Essere Ivan Rakitic

Essere Ivan Rakitic

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Pierpaolo Matrone Twitter:  articolo letto 37 volte
Fonte: calcioslavo.it

Il momento del definitivo verdetto si avvicina. Ma, comunque vada, la Croazia di questo Mondiale 2018 ha già contribuito a riscrivere la propria storia calcistica. Festa sarà, e l'ha ribadito pure capitan Modric ai microfoni del pre-partita. Ma sarebbe da codardi dire che i croati non credano al successo. Chi in questo momento si trova in Croazia, potrà confermarlo senza problema. Difficile circolare per le strade in queste ore di febbricitante attesa, all'interno della quale sta cercando di prender vita un sogno.

Non sarà facile, molti indizi tendono anzi a propendere per la Francia come favorita, ma la Croazia ha voglia di rivincita. Anche in nome di quel Mondiale del '98 nel quale potevano essere realizzate grandi cose. E lo spirito giusto si incarna nella figura di Ivan Rakitic, forse ancor più di Modric emblema della sofferta avanzata della selezione a scacchi in questa Coppa del Mondo. Eccezion fatta per i gironi, superati con la facilità del bicchier d'acqua. Da lì in avanti però, le partite hanno iniziato a durare 120 minuti.

E l'uomo delle grandi responsabilità si è rivelato Ivan Rakitic. Sia contro la Danimarca, agli ottavi, che successivamente nei quarti contro i padroni di casa della Russia, Rakitic si è preso la briga di trasformare in entrambe le occasioni il rigore decisivo. Qualcuno aveva chiesto una porzione di sangue freddo e senso di responsabilità? Anche la FIFA si è sentita in dovere di celebrare l'incisività del centrocampista croato.