La Norvegia torna al Mondiale dopo 28 anni: Haaland realizza il suo grande obiettivo

La Norvegia torna al Mondiale dopo 28 anni: Haaland realizza il suo grande obiettivoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:21Le interviste
di Redazione Tuttomondiali
Erling Haaland trascina la Norvegia al Mondiale 2026 dopo 28 anni di assenza: "Non avevo mai visto la mia nazionale ai Mondiali".

Per Erling Haaland il Mondiale 2026 non sarà soltanto il debutto personale nella competizione più importante del calcio. Sarà anche la prima volta, in tutta la sua vita, in cui vedrà la Norvegia disputare una Coppa del Mondo. Una frase che racconta meglio di qualsiasi statistica il peso storico della qualificazione ottenuta dalla nazionale scandinava, assente dal torneo iridato dal 1998. Due anni prima della nascita dell'attaccante del Manchester City. "Non ho mai visto la Norvegia partecipare ai Mondiali in vita mia, quindi penso che fosse giunto il momento", ha raccontato Haaland in un'intervista concessa alla FIFA.

L'ultima apparizione della Norvegia in un grande torneo internazionale risaliva addirittura all'Europeo del 2000, terminato appena 19 giorni prima della nascita del centravanti. Una generazione intera di tifosi norvegesi è cresciuta senza vedere la propria nazionale sul grande palcoscenico internazionale.
"Per tanto tempo ci siamo quasi abituati a fallire". Haaland ha spiegato come, negli anni, la continua assenza della Norvegia dai grandi tornei abbia finito per creare una sorta di rassegnazione collettiva. "È passato così tanto tempo che quasi inizi ad abituarti al fatto che non succederà", ha ammesso. Una confessione che fotografa bene il peso psicologico accumulato da una nazionale spesso rimasta incompiuta nonostante la crescita di tanti talenti. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. La Norvegia ha finalmente trovato una generazione capace di unire qualità tecnica, personalità e continuità. E il simbolo di questa rinascita è inevitabilmente Haaland.

Numeri devastanti nelle qualificazioni: 16 gol e record eguagliato
Il bomber del Manchester City è stato il trascinatore assoluto del cammino mondiale norvegese. Haaland ha segnato almeno una rete in tutte le otto partite delle qualificazioni, chiudendo il percorso con 16 gol complessivi ed eguagliando il record di Robert Lewandowski per il maggior numero di reti in una singola campagna di qualificazione mondiale. Tra le partite simbolo c'è soprattutto la vittoria contro l'Italia, arrivata anche grazie a una sua doppietta. Un successo che ha definitivamente certificato la maturazione della squadra di Stale Solbakken.
"Il mio obiettivo più grande era portare la Norvegia a un Mondiale", ha spiegato Haaland. "È quello per cui ho lavorato più duramente in assoluto. Adesso che ci siamo riusciti è una sensazione incredibile". "È stato fantastico vedere la gioia di un intero paese"

Nel racconto di Haaland emerge anche l'orgoglio per aver riportato entusiasmo in tutta la Norvegia. "È stato fantastico vivere la gioia di un intero paese", ha raccontato. L'attaccante ha sottolineato soprattutto quanto sia importante per le nuove generazioni poter finalmente crescere guardando la propria nazionale ai Mondiali. "Da bambino guardavo il torneo tifando per altre squadre. Stavolta invece sarà diverso".

Il legame con USA '94: il padre Alf-Inge e il ricordo dell'Italia
Il Mondiale negli Stati Uniti avrà anche un significato speciale dal punto di vista familiare. Suo padre Alf-Inge Haaland partecipò infatti alla Coppa del Mondo del 1994 proprio con la Norvegia. Tra le partite disputate c'era anche la sfida contro l'Italia al Giants Stadium, impianto che oggi ha lasciato spazio al New York New Jersey Stadium dove giocherà anche Erling. "Abbiamo parlato molto di quel Mondiale", ha raccontato il numero 9 del City. "Mi ha spiegato che ogni partita ai Mondiali è come una finale, perché giochi per il tuo paese e sai che ogni errore può costarti tutto".

Odegaard, Nusa e una Norvegia che non vuole fermarsi ai gironi
La Norvegia non si presenterà negli Stati Uniti soltanto per partecipare. Con Haaland, Martin Odegaard, Antonio Nusa, Oscar Bobb e Sander Berge, la nazionale scandinava può contare su una delle rose più talentuose della propria storia recente. "Siamo una squadra forte fisicamente, ma abbiamo anche qualità e creatività", ha spiegato Haaland. "Le vittorie contro squadre importanti ci hanno fatto capire che possiamo competere contro chiunque". La fiducia è cresciuta soprattutto dopo i risultati ottenuti durante le qualificazioni, culminati con il successo di San Siro contro l'Italia. "Andare a vincere lì ci ha fatto capire il nostro livello reale".

"Il Mondiale unirà ancora di più il nostro paese"
Haaland ha poi parlato del valore emotivo della Coppa del Mondo, sottolineando il potere del calcio di unire le persone. "È questo che amo del calcio: riunisce tutti. Non solo allo stadio, ma anche davanti alla televisione". L'attaccante ha raccontato anche i ricordi della madre sugli spalti durante USA '94, quando seguiva il padre Alf-Inge con grande tensione. "Mi raccontava dei grandi stadi, dell'atmosfera, della pressione. È qualcosa di enorme".

Il debutto contro l'Iraq e il sogno che diventa realtà
La Norvegia esordirà al Mondiale contro l'Iraq al Boston Stadium, prima delle sfide contro Senegal e Francia. Per Haaland sarà un momento atteso praticamente da tutta la vita. "Sarà un sogno che diventa realtà", ha concluso. "Non so ancora cosa proverò davvero quando entrerò in campo, perché non ho mai vissuto nulla del genere. Ma so che sarà qualcosa di speciale".