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Tahirovic, dalla Roma al Brondby: l’ex Serie A che sfida l’Italia con la Bosnia
C’è anche un po’ di Serie A nella Bosnia ed Erzegovina che affronterà l’Italia a Zenica nella finale dei playoff per i Mondiali 2026. Oltre a nomi noti come Edin Dzeko, Sead Kolasinac e Tarik Muharemovic, nella rosa guidata da Sergej Barbarez spicca anche Benjamin Tahirovic, centrocampista oggi al Brondby ma con un passato nel calcio italiano. Classe 2003, Tahirovic è nato in Svezia, nella zona di Spanga-Tensta alle porte di Stoccolma, da una famiglia di origine bosniaca. Cresciuto calcisticamente nel calcio svedese, nel 2021 viene individuato dagli scout della Roma, che lo prelevano dal Vasalund per poco più di 200 mila euro.
L’esordio con Mourinho alla Roma
A lanciarlo nel calcio che conta è José Mourinho, che lo fa debuttare in Serie A durante la stagione 2022/23. Con la maglia giallorossa Tahirovic colleziona 13 presenze, mettendo in mostra qualità tecniche e una struttura fisica importante grazie ai suoi 191 centimetri di altezza. Le sue prestazioni attirano l’attenzione dell’Ajax, che nell’estate successiva decide di investire su di lui pagando circa 7,5 milioni di euro, una cifra che rappresenta un’enorme plusvalenza per la Roma rispetto al prezzo d’acquisto iniziale.
L’esperienza all’Ajax e il ritorno al Brondby
La prima stagione nei Paesi Bassi è positiva, ma con l’arrivo in panchina di Francesco Farioli il ruolo di Tahirovic nella squadra cambia. Il centrocampista perde progressivamente spazio fino alla decisione di lasciare Amsterdam. Nel febbraio 2025 arriva così il trasferimento al Brondby, che lo riporta in Scandinavia e gli offre subito un ruolo da titolare nel centrocampo della squadra danese.
Il caso del minutaggio
Nelle ultime settimane il giocatore ha avuto meno continuità rispetto alla prima parte di stagione. Il tema ha anche creato qualche tensione tra la federazione bosniaca e il tecnico del Brondby Steve Cooper. Secondo alcune ricostruzioni, il ridotto utilizzo del centrocampista avrebbe potuto essere collegato alla volontà di preservare - o limitare - un giocatore importante per la Bosnia in vista dei playoff mondiali. Cooper ha però respinto queste ipotesi, spiegando che le scelte tecniche non avevano alcun legame con gli impegni della nazionale. In ogni caso, il piano non avrebbe cambiato molto: Tahirovic resta uno dei profili seguiti con attenzione dalla Bosnia per la sfida contro l’Italia, nella partita che vale un posto ai Mondiali 2026.
Tuchel: “Inghilterra pronta per giugno”. Intanto fa discutere il caso Ugarte nell’amichevole con l’Uruguay
Alla vigilia dell’amichevole contro il Giappone, il commissario tecnico dell’Inghilterra Thomas Tuchel ha parlato in conferenza stampa facendo il punto sul momento della sua nazionale e sulla preparazione verso i prossimi impegni internazionali. Alla domanda su un possibile confronto con la Francia, il tecnico tedesco ha evitato paragoni diretti, sottolineando che in questo momento della stagione sarebbe prematuro valutare il livello delle squadre. Secondo Tuchel, il mese di marzo non è indicativo della reale forza delle nazionali: l’obiettivo è arrivare pronti agli appuntamenti più importanti dell’anno. L’allenatore ha spiegato di essere soddisfatto del lavoro svolto nel ritiro, nonostante la recente amichevole contro l’Uruguay non sia stata particolarmente spettacolare. A suo giudizio la squadra ha affrontato un avversario ben organizzato e competitivo, ricordando anche che molte nazionali, come il Brasile, entreranno nella loro migliore condizione soltanto più avanti nella stagione.
