Iran, apertura ai Mondiali: ma chiede alla FIFA di giocare in Messico
Si riapre uno spiraglio per la presenza dell’Iran ai Mondiali 2026, ma con una condizione precisa: evitare gli Stati Uniti. Dopo settimane di tensioni e dichiarazioni che lasciavano presagire un possibile ritiro, la federazione iraniana ha avviato un dialogo con la FIFA per spostare le proprie partite in Messico.
A confermarlo è stato il presidente federale Mehdi Taj, che ha spiegato come la richiesta nasca da problemi concreti legati alla sicurezza e alla gestione logistica. Il nodo principale riguarda infatti gli Stati Uniti, dove la nazionale dovrebbe disputare parte delle gare della fase a gironi.
Secondo la federazione, non ci sarebbero garanzie sufficienti: da un lato le dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, che ha espresso dubbi sulla sicurezza della squadra iraniana, dall’altro le difficoltà legate al rilascio dei visti. Proprio su questo punto si è espresso anche l’ambasciatore iraniano in Messico, denunciando una scarsa cooperazione da parte delle autorità statunitensi. Da qui la richiesta alla FIFA: disputare le partite in territorio messicano, uno dei tre Paesi organizzatori insieme a Stati Uniti e Canada. Una soluzione che permetterebbe all’Iran di partecipare comunque al torneo, evitando le criticità attuali.
Al momento, il calendario prevede che la nazionale iraniana giochi contro Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles e contro l’Egitto a Seattle, con ritiro fissato in Arizona. Ma tutto potrebbe cambiare nelle prossime settimane, a seconda dell’esito dei colloqui con la FIFA. La situazione resta quindi in evoluzione: l’Iran non chiude alla partecipazione, ma chiede condizioni diverse. E il Mondiale 2026 si conferma, ancora una volta, un evento in cui sport e politica continuano inevitabilmente a intrecciarsi.