Messi e lo striscione sulle Malvinas: l'Argentina rischia sanzioni, c'è il precedente Morata-Rodri

Messi e lo striscione sulle Malvinas: l'Argentina rischia sanzioni, c'è il precedente Morata-RodriTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 20:12Ultime notizie
di Redazione Tuttomondiali

La festa dell'Argentina per la qualificazione alla finale della Coppa del Mondo FIFA 2026 rischia di trasformarsi in un caso diplomatico e disciplinare. Al termine della semifinale vinta in rimonta contro l'Inghilterra, Lionel Messi e diversi compagni hanno esposto uno striscione con la scritta "Las Malvinas son argentinas", rilanciando una delle questioni più delicate nei rapporti tra Argentina e Regno Unito.

Il gesto ha provocato immediate reazioni a Londra e potrebbe ora finire al centro di un'indagine della FIFA, che vieta manifestazioni di carattere politico durante le proprie competizioni.

Lo striscione e le dichiarazioni dei protagonisti
Secondo quanto riportato dai media argentini, lo striscione sarebbe stato realizzato da un tifoso nella notte precedente alla semifinale e introdotto all'Atlanta Stadium, dove è stato poi consegnato ai giocatori dopo il fischio finale. Nessuno dei protagonisti ha preso le distanze dall'iniziativa.

Lionel Messi ha ricordato anche Diego Armando Maradona, storico sostenitore della rivendicazione argentina sulle isole. "Fin dall'inno nazionale abbiamo sentito qualcosa di speciale. Sapevamo che questa partita non era come le altre. Sicuramente Diego da lassù sarà contento, perché per lui era un giorno molto speciale."

Sulla stessa linea Enzo Fernandez. "Con Julian Alvarez abbiamo rivisto più volte la partita del 1986 contro l'Inghilterra. È stata una motivazione enorme. Diego sarà contento."

Anche Leandro Paredes, interrogato sull'argomento, ha risposto senza esitazioni. "Le Malvinas sono e saranno sempre argentine."

La FIFA può intervenire?
Dopo la partita la Football Association inglese avrebbe chiesto l'intervento della FIFA, mentre dal Regno Unito sono arrivate prese di posizione anche da parte del Governo e di diversi esponenti politici, che hanno sollecitato un'indagine sull'accaduto. Al momento non risultano decisioni ufficiali da parte della FIFA, ma il regolamento dell'organismo vieta messaggi e manifestazioni di natura politica durante le competizioni internazionali. Per questo motivo l'episodio potrebbe essere oggetto di valutazione da parte degli organi disciplinari.

Il precedente di Rodri e Morata
A rendere il caso ancora più delicato è un precedente recente. Nel 2024 i calciatori della Spagna Rodri e Álvaro Morata vennero squalificati per una giornata dalla UEFA dopo aver intonato durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Europeo il coro "Gibraltar is Spain", considerato una violazione delle norme che vietano messaggi politici. Pur trattandosi di una competizione diversa e di regolamenti differenti, il precedente è stato immediatamente richiamato dalla stampa britannica e da diversi esponenti politici inglesi, che chiedono alla FIFA di applicare lo stesso principio anche nel caso argentino.

La finale non sembra a rischio, ma resta l'attesa
Al momento non esistono provvedimenti nei confronti dell'Argentina o dei suoi giocatori e la finale contro la Spagna resta regolarmente in programma. Resta però da capire se la FIFA aprirà un procedimento disciplinare e quali eventuali conseguenze potrebbero derivarne, tra una possibile multa alla federazione argentina e, nell'ipotesi più severa, provvedimenti individuali nei confronti dei calciatori coinvolti. Nelle prossime ore sono attese eventuali comunicazioni ufficiali della FIFA, chiamata a valutare un episodio destinato a far discutere ben oltre il terreno di gioco.