Mondiali 2026, visto fino a 15mila dollari per entrare negli USA: FIFA tratta per esentare i giocatori
A meno di tre mesi dal via della Coppa del Mondo FIFA 2026, emergono nuove complicazioni legate ai visti per entrare negli Stati Uniti. Alcuni tifosi provenienti da determinati Paesi potrebbero essere costretti a versare una cauzione fino a 15.000 dollari per ottenere il permesso di ingresso, mentre la FIFA sta cercando di ottenere deroghe almeno per giocatori e delegazioni ufficiali.
Il programma dei “visa bond”
La misura deriva dal “Visa Bond Pilot Program” introdotto dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Il programma riguarda cittadini di circa 50 Paesi che richiedono visti turistici o d’affari (B-1 e B-2) per entrare negli Stati Uniti. Tra questi ci sono anche alcune nazioni qualificate al Mondiale, come:
Algeria
Tunisia
Capo Verde
Senegal
Costa d’Avorio
Secondo le nuove regole, chi richiede il visto potrebbe dover depositare una cauzione di 5.000, 10.000 o 15.000 dollari, restituita solo se il viaggiatore lascia gli Stati Uniti prima della scadenza del visto.
L’allarme federazioni e FIFA
Il provvedimento sta creando preoccupazione tra le federazioni coinvolte. Durante alcuni incontri preparatori organizzati negli Stati Uniti, diverse delegazioni hanno sollevato il problema direttamente con la FIFA. Dietro le quinte l’organizzazione sta cercando di convincere Washington a concedere esenzioni per giocatori, allenatori e staff delle nazionali. Una delle soluzioni allo studio è l’invio di lettere ufficiali di invito da parte della FIFA per facilitare l’ottenimento dei visti senza cauzione. Secondo fonti vicine al dossier, eventuali deroghe potrebbero riguardare soltanto le delegazioni ufficiali e non i familiari dei calciatori o i tifosi.
Il problema per i tifosi
Per i sostenitori delle nazionali coinvolte la situazione rischia di diventare un ostacolo significativo. La cauzione, infatti, si applica per persona, non per gruppo: una famiglia che viaggia insieme dovrebbe quindi versare più depositi separati. Il costo si aggiunge alle spese già elevate per biglietti e alloggi durante il torneo, rendendo il viaggio negli Stati Uniti molto più difficile per molti tifosi.
Anche il nodo dei visti multipli
C’è poi un’altra questione: il tipo di visto. Alcune federazioni hanno chiesto agli Stati Uniti di garantire visti con ingressi multipli, necessari perché alcune squadre giocheranno partite in Paesi diversi tra Stati Uniti, Canada e Messico. Ad esempio, la Costa d’Avorio ha una gara a Toronto tra due partite negli Stati Uniti, mentre il Senegal potrebbe dover tornare negli USA dopo aver giocato in Canada. Per ora il Dipartimento di Stato americano ha ribadito che ogni richiesta sarà valutata caso per caso e che la sicurezza delle frontiere resta una priorità.
Mondiale più grande della storia
Il torneo, che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio 2026, sarà il più grande di sempre con 48 nazionali partecipanti. Il presidente FIFA Gianni Infantino lo ha definito “il Mondiale più inclusivo della storia”. Le nuove regole sui visti, però, rischiano di complicare la presenza di molti tifosi proprio nel Paese che ospiterà la maggior parte delle partite.