Presidenza FIGC, lunedì la scelta del candidato della Serie A: Malagò resta il favorito
Lunedì potrebbe arrivare il primo snodo importante nella corsa alla presidenza della FIGC. L’assemblea della Lega Serie A è infatti chiamata a discutere e indicare il proprio candidato per le elezioni federali del prossimo 22 giugno. Secondo quanto emerge da uno speciale della Gazzetta dello Sport, il nome più forte in questo momento resta quello di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, considerato da molti dirigenti il profilo ideale per guidare la rifondazione del calcio italiano dopo la crisi culminata con la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.
Malagò in pole
Diversi presidenti di club, in particolare tra le società più importanti, vedrebbero di buon occhio la candidatura di Malagò. Tra i più espliciti sostenitori c’è Aurelio De Laurentiis, che lo ha definito apertamente “la persona perfetta” per il ruolo. L’assemblea di lunedì servirà a capire se esiste una maggioranza chiara tra i venti club di Serie A. Un sostegno compatto non sarebbe decisivo dal punto di vista numerico, ma avrebbe un peso politico significativo nella corsa alla presidenza federale.
Le alternative
Nel frattempo continuano i contatti tra i vari protagonisti della politica calcistica. Tra i possibili scenari c’è anche quello che coinvolge Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che starebbe sondando il terreno per una candidatura alternativa. L’idea potrebbe essere quella di puntare su una figura già inserita nel sistema federale, come Demetrio Albertini, evitando una soluzione esterna come quella rappresentata da Malagò.
Gli “ago della bilancia”
Molti protagonisti della federazione stanno osservando la situazione senza esporsi troppo. È il caso dell’Assoallenatori guidata da Renzo Ulivieri e dell’Assocalciatori presieduta da Umberto Calcagno, che con il proprio 20% dei voti nell’assemblea elettiva potrebbe diventare decisiva nella scelta finale. La Lega Serie A, infatti, pesa per circa il 18% dei voti, mentre la Lega Nazionale Dilettanti rappresenta la componente più influente con il 34%.
Gravina osserva
Nel frattempo resta in attesa anche Gabriele Gravina, ancora formalmente presidente federale fino al voto del 22 giugno. Pur avendo difeso con forza il proprio operato negli ultimi giorni, sul tema della successione mantiene per ora un profilo prudente. L’obiettivo dichiarato è che il calcio italiano scelga il nuovo presidente in piena autonomia e con un processo democratico. Le candidature ufficiali dovranno essere presentate entro il 13 maggio. Solo allora il quadro della corsa alla guida della FIGC sarà davvero definito.