenza dell’Irlanda del Nord grazie a due reti nella ripresa. A rompere l’equilibrio è stato Sandro Tonali al 56’, mentre Moise Kean ha chiuso la partita a dieci minuti dal termine. Nel primo tempo gli azzurri hanno mantenuto il controllo del gioco, trovando però pochi spazi contro una squadra molto compatta. Dopo l’intervallo la partita è cambiata ritmo e l’Italia ha aumentato la pressione offensiva fino al gol del vantaggio. Nel finale, con gli ingressi dalla panchina per dare nuova energia alla squadra, è arrivato anche il raddoppio che ha messo in sicurezza il risultato. Gattuso ha spiegato che la squadra ha faticato inizialmente nella circolazione della palla, ma nella ripresa è riuscita ad alzare il ritmo del gioco, creando le condizioni per conquistare il successo. Ora l’attenzione è tutta sulla finale del percorso. Bosnia avanti ai rigori Sarà la Bosnia ed Erzegovina l’avversaria degli azzurri. La squadra balcanica ha eliminato il Galles a Cardiff dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e dei supplementari, imponendosi poi nella serie dei rigori. I gallesi erano passati in vantaggio con Daniel James, ma nel finale Edin Džeko ha riportato il punteggio in parità con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dal dischetto è stato decisivo l’errore di Neco Williams e il rigore conclusivo trasformato da Kerim Alajbegović. Percorso B: Svezia e Polonia a un passo dal Mondiale Nel Percorso B saranno Svezia e Polonia a giocarsi il pass per la fase finale. Gli scandinavi hanno battuto l’Ucraina per 3-1, trascinati da una straordinaria tripletta di Viktor Gyökeres. L’attaccante ha sbloccato il risultato dopo pochi minuti e ha poi completato la sua serata perfetta con altre due reti, una delle quali su calcio di rigore. La Polonia, invece, ha superato l’Albania per 2-1 in rimonta. Gli ospiti erano passati in vantaggio con Arber Hoxha, ma nella ripresa prima Robert Lewandowski e poi Piotr Zieliński hanno ribaltato la gara, regalando ai polacchi la finale. Percorso C: sfida tra Kosovo e Turchia  Nel Percorso C la finale sarà Kosovo-Turchia. Il Kosovo ha conquistato un successo spettacolare contro la Slovacchia, vincendo 4-3 al termine di una gara ricca di colpi di scena. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, gli ospiti hanno reagito con carattere ribaltando la partita nella ripresa e resistendo nel finale. La Turchia, invece, ha superato di misura la Romania grazie alla rete di Ferdi Kadıoğlu nella seconda metà di gara. Decisivo l’assist di Arda Güler, mentre nel finale entrambe le squadre hanno colpito un legno. Percorso D: Danimarca travolgente, Cechia ai rigori Nel Percorso D la finale sarà tra Danimarca e Cechia. I danesi hanno dominato la semifinale contro la Macedonia del Nord, vincendo 4-0 grazie ai gol di Damsgaard, alla doppietta di Isaksen e alla rete di Norgaard. Più sofferta invece la qualificazione della Cechia, che ha eliminato l’Irlanda solo dopo la lotteria dei rigori. Dopo il 2-2 maturato nei tempi regolamentari e supplementari, i cechi hanno avuto la meglio dal dischetto conquistando la finale. Ora restano quattro finali per decidere quali nazionali europee raggiungeranno il Mondiale 2026. Per l’Italia l’ultimo ostacolo si chiama Bosnia ed Erzegovina: una partita che vale l’ingresso nella rassegna iridata.
