Irlanda del Nord, chi sfiderà l’Italia: numeri, valori e identità della squadra di O’Neill
L’ostacolo sulla strada della Nazionale italiana verso il Mondiale 2026 è un’avversaria compatta ma con numeri ben precisi. L’Irlanda del Nord arriva al playoff di Bergamo con 28 convocati scelti dal ct Michael O'Neill, in un gruppo che mescola esperienza e tanti giocatori provenienti dalle categorie inferiori inglesi.
I numeri della rosa: pochi top, tanta “B” inglese
La fotografia è chiara:
4 giocatori militano in una prima divisione
3 in Premier League (tra Sunderland e Crystal Palace)
15 in Championship (la Serie B inglese)
8 in League One (terza serie inglese)
Un dato che evidenzia il gap tecnico rispetto alle grandi nazionali europee.
Anche i valori di mercato raccontano il livello della squadra:
Il più prezioso è Trai Hume (circa 22 milioni di euro)
Subito dietro Daniel Ballard (20 milioni)
A centrocampo spiccano Shea Charles (12 milioni) e Isaac Price (10 milioni)
Il meno “costoso” scende fino a 75mila euro
L’assenza più pesante: Bradley
Non ci sarà il talento principale della squadra, Conor Bradley del Liverpool, valutato circa 30 milioni. Il terzino si è rotto il crociato a gennaio ed è fuori dai giochi. Una perdita importante, anche perché con la nazionale veniva spesso avanzato sulla trequarti.
I riferimenti della squadra
Senza Bradley, O’Neill si affida a una struttura molto definita:
Difesa: Ballard e Hume sono i profili più affidabili
Centrocampo: Shea Charles è il leader tecnico
Attacco: esperienza per Josh