La situazione di Stones
Tra i temi affrontati c’è stato anche il caso di John Stones, rimasto fuori per precauzione dopo un problema fisico. Tuchel ha chiarito che non si tratta di un infortunio serio, ma che lo staff ha preferito non correre rischi considerando la storia recente del difensore. Il ct inglese ha ribadito la grande fiducia nel giocatore del Manchester City, definendolo una pedina fondamentale sia quando parte titolare sia quando entra a gara in corso. Tuttavia ha sottolineato che, come tutti gli altri, anche Stones dovrà essere nelle migliori condizioni fisiche per essere utilizzato.
Tra infortuni e gestione del gruppo
Durante il ritiro alcuni giocatori hanno lasciato il gruppo per tornare ai rispettivi club, ma Tuchel ha spiegato che si tratta di una situazione normale in questo periodo della stagione, quando molti calciatori sono impegnati su più fronti. Il tecnico ha comunque evidenziato lo spirito positivo del gruppo: diversi giocatori infortunati sono rimasti nel ritiro per continuare le terapie, dimostrando – secondo lui – grande attaccamento alla nazionale.
Il rientro di Rice, Saka e Madueke
Anche Declan Rice, Bukayo Saka e Noni Madueke sono rientrati all’Arsenal. Tuchel ha spiegato che tutti avrebbero voluto restare e giocare, ma lo staff medico ha preferito evitare rischi inutili. Il tecnico ha precisato che, se si fosse trattato dell’ultima partita della stagione, probabilmente avrebbero provato a recuperare i giocatori. In questo momento però il pericolo di aggravare i problemi fisici era troppo elevato.
Il caso Ugarte nell’amichevole con l’Uruguay
Nel frattempo l’amichevole tra Inghilterra e Uruguay, terminata 1-1, ha fatto discutere per un episodio arbitrale piuttosto curioso. Il centrocampista uruguaiano Manuel Ugarte è stato ammonito due volte nel corso della partita dall’arbitro tedesco Sven Jablonski, ma non è stato espulso come previsto dal regolamento. Il primo cartellino giallo è arrivato dopo un fallo su Cole Palmer, mentre il secondo è stato mostrato in seguito a proteste durante l’azione che ha portato al vantaggio inglese. Nonostante questo, il direttore di gara non ha estratto il cartellino rosso e il giocatore è rimasto in campo per alcuni minuti prima di essere sostituito. La spiegazione dell’episodio non è stata del tutto chiarita nel post-partita. In un primo momento si è parlato di un errore nel conteggio dei cartellini, mentre successivamente è emersa anche l’ipotesi di uno scambio di persona nel primo ammonimento.
Un episodio insolito che ha attirato l’attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavori, diventando uno dei momenti più discussi della serata di Wembley.
Italia, Gattuso non cambia: idea stessa formazione contro la Bosnia, Retegui ancora titolare con Kean
Nessuna rivoluzione per la sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina. Dopo la rifinitura svolta a Coverciano, il commissario tecnico Gennaro Gattuso sembra intenzionato a confermare l’undici visto giovedì nella vittoria per 2-0 contro l’Irlanda del Nord. L’Italia dovrebbe quindi presentarsi a Zenica, allo stadio Bilino Polje, con lo stesso assetto del primo playoff. In porta ci sarà Gianluigi Donnarumma, capitano della squadra, protetto da una linea difensiva a tre composta da Mancini, Bastoni e Calafiori. Sugli esterni del 3-5-2 agiranno Politano e Dimarco, mentre in mezzo al campo il trio sarà formato da Barella, Locatelli e Tonali, con il regista della Juventus in vantaggio su Cristante per guidare la manovra.
Retegui-Kean ancora titolari
Nonostante il dibattito degli ultimi giorni, Gattuso sembra deciso a non modificare l’attacco. Dal primo minuto dovrebbero partire ancora Mateo Retegui e Moise Kean, la coppia offensiva che ha caratterizzato il nuovo ciclo azzurro. Negli ultimi giorni si è parlato molto di un possibile inserimento di Pio Esposito, protagonista con un ottimo ingresso contro l’Irlanda del Nord. Il giovane attaccante dell’Inter, però, dovrebbe partire nuovamente dalla panchina per essere utilizzato a gara in corso. Proprio nella partita di Bergamo Esposito aveva dato grande vivacità all’attacco azzurro, servendo subito un assist per Kean e sfiorando il gol con un colpo di testa salvato sulla linea.