Esultanza dell’Italia dopo Bosnia-Galles, polemica sui social bosniaci
Esultanza dell’Italia dopo Bosnia-Galles, polemica sui social bosniaci
Un video trasmesso dalla Rai nel post partita della semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord ha fatto rapidamente il giro dei social, finendo anche sulle pagine dedicate al calcio bosniaco. Nelle immagini si vedono alcuni giocatori azzurri reagire con entusiasmo al risultato della sfida tra Bosnia ed Erzegovina e Galles, vinta dalla selezione balcanica ai calci di rigore. La scena è stata condivisa da diversi profili seguiti dai tifosi bosniaci, tra cui la pagina Bosnian Football, che ha interpretato quel momento come un gesto poco elegante nei confronti della nazionale guidata da Edin Dzeko. Nel filmato compaiono alcuni azzurri - tra cui Federico Dimarco, Guglielmo Vicario e Francesco Pio Esposito - mentre seguono gli ultimi minuti dell’altra semifinale e reagiscono alla qualificazione della Bosnia, che sarà l’avversaria dell’Italia nella finale dei playoff. Il gesto è stato interpretato in modo negativo da una parte dei tifosi bosniaci, che sui social hanno parlato di atteggiamento poco rispettoso e hanno promesso una risposta sul campo nella sfida di Zenica. L’episodio, però, può essere letto anche in modo diverso. Per l’Italia affrontare la Bosnia significherà una trasferta logisticamente più semplice rispetto a Cardiff e con una possibile presenza più consistente di tifosi azzurri sugli spalti. Inoltre nella squadra bosniaca militano diversi giocatori conosciuti nel calcio italiano, a partire da Edin Dzeko, ex compagno di squadra di Dimarco all’Inter. In ogni caso le immagini hanno acceso la discussione sui social e contribuito ad aumentare la tensione in vista della partita decisiva per l’accesso ai Mondiali.
Italia, boom di ascolti: oltre 10 milioni davanti alla tv per la vittoria sull’Irlanda del Nord
Italia, boom di ascolti: oltre 10 milioni davanti alla tv per la vittoria sull’Irlanda del Nord
Grande seguito televisivo per l’Italia. La semifinale dei play-off per la Coppa del Mondo FIFA 2026 contro l’Irlanda del Nord, trasmessa in diretta su Rai 1 e vinta dagli Azzurri per 2-0, ha registrato 10.036.000 telespettatori con il 43,82% di share. Numeri che hanno reso la partita il programma più visto della prima serata, con un distacco netto rispetto agli altri programmi in palinsesto. Ora l’attenzione si sposta sulla finale dei play-off: martedì alle 20.45 l’Italia affronterà in trasferta la Bosnia ed Erzegovina allo stadio di Zenica. Anche questa sfida decisiva sarà trasmessa in diretta su Rai 1.
Baraclough ricorda il pari del 2021: “Italia favorita, ma la pressione è tutta sugli azzurri”
Baraclough ricorda il pari del 2021: “Italia favorita, ma la pressione è tutta sugli azzurri”
Il ricordo dell’ultimo confronto tra Italia e Irlanda del Nord è ancora vivo nella memoria del calcio azzurro. Era il 15 novembre 2021, a Belfast, durante le qualificazioni al Mondiale in Qatar. Nonostante un dominio nel possesso palla – oltre il 70% – la squadra guidata allora da Roberto Mancini non riuscì a trovare il gol e la partita terminò 0-0. Quel risultato consentì alla Svizzera di chiudere al primo posto nel girone, costringendo l’Italia a passare dagli spareggi. Un percorso che si concluse con la clamorosa eliminazione contro la Macedonia del Nord. Sulla panchina nordirlandese in quella serata c’era Ian Baraclough, commissario tecnico della nazionale tra il 2020 e il 2022. Ripensando a quella gara, l’allenatore inglese ha raccontato a TuttoMercatoWeb.com un episodio che coinvolge Gianluca Vialli. Baraclough ha spiegato che, al termine della partita, l’ex attaccante azzurro andò a complimentarsi con lui per la prestazione difensiva della sua squadra, definendola quasi una “lezione di difesa all’italiana”. Un riconoscimento che il tecnico ricorda con grande orgoglio, soprattutto perché arrivato da una figura di grande spessore nel calcio internazionale, anche se quella partita ebbe conseguenze pesanti per la Nazionale italiana. Guardando allo spareggio attuale, Baraclough ritiene che l’Italia parta nettamente favorita. La tradizione, la qualità dei giocatori e il peso della storia rendono gli azzurri la squadra da battere. Tuttavia, sottolinea come nelle partite secche possa accadere di tutto, soprattutto se la sfida dovesse arrivare fino ai calci di rigore. Secondo l’ex ct, anche una nazionale che parte sfavorita può riuscire a bloccare gli azzurri, proprio come accadde nel 2021. L’Irlanda del Nord arriva alla sfida con qualche assenza pesante. Mancano infatti Conor Bradley, esterno del Liverpool, e Dan Ballard del Sunderland, due giocatori abituati ai ritmi della Premier League. Nonostante