Presidenza FIGC, sfida Malagò-Abete: le priorità dei due candidati

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di Redazione Tuttomondiali

Il 13 aprile 2026 potrebbe segnare uno snodo importante per il futuro del calcio italiano. Nella giornata di ieri i club di Serie A hanno infatti fatto quasi fronte comune scegliendo Giovanni Malagò come proprio candidato per le prossime elezioni della FIGC: 19 società su 20 hanno votato a favore, con la sola Lazio contraria.  Sul fronte opposto è arrivata la conferma della candidatura di Giancarlo Abete, sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti. Con le elezioni federali fissate per il 22 giugno, il quadro attuale sembra delineare una corsa a due, anche se nelle prossime settimane potrebbero emergere nuovi candidati.

Le tre priorità nel programma di Malagò
Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il programma attribuito a Malagò si basa su tre punti principali. Il primo riguarda la reintroduzione del Decreto Crescita, o comunque di una misura fiscale simile che possa rendere più competitivo il campionato italiano nell’attrarre giocatori di alto livello. L’abolizione della norma, infatti, non avrebbe portato a una riduzione significativa della presenza di stranieri in Serie A. Il secondo punto è legato al settore delle scommesse, con la proposta di abolire il divieto di pubblicità sul betting e di destinare al calcio una percentuale dei ricavi derivanti dalle scommesse. Una parte importante di queste risorse, secondo questa linea programmatica, dovrebbe essere reinvestita nei settori giovanili e nelle infrastrutture, anche attraverso forme di defiscalizzazione per incentivare il lavoro sui giovani.

Le priorità di Abete
Il programma di Giancarlo Abete, invece, parte da un tema tecnico: la bassa percentuale di minuti giocati in Serie A da calciatori selezionabili per la Nazionale italiana. Un dato che, secondo l’ex presidente federale, richiede un confronto approfondito con club e istituzioni. Tra le priorità figura anche la riforma dei campionati, con l’obiettivo di ridurre il numero complessivo delle squadre nelle leghe professionistiche. Infine, Abete punta a rafforzare il dialogo con il Governo, chiedendo maggiore sostegno agli investimenti sugli stadi, oltre all’introduzione di tax credit e sgravi fiscali per il sistema calcio. Anche in questo caso torna il tema della pubblicità legata alle scommesse e della possibile destinazione di parte dei ricavi al movimento calcistico.

Con oltre due mesi ancora prima del voto, la partita per la guida della FIGC è appena iniziata.