La fiducia in Retegui
Nonostante l’occasione sprecata contro l’Irlanda del Nord – un uno contro uno con il portiere Charles non concretizzato a inizio ripresa – Retegui resta al centro del progetto offensivo di Gattuso. Il centravanti dell’Al-Qadsiah è infatti, insieme a Kean, il miglior marcatore della gestione del nuovo commissario tecnico con cinque reti. La coppia rappresenta una delle principali novità tattiche introdotte dall’allenatore azzurro. Gattuso ha più volte difeso l’attaccante negli ultimi giorni, apprezzandone anche l’impegno mostrato nel ritiro di Coverciano: complice la pausa del campionato saudita, Retegui è stato tra i primi a raggiungere il gruppo.
Il programma della vigilia
La Nazionale è attualmente a pranzo nel Centro Tecnico Federale di Coverciano. Nel pomeriggio, alle 16.30, è prevista la partenza da Firenze con destinazione Bosnia. Una volta arrivata a Zenica, la squadra svolgerà il consueto walk around allo stadio alle 19.00, seguito quindici minuti più tardi dalla conferenza stampa di Gattuso e Donnarumma.
Probabile formazione Italia (3-5-2)
Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui.
A disposizione: Carnesecchi, Caprile, Scalvini, Gatti, Buongiorno, Cambiaso, Frattesi, Cristante, Pisilli, Spinazzola, Raspadori, Esposito.
CT: Gennaro Gattuso.
L’agente di Zaniolo: “Udinese scelta giusta per rilanciarsi. Nazionale? Ci sperava”
La stagione di Nicolò Zaniolo con l’Udinese sta segnando un momento importante della sua carriera, con prestazioni che stanno riportando il talento azzurro al centro dell’attenzione. A parlare del momento dell’ex Roma è stato il suo agente Claudio Vigorelli, intervistato dal Gazzettino del Friuli. Secondo il procuratore, la scelta di trasferirsi a Udine è stata fondamentale per il percorso di rilancio del giocatore. Vigorelli ha spiegato che l’ambiente friulano ha offerto stabilità e serenità, elementi ritenuti essenziali per permettere a Zaniolo di ritrovare continuità. La trattativa con il club non è stata semplice ed è stata definita soltanto nelle ultime ore di mercato, ma il giocatore ha spinto con decisione per completare l’operazione. L’agente ha sottolineato come il centrocampista offensivo abbia saputo sfruttare al meglio questa opportunità, inserendosi rapidamente nel progetto tecnico dell’Udinese.
Il tema Nazionale
Tra gli argomenti affrontati nell’intervista c’è anche la mancata convocazione nell’Italia di Gennaro Gattuso. Vigorelli ha ammesso che il giocatore sperava di essere chiamato, come accade a qualsiasi calciatore che ambisce a vestire la maglia azzurra. Allo stesso tempo ha spiegato che la decisione è stata accettata con serenità e che questo non esclude possibili convocazioni in futuro. Il procuratore ha inoltre apprezzato la chiarezza mostrata dal commissario tecnico nelle spiegazioni.
Le critiche e il peso degli infortuni
Negli ultimi anni Zaniolo ha dovuto convivere anche con critiche e giudizi severi sul suo percorso. Secondo Vigorelli l’unica risposta possibile è continuare a lavorare e mantenere il livello di rendimento mostrato recentemente. Il procuratore ha ricordato come gli infortuni abbiano inciso molto sul cammino del giocatore, sottolineando però la sua capacità di rialzarsi e tornare competitivo.
Il futuro tra Udinese e mercato
Guardando al futuro, Vigorelli ha ricordato che Zaniolo resta molto apprezzato anche in Turchia, dove con il Galatasaray ha conquistato il campionato risultando decisivo in alcune partite importanti, compreso un derby. Dopo l’esperienza complicata in Premier League e la stagione divisa tra Atalanta e Fiorentina, l’obiettivo ora è chiudere la situazione contrattuale con il club turco e valutare il prossimo passo. L’Udinese ha la possibilità di riscattarlo e nei prossimi mesi le parti si incontreranno per capire quale direzione prendere. Al momento, però, la priorità resta il presente: Zaniolo si trova bene a Udine e vuole continuare a dimostrarlo sul campo.