questo, Baraclough sottolinea come negli ultimi anni il movimento calcistico nordirlandese abbia prodotto diversi giovani interessanti, aumentando le possibilità della squadra di restare competitiva. Tra i punti di forza della selezione guidata oggi da Michael O’Neill, l’ex tecnico indica soprattutto l’intensità fisica e la capacità di rendere complicata la partita agli avversari. A questo si aggiunge l’apporto di alcuni giovani che hanno portato entusiasmo e dinamismo alla squadra. Uno dei nomi citati è Isaac Price, centrocampista del West Bromwich, che negli ultimi anni si è messo particolarmente in evidenza. Baraclough conferma inoltre la pericolosità dell’Irlanda del Nord sui calci piazzati, un aspetto già evidenziato anche dal ct azzurro Gennaro Gattuso alla vigilia della sfida. Infine, l’ex commissario tecnico ha parlato anche della pressione che circonda la Nazionale italiana. Dopo il trionfo all’Europeo del 2021, la mancata qualificazione al Mondiale successivo ha aumentato il peso delle aspettative. Quando una squadra con la storia e il palmarès dell’Italia attraversa un momento difficile, spiega Baraclough, ogni sconfitta finisce inevitabilmente sotto i riflettori del calcio mondiale.
Pazzini: “Pio Esposito può essere la carta in più dell’Italia. Pressione? Tocca ai veterani”
Pazzini: “Pio Esposito può essere la carta in più dell’Italia. Pressione? Tocca ai veterani”
Per Giampaolo Pazzini uno dei nomi da seguire con più attenzione nell’Italia impegnata negli spareggi mondiali è quello di Pio Esposito. L’ex attaccante azzurro, intervistato da la Repubblica e intervenuto anche a SportMediaset, vede nel giovane talento dell’Inter una possibile arma in più per la Nazionale che questa sera affronta l’Irlanda del Nord. Secondo Pazzini, l’Italia sta finalmente tornando alla propria identità calcistica dopo anni in cui aveva cercato di imitare altri modelli. L’ex bomber ricorda come, a partire dal 2008, il calcio italiano abbia provato a prendere spunto dalla Spagna, finendo però per perdere alcune caratteristiche storiche. Ora, a suo giudizio, si sta lentamente recuperando la tradizione. Nel corso dell’intervista, Pazzini ha spiegato di ritrovare alcune caratteristiche del proprio gioco in Retegui, ma anche nello stesso Pio Esposito. L’ex Sampdoria ha poi sottolineato il problema della scarsità di attaccanti italiani negli ultimi anni, spiegando che la soluzione non passa da quote obbligatorie per i calciatori italiani in Serie A. Piuttosto, a suo avviso, servono investimenti concreti in strutture e settori giovanili. Ripensando alla sua carriera, Pazzini ha ricordato anche il periodo alla Sampdoria accanto ad Antonio Cassano, una coppia offensiva che fece molto bene in quegli anni. Secondo l’ex centravanti, nel calcio italiano oggi si sente la mancanza di giocatori con quelle qualità tecniche e quella creatività. Negli ultimi tempi Pazzini si è fatto notare anche come opinionista, scegliendo uno stile diretto. Ha raccontato di aver capito che non ha senso limitarsi a commenti scontati e che, potendo tornare indietro, avrebbe mostrato maggiore schiettezza anche quando era ancora un calciatore. Parlando invece dell’Italia di Gennaro Gattuso, Pazzini ha detto di apprezzare le scelte del commissario tecnico, sottolineando come il gruppo azzurro lavori insieme da tempo e abbia attaccanti in grado di trascinare la squadra verso il Mondiale. Sulla possibile coppia offensiva, l’ex attaccante ha spiegato che molto dipenderà dalle condizioni fisiche dei singoli. Kean non è al meglio e Raspadori è appena rientrato, ma per Pazzini Pio Esposito ha buone possibilità di trovare spazio. Quanto alle aspettative attorno al giovane attaccante, Pazzini invita alla cautela. Ritiene infatti che l’eccessiva pressione mediatica non sia utile per un giocatore così giovane, che dovrebbe invece esprimersi con leggerezza e senza troppe responsabilità sulle spalle. Il peso maggiore, secondo lui, deve ricadere sui calciatori con più esperienza internazionale, chiamati a guidare il gruppo nei momenti decisivi. L’ex bomber ha poi citato anche Bernardeschi e Zaniolo, che a suo giudizio stanno disputando una stagione positiva e avrebbero potuto avere una possibilità. Tuttavia riconosce che Gattuso ha privilegiato la continuità del gruppo e che le scelte sono spesso legate anche a moduli e equilibri tattici. Guardando allo spareggio mondiale, Pazzini si dice fiducioso sul cammino dell’Italia. L’insidia maggiore, secondo lui, potrebbe arrivare dalla partita decisiva in trasferta, dove l’ambiente e la pressione del pubblico possono diventare fattori determinanti. Nonostante questo, l’ex attaccante resta ottimista e spera di vedere gli Azzurri conquistare il pass per il prossimo Mondiale.
Mondiali 2026, corsa agli ultimi posti: 22 nazionali in gioco per 6 pass, l’Italia parte dagli spareggi
Mondiali 2026, corsa agli ultimi posti: 22 nazionali in gioco per 6 pass, l’Italia parte dagli spareggi
Dalla nazionale più titolata d’Europa, l’Italia quattro volte campione del mondo, fino al Suriname che sogna una storica prima partecipazione: sono ancora 22 le selezioni in corsa per gli ultimi biglietti verso il Mondiale 2026. Il quadro definitivo si completerà tra pochi giorni. Il 31 marzo verranno assegnati gli ultimi sei posti disponibili per la Coppa del Mondo che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Le squadre qualificate finora sono già 42 e attendono di conoscere le ultime avversarie. Tra le nazionali che sperano di unirsi al gruppo c’è anche l’Italia. Gli Azzurri devono però superare un doppio turno di spareggio, lo stesso percorso previsto per tutte le squadre europee rimaste in gara. Il primo ostacolo è in programma oggi, giovedì 26 marzo, a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. In caso di vittoria, la nazionale italiana tornerà in campo il 31 marzo, affrontando in trasferta la vincente tra Galles e Bosnia-Erzegovina, con possibili sedi a Cardiff o Sarajevo. Sei posti ancora disponibili Il conto alla rovescia riguarda sei pass per il Mondiale. Quattro saranno assegnati tramite gli spareggi europei, mentre gli ultimi due arriveranno dai playoff intercontinentali. Questi ultimi si disputeranno in due città messicane che ospiteranno anche la fase finale del torneo: Guadalajara e Monterrey. I playoff europei Sedici nazionali europee sono state distribuite in quattro percorsi, ognuno strutturato con due semifinali e una finale. Solo la squadra che vincerà la finale di ogni percorso otterrà la qualificazione al Mondiale. Percorso A Semifinali (26 marzo) Italia – Irlanda del Nord Galles – Bosnia-Erzegovina Finale (31 marzo) Vincente Galles/Bosnia-Erzegovina – Vincente Italia/Irlanda del Nord Percorso B Semifinali (26 marzo) Ucraina – Svezia Polonia – Albania Finale (31 marzo) Vincente Ucraina/Svezia – Vincente Polonia/Albania Percorso C Semifinali (26 marzo) Turchia – Romania Slovacchia – Kosovo Finale (31 marzo) Vincente Slovacchia/Kosovo – Vincente Turchia/Romania Percorso D Semifinali (26 marzo) Danimarca – Macedonia del Nord Repubblica Ceca – Irlanda Finale (31 marzo) Vincente Repubblica Ceca/Irlanda – Vincente Danimarca/Macedonia del Nord Gli spareggi intercontinentali Gli ultimi due posti per la Coppa del Mondo saranno invece assegnati attraverso i playoff intercontinentali, che coinvolgono sei nazionali provenienti da diverse confederazioni. La Repubblica Democratica del Congo è già qualificata alla finale di un tabellone e aspetta la vincente tra Nuova Caledonia e Giamaica. Nell’altra parte del quadro, invece, l’Iraq affronterà la squadra che uscirà vincitrice dalla sfida tra Bolivia e Suriname. Semifinali (26 marzo) Nuova Caledonia – Giamaica Bolivia – Suriname Finali (31 marzo) Repubblica Democratica del Congo – Vincente Nuova Caledonia/Giamaica Iraq – Vincente Bolivia/Suriname Cosa succede alle squadre eliminate? Le nazionali che perderanno le semifinali dei playoff europei scenderanno comunque in campo il 31 marzo. Non si tratterà però di una partita valida per la qualificazione: le perdenti giocheranno una gara amichevole, organizzata nella sede prevista per la finale del rispettivo percorso.