Bosnia, Dzeko: "L'Italia non voleva giocare in Galles, non so perché"
La Bosnia si prepara alla sfida decisiva contro l’Italia, ultimo passo verso la qualificazione ai Mondiali 2026. Alla vigilia della gara di Zenica, a parlare in conferenza stampa è stato il capitano Edin , pronto a guidare la sua nazionale nella partita che vale un posto alla Coppa del Mondo. L’attaccante bosniaco ha sottolineato come la sfida abbia un peso enorme per entrambe le squadre. Secondo lui gli azzurri arriveranno preparati e con il massimo rispetto per l’avversario, soprattutto considerando quanto sia in gioco dopo le recenti delusioni dell’Italia nelle qualificazioni mondiali.
“La carriera passa in fretta”
Dzeko ha anche ripercorso il suo lungo percorso con la nazionale. Il centravanti ha ricordato come siano passati ormai vent’anni dal primo gol segnato con la Bosnia, spiegando che il tempo nel calcio scorre velocemente e che per questo bisogna godersi ogni momento della carriera. Il capitano ha poi ribadito il forte legame con il pubblico bosniaco, dicendosi orgoglioso dell’affetto ricevuto. Finché sarà in grado di dare il proprio contributo e verrà convocato dal commissario tecnico, ha assicurato che continuerà a mettere la propria esperienza al servizio della nazionale.
Il rapporto con l’Italia
L’ex attaccante di Roma e Inter conosce bene il calcio italiano e molti giocatori azzurri. Proprio per questo si aspetta una partita molto studiata tatticamente, con entrambe le squadre pronte ad analizzare nel dettaglio i punti di forza dell’avversario. Dzeko ha ricordato anche i tanti anni trascorsi in Serie A, spiegando di avere ancora numerosi amici nel calcio italiano. Nonostante questo, ha chiarito che nei novanta minuti la priorità sarà solo una: provare a vincere.
“Non avranno paura di noi, ma sanno cosa li aspetta”
Secondo il capitano bosniaco, l’Italia parte con i favori del pronostico per tradizione e qualità della rosa. Tuttavia giocare a Zenica, davanti al pubblico di casa, potrebbe rappresentare un fattore importante. Dzeko è convinto che gli azzurri non prenderanno la partita alla leggera, ma allo stesso tempo crede che la Bosnia abbia le qualità per mettere in difficoltà una nazionale che negli ultimi anni ha vissuto momenti complicati nelle qualificazioni ai Mondiali.
Il caso Dimarco-Vicario
Durante l’incontro con i media si è parlato anche della polemica nata attorno alle parole di alcuni giocatori italiani sui possibili avversari nei playoff. Dzeko ha ridimensionato la questione, spiegando che nel calcio ogni giocatore può avere preferenze sugli avversari e che situazioni simili vengono spesso amplificate dai social network. L’attaccante ha rivelato di aver parlato direttamente con Federico Dimarco, che gli avrebbe scritto per chiarire di non aver voluto offendere nessuno. Per il capitano bosniaco, quindi, la questione è già chiusa.
“Rispetto prima e dopo la partita”
Dzeko ha infine voluto ricordare il legame storico tra i due paesi, citando l’amichevole giocata dall’Italia in Bosnia nel 1996 poco dopo la guerra. Un gesto che, ha spiegato, è ancora molto apprezzato nel paese. Il messaggio finale è chiaro: rispetto fuori dal campo, ma grande intensità in campo. Quando inizierà la partita, ha detto Dzeko, sarà una vera battaglia sportiva. Poi, al termine dei novanta minuti, tornerà l’amicizia tra le due nazionali.