Vieri: “L’Italia ai Mondiali? Non lo sa nessuno, ma dobbiamo farcela”
Vieri: “L’Italia ai Mondiali? Non lo sa nessuno, ma dobbiamo farcela”
“Non lo sa nessuno, ma sono ottimista”. Christian Vieri, intervistato dal Corriere della Sera, risponde così alla domanda che accompagna l’Italia alla vigilia dei playoff: gli Azzurri riusciranno a qualificarsi alla Coppa del Mondo 2026? “Siamo l’Italia, dobbiamo farcela”, sottolinea l’ex centravanti della Nazionale, che non prese parte al trionfo mondiale del 2006 per un infortunio. Fiducia per la sfida con l’Irlanda del Nord Secondo Vieri la partita contro l’Irlanda del Nord non sarà semplice, ma il fattore campo può fare la differenza. “Sono motivati e corrono tanto, ma si gioca a Bergamo in uno stadio tutto azzurro”, ha spiegato, mostrando fiducia nelle possibilità della squadra guidata da Gennaro Gattuso. Il consiglio a Gattuso: Retegui-Kean Vieri evita di dare suggerimenti al suo ex compagno di squadra, ma indica comunque quale sarebbe la sua scelta in attacco: “Non gli devo suggerire nulla, ma partirei con Retegui e Kean”. Per il giovane Francesco Pio Esposito, invece, l’ex bomber vede un impiego più graduale: “Meglio farlo entrare a partita in corso. È il futuro e va lasciato tranquillo”. La pressione sui giovani Proprio parlando del talento dell’Inter, Vieri ha sottolineato come in Italia spesso si pretenda troppo dai giovani. “In Spagna, se Lamine Yamal sbaglia una partita, non succede nulla. Da noi c’è troppa pressione, succede il finimondo”. Un messaggio chiaro: per tornare ai Mondiali, l’Italia dovrà sì vincere, ma anche proteggere e far crescere i suoi nuovi talenti.
Mondiali 2026, visto fino a 15mila dollari per entrare negli USA: FIFA tratta per esentare i giocatori
Mondiali 2026, visto fino a 15mila dollari per entrare negli USA: FIFA tratta per esentare i giocatori
A meno di tre mesi dal via della Coppa del Mondo FIFA 2026, emergono nuove complicazioni legate ai visti per entrare negli Stati Uniti. Alcuni tifosi provenienti da determinati Paesi potrebbero essere costretti a versare una cauzione fino a 15.000 dollari per ottenere il permesso di ingresso, mentre la FIFA sta cercando di ottenere deroghe almeno per giocatori e delegazioni ufficiali. Il programma dei “visa bond” La misura deriva dal “Visa Bond Pilot Program” introdotto dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Il programma riguarda cittadini di circa 50 Paesi che richiedono visti turistici o d’affari (B-1 e B-2) per entrare negli Stati Uniti. Tra questi ci sono anche alcune nazioni qualificate al Mondiale, come: Algeria Tunisia Capo Verde Senegal Costa d’Avorio Secondo le nuove regole, chi richiede il visto potrebbe dover depositare una cauzione di 5.000, 10.000 o 15.000 dollari, restituita solo se il viaggiatore lascia gli Stati Uniti prima della scadenza del visto. L’allarme federazioni e FIFA Il provvedimento sta creando preoccupazione tra le federazioni coinvolte. Durante alcuni incontri preparatori organizzati negli Stati Uniti, diverse delegazioni hanno sollevato il problema direttamente con la FIFA. Dietro le quinte l’organizzazione sta cercando di convincere Washington a concedere esenzioni per giocatori, allenatori e staff delle nazionali. Una delle soluzioni allo studio è l’invio di lettere ufficiali di invito da parte della FIFA per facilitare l’ottenimento dei visti senza cauzione. Secondo fonti vicine al dossier, eventuali deroghe potrebbero riguardare soltanto le delegazioni ufficiali e non i familiari dei calciatori o i tifosi. Il problema per i tifosi Per i sostenitori delle nazionali coinvolte la situazione rischia di diventare un ostacolo significativo. La cauzione, infatti, si applica per persona, non per gruppo: una famiglia che viaggia insieme dovrebbe quindi versare più depositi separati. Il costo si aggiunge alle spese già elevate per biglietti e alloggi durante il torneo, rendendo il viaggio negli Stati Uniti molto più difficile per molti tifosi. Anche il nodo dei visti multipli C’è poi un’altra questione: il tipo di visto. Alcune federazioni hanno chiesto agli Stati Uniti di garantire visti con ingressi multipli, necessari perché alcune squadre giocheranno partite in Paesi diversi tra Stati Uniti, Canada e Messico. Ad esempio, la Costa d’Avorio ha una gara a Toronto tra due partite negli Stati Uniti, mentre il Senegal potrebbe dover tornare negli USA dopo aver giocato in Canada. Per ora il Dipartimento di Stato americano ha ribadito che ogni richiesta sarà valutata caso per caso e che la sicurezza delle frontiere resta una priorità. Mondiale più grande della storia Il torneo, che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio 2026, sarà il più grande di sempre con 48 nazionali partecipanti. Il presidente FIFA Gianni Infantino lo ha definito “il Mondiale più inclusivo della storia”. Le nuove regole sui visti, però, rischiano di complicare la presenza di molti tifosi proprio nel Paese che ospiterà la maggior parte delle partite.
Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Lippi carica Gattuso: “Rino è come me. Andiamo al Mondiale insieme”
Alla vigilia della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, arriva un incoraggiamento speciale per la Italia e per il suo commissario tecnico Gennaro Gattuso. A sostenerlo è Marcello Lippi, l’uomo che vent’anni fa guidò gli Azzurri al trionfo nel Coppa del Mondo FIFA 2006 e che oggi vede nel suo ex centrocampista uno degli eredi naturali di quello spirito. “Ce la faremo, Rino. Siamo tutti con te e andiamo al Mondiale tutti insieme”, ha detto Lippi a Gazzetta, che non ha mai nascosto il suo legame con l’ex mediano azzurro. Il rapporto nato nel 2006 Tra Lippi e Gattuso il rapporto va oltre il semplice legame tra allenatore e giocatore. I due furono protagonisti dell’impresa mondiale di Berlino nel 2006, quando l’Italia conquistò il quarto titolo iridato. In quella notte storica Gattuso fu tra i protagonisti anche fuori dal campo: dopo la vittoria in finale contro la Francia, racconta la leggenda azzurra, il centrocampista prese per il collo il suo Ct implorandolo di restare sulla panchina dell’Italia: “Devi restare! Devi restare!”, gli urlò mentre Lippi aveva già deciso di lasciare l’incarico. “Rino mi ricorda me stesso” Il tecnico campione del mondo vede in Gattuso molte delle caratteristiche che avevano contraddistinto la sua Italia. “Sei stato uno dei miei migliori allievi. In panchina mi somigli per carattere e per il rapporto con i giocatori”, ha spiegato Lippi. “Hai una bella squadra e farai di tutto per non saltare questo appuntamento che manca da troppo tempo”. Secondo l’ex Ct, il segreto non è tanto tattico quanto umano: costruire un gruppo forte e compatto, proprio come quello del 2006. L’eredità dello spirito di Berlino Quando gli chiesero quale dei suoi campioni del mondo fosse più “lippiano”, Lippi non ebbe dubbi: la risposta fu proprio Gattuso. Non per la tattica o per il sistema di gioco, ma per l’atteggiamento: equilibrio tra disciplina e libertà, tra spirito di sacrificio e mentalità vincente. Quello stesso spirito che Gattuso sta cercando di trasmettere alla nuova Italia mentre prepara la sfida decisiva verso la Coppa del Mondo FIFA 2026. L’Italia di oggi Il Ct azzurro non può contare su campioni come Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro, Andrea Pirlo o Francesco Totti, protagonisti dell’impresa di Berlino. Ma secondo Lippi questa squadra ha comunque un’anima. “Rino metterà tutto se stesso per non perdere questo appuntamento”, ha detto l’ex Ct. Vent’anni dopo Berlino, il testimone ideale passa dall’allenatore che conquistò il Mondiale al suo mediano simbolo. Ora tocca a Gattuso provare a riportare l’Italia sulla scena iridata.
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