Dzeko senza tempo: 20 anni consecutivi in gol con la Bosnia, solo Ronaldo e Lewandowski meglio nelle qualificazioni mondiali
A quasi 40 anni, Edin Dzeko continua a scrivere pagine di storia con la maglia della Bosnia ed Erzegovina. L’attaccante ha lasciato il segno anche nella semifinale dei playoff per i Mondiali 2026, segnando il gol che ha rimesso in partita la sua nazionale contro il Galles, prima della qualificazione ottenuta ai calci di rigore. La rete dell’attaccante bosniaco non è stata soltanto decisiva per il risultato: ha anche confermato la straordinaria continuità realizzativa di uno dei centravanti più longevi del calcio europeo.
Vent’anni consecutivi in gol con la Bosnia
Con il centro contro il Galles, Džeko ha raggiunto un traguardo rarissimo: 20 anni solari consecutivi a segno con la nazionale, dal 2007 al 2026. Il primo gol arrivò il 2 giugno 2007, nel giorno del suo debutto con la Bosnia, nella vittoria per 3-2 contro la Turchia nelle qualificazioni agli Europei 2008. Da allora il “diamante di Sarajevo” ha continuato a essere il riferimento offensivo della sua nazionale, accumulando 73 reti in 146 presenze complessive considerando anche le amichevoli. Numeri che testimoniano la centralità del centravanti nella storia del calcio bosniaco e che, ancora oggi, gli permettono di trascinare la squadra a un passo dalla qualificazione al Mondiale.
Tra i migliori marcatori delle qualificazioni mondiali
Il gol segnato nella semifinale playoff ha portato Džeko a 31 reti nelle qualificazioni ai Mondiali, realizzate in 45 partite. Guardando soltanto all’area UEFA, questo bottino lo colloca al terzo posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre nelle qualificazioni europee alla Coppa del Mondo. Davanti a lui ci sono soltanto due fuoriclasse assoluti:
Cristiano Ronaldo - 41 gol in 52 partite
Robert Lewandowski - 35 gol in 45 partite
Il centravanti polacco, tra l’altro, ha segnato anche lui nella semifinale playoff vinta dalla Polonia contro l’Albania. Un dato impressionante riguarda la continuità: a differenza di Ronaldo, che rimase a secco nelle qualificazioni al Mondiale 2010, sia Dzeko sia Lewandowski sono andati a segno in ogni campagna di qualificazione mondiale disputata.
Numeri da bomber nelle qualificazioni
Nel corso delle varie campagne mondiali, Dzeko ha mantenuto medie realizzative molto elevate:
Mondiali 2010: 9 gol in 12 partite
Mondiali 2014: 10 gol in 10 partite
Mondiali 2018: 5 gol in 9 partite
Mondiali 2022: 1 gol in 6 partite
Mondiali 2026: 6 gol in 8 partite (qualificazioni ancora in corso)
Particolarmente memorabile resta la campagna del 2014, quando il centravanti segnò 10 gol in 10 partite, trascinando la Bosnia alla storica qualificazione per il Mondiale in Brasile.
Un punto di riferimento per i giovani attaccanti
L’influenza di Džeko non si limita ai numeri. Il suo stile di gioco e la sua longevità continuano a rappresentare un modello per molti attaccanti più giovani. Tra questi anche Pio Esposito, che ha più volte raccontato di essersi ispirato al centravanti bosniaco, studiandone movimenti e caratteristiche fin da ragazzo. Guardando ai gol segnati senza considerare i rigori nell’era moderna del calcio (dal 2000), soltanto sei giocatori hanno fatto meglio di lui: Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Robert Lewandowski, Luis Suárez, Zlatan Ibrahimović e Karim Benzema.
Numeri che spiegano bene perché il nome di Edin Džeko continui a essere associato ai grandi bomber del calcio internazionale. Anche a quasi quarant’anni, il capitano della Bosnia resta uno dei centravanti più decisivi della sua generazione.
Playoff Mondiali, Bolivia in finale: rimonta sul Suriname e sfida decisiva contro l’Iraq
La Bolivia conquista la finale del Torneo di Playoff intercontinentali per i Mondiali 2026. A Monterrey la nazionale sudamericana supera 2-1 il Suriname in rimonta, guadagnandosi la sfida decisiva contro l’Iraq, che metterà in palio un posto nella fase finale della Coppa del Mondo.
La partita si è decisa tutta nella ripresa. Dopo il vantaggio del Suriname, la squadra guidata da Óscar Villegas ha reagito con carattere ribaltando il risultato in pochi minuti grazie ai gol di Moisés Paniagua e Miguel Terceros.
Suriname avanti, poi la rimonta boliviana
La gara allo Stadio di Monterrey era iniziata con grande equilibrio. Nel primo tempo il Suriname aveva già dato segnali di pericolosità, con Joël Piroe vicino al gol dopo un’azione costruita con Gyrano Kerk. La Bolivia, invece, si è salvata grazie a un intervento decisivo del portiere Guillermo Viscarra, bravo a respingere una conclusione ravvicinata di Leo Abena. Il vantaggio del Suriname è arrivato poco dopo l’intervallo. Al 48’ Van Gelderen ha sfruttato una situazione confusa nell’area boliviana, trasformando in rete la seconda occasione dopo un tiro di Melayro Bogarde respinto dalla difesa.
Paniagua e Terceros cambiano la partita
La reazione della Bolivia è stata immediata. Il pareggio è arrivato al 72’ grazie al diciottenne Moisés Paniagua, entrato dalla panchina e autore del suo primo gol con la nazionale: un destro preciso che si è infilato nell’angolo. Pochi minuti più tardi la svolta definitiva. Un errore difensivo del Suriname ha portato al calcio di rigore per la Bolivia e Miguel Terceros non ha sbagliato dal dischetto, firmando il 2-1 al 79’ e completando la rimonta. Per Terceros si tratta dell’ottava rete in questa campagna di qualificazione, un gol che mantiene viva la speranza della Bolivia di tornare ai Mondiali per la prima volta da USA 1994.
Ora la sfida decisiva con l’Iraq
La vittoria porta la Bolivia alla finale del percorso B dei playoff intercontinentali, dove affronterà l’Iraq in una partita secca che assegnerà uno degli ultimi posti disponibili per il Mondiale 2026. Il centrocampista Ramiro Vaca ha sottolineato la difficoltà della gara, spiegando che la squadra si aspettava una partita molto fisica e complicata. Nonostante lo svantaggio iniziale, la Bolivia è riuscita a reagire e a creare diverse occasioni, ottenendo una vittoria fondamentale per continuare a inseguire il sogno mondiale.
Playoff Mondiali, la Giamaica batte la Nuova Caledonia: decisivo Cadamarteri, ora la finale con la RD Congo
La Giamaica conquista la finale del torneo di playoff intercontinentali per i Mondiali 2026. A Guadalajara i Reggae Boyz superano 1-0 la Nuova Caledonia e si guadagnano lo spareggio decisivo contro la Repubblica Democratica del Congo, in programma il 31 marzo.
A decidere la semifinale è stato Bailey Cadamarteri, autore della rete che ha indirizzato la partita già nel primo tempo. L’attaccante, che fino a due anni fa giocava con la nazionale inglese Under-19, ha trovato il gol al 18’, approfittando di una respinta del portiere Rocky Nyikeine dopo una punizione calciata da Ronaldo Webster.
Cadamarteri firma il successo
La squadra caraibica è passata in vantaggio dopo poco più di un quarto d’ora. Cadamarteri aveva inizialmente conquistato il calcio piazzato, poi si è avventato sul pallone respinto dall’estremo difensore avversario, battendolo con un tocco preciso e regalando alla Giamaica il gol che ha deciso l’incontro. Per il giovane attaccante si tratta di una serata speciale: a sei mesi dal debutto con la nazionale giamaicana, ha firmato la rete che mantiene vive le speranze dei Reggae Boyz di partecipare alla loro seconda Coppa del Mondo.
Nuova Caledonia vicina al pareggio
Nonostante il divario nel ranking internazionale – la Nuova Caledonia è intorno al 150° posto nella classifica FIFA – la squadra oceanica ha provato a restare in partita. Nel primo tempo Joseph Athale e Georges Gope-Fenepej hanno tentato la conclusione dalla distanza, trovando però la risposta del portiere giamaicano Andre Blake, decisivo nel mantenere il vantaggio. Nella ripresa la Giamaica ha avuto diverse occasioni per chiudere la gara. Il subentrato Bobby De Cordova-Reid ha sfiorato il gol con un tiro da oltre metà campo dopo aver visto Nyikeine fuori dai pali, mentre Webster e lo stesso De Cordova-Reid non sono riusciti a sfruttare altre opportunità nel finale.
Finale decisiva contro la RD Congo
Il successo permette alla Giamaica di restare in Messico per la partita che assegnerà il pass per il Mondiale. Martedì i caraibici affronteranno la Repubblica Democratica del Congo, già qualificata alla finale del percorso. Il capitano Andre Blake ha definito la gara molto combattuta, sottolineando come la squadra abbia difeso bene e ottenuto una vittoria preziosa, anche se avrebbe potuto segnare qualche gol in più. L’obiettivo ora è chiaro: vincere la prossima partita, indipendentemente da come arriverà il risultato. Anche il commissario tecnico Rudolph Speid ha parlato di una prestazione aggressiva e intensa, sottolineando come la squadra abbia ritrovato entusiasmo e fiducia.
Per la Nuova Caledonia, invece, resta la delusione per un sogno sfumato. Il centrocampista Joseph Athale ha riconosciuto la difficoltà del torneo, ma ha ribadito che la squadra era arrivata in Messico convinta di poter dire la sua e non solo per partecipare.
Playoff Mondiali, Italia in finale con la Bosnia: avanti anche Svezia, Polonia, Danimarca, Turchia e Kosovo
L’Italia supera l’ostacolo Irlanda del Nord e conquista la finale del Percorso A dei playoff europei per i Mondiali 2026. A Bergamo gli azzurri si impongono 2-0, assicurandosi la sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina, che ha eliminato il Galles ai calci di rigore.
Il quadro delle semifinali ha definito anche le altre finali dei playoff UEFA: Svezia-Polonia, Kosovo-Turchia e Danimarca-Cechia, con sei nazionali ancora in corsa per gli ultimi quattro posti europei al Mondiale.
Italia, missione compiuta a Bergamo
Davanti al pubblico dello stadio di Bergamo, la squadra di Gennaro Gattuso ha piegato la resistenza dell’Irlanda del Nord grazie a due reti nella ripresa. A rompere l’equilibrio è stato Sandro Tonali al 56’, mentre Moise Kean ha chiuso la partita a dieci minuti dal termine. Nel primo tempo gli azzurri hanno mantenuto il controllo del gioco, trovando però pochi spazi contro una squadra molto compatta. Dopo l’intervallo la partita è cambiata ritmo e l’Italia ha aumentato la pressione offensiva fino al gol del vantaggio. Nel finale, con gli ingressi dalla panchina per dare nuova energia alla squadra, è arrivato anche il raddoppio che ha messo in sicurezza il risultato.
Gattuso ha spiegato che la squadra ha faticato inizialmente nella circolazione della palla, ma nella ripresa è riuscita ad alzare il ritmo del gioco, creando le condizioni per conquistare il successo. Ora l’attenzione è tutta sulla finale del percorso.
Bosnia avanti ai rigori
Sarà la Bosnia ed Erzegovina l’avversaria degli azzurri. La squadra balcanica ha eliminato il Galles a Cardiff dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e dei supplementari, imponendosi poi nella serie dei rigori. I gallesi erano passati in vantaggio con Daniel James, ma nel finale Edin Džeko ha riportato il punteggio in parità con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dal dischetto è stato decisivo l’errore di Neco Williams e il rigore conclusivo trasformato da Kerim Alajbegović.
Percorso B: Svezia e Polonia a un passo dal Mondiale
Nel Percorso B saranno Svezia e Polonia a giocarsi il pass per la fase finale. Gli scandinavi hanno battuto l’Ucraina per 3-1, trascinati da una straordinaria tripletta di Viktor Gyökeres. L’attaccante ha sbloccato il risultato dopo pochi minuti e ha poi completato la sua serata perfetta con altre due reti, una delle quali su calcio di rigore. La Polonia, invece, ha superato l’Albania per 2-1 in rimonta. Gli ospiti erano passati in vantaggio con Arber Hoxha, ma nella ripresa prima Robert Lewandowski e poi Piotr Zieliński hanno ribaltato la gara, regalando ai polacchi la finale.
Percorso C: sfida tra Kosovo e Turchia
Nel Percorso C la finale sarà Kosovo-Turchia. Il Kosovo ha conquistato un successo spettacolare contro la Slovacchia, vincendo 4-3 al termine di una gara ricca di colpi di scena. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, gli ospiti hanno reagito con carattere ribaltando la partita nella ripresa e resistendo nel finale. La Turchia, invece, ha superato di misura la Romania grazie alla rete di Ferdi Kadıoğlu nella seconda metà di gara. Decisivo l’assist di Arda Güler, mentre nel finale entrambe le squadre hanno colpito un legno.
Percorso D: Danimarca travolgente, Cechia ai rigori
Nel Percorso D la finale sarà tra Danimarca e Cechia. I danesi hanno dominato la semifinale contro la Macedonia del Nord, vincendo 4-0 grazie ai gol di Damsgaard, alla doppietta di Isaksen e alla rete di Norgaard. Più sofferta invece la qualificazione della Cechia, che ha eliminato l’Irlanda solo dopo la lotteria dei rigori. Dopo il 2-2 maturato nei tempi regolamentari e supplementari, i cechi hanno avuto la meglio dal dischetto conquistando la finale.
Ora restano quattro finali per decidere quali nazionali europee raggiungeranno il Mondiale 2026. Per l’Italia l’ultimo ostacolo si chiama Bosnia ed Erzegovina: una partita che vale l’ingresso nella rassegna iridata.
Esultanza dell’Italia dopo Bosnia-Galles, polemica sui social bosniaci
Un video trasmesso dalla Rai nel post partita della semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord ha fatto rapidamente il giro dei social, finendo anche sulle pagine dedicate al calcio bosniaco. Nelle immagini si vedono alcuni giocatori azzurri reagire con entusiasmo al risultato della sfida tra Bosnia ed Erzegovina e Galles, vinta dalla selezione balcanica ai calci di rigore.
La scena è stata condivisa da diversi profili seguiti dai tifosi bosniaci, tra cui la pagina Bosnian Football, che ha interpretato quel momento come un gesto poco elegante nei confronti della nazionale guidata da Edin Dzeko.
Nel filmato compaiono alcuni azzurri - tra cui Federico Dimarco, Guglielmo Vicario e Francesco Pio Esposito - mentre seguono gli ultimi minuti dell’altra semifinale e reagiscono alla qualificazione della Bosnia, che sarà l’avversaria dell’Italia nella finale dei playoff.
Il gesto è stato interpretato in modo negativo da una parte dei tifosi bosniaci, che sui social hanno parlato di atteggiamento poco rispettoso e hanno promesso una risposta sul campo nella sfida di Zenica.
L’episodio, però, può essere letto anche in modo diverso. Per l’Italia affrontare la Bosnia significherà una trasferta logisticamente più semplice rispetto a Cardiff e con una possibile presenza più consistente di tifosi azzurri sugli spalti.
Inoltre nella squadra bosniaca militano diversi giocatori conosciuti nel calcio italiano, a partire da Edin Dzeko, ex compagno di squadra di Dimarco all’Inter.
In ogni caso le immagini hanno acceso la discussione sui social e contribuito ad aumentare la tensione in vista della partita decisiva per l’accesso ai Mondiali.
Italia, boom di ascolti: oltre 10 milioni davanti alla tv per la vittoria sull’Irlanda del Nord
Grande seguito televisivo per l’Italia. La semifinale dei play-off per la Coppa del Mondo FIFA 2026 contro l’Irlanda del Nord, trasmessa in diretta su Rai 1 e vinta dagli Azzurri per 2-0, ha registrato 10.036.000 telespettatori con il 43,82% di share.
Numeri che hanno reso la partita il programma più visto della prima serata, con un distacco netto rispetto agli altri programmi in palinsesto.
Ora l’attenzione si sposta sulla finale dei play-off: martedì alle 20.45 l’Italia affronterà in trasferta la Bosnia ed Erzegovina allo stadio di Zenica. Anche questa sfida decisiva sarà trasmessa in diretta su Rai 1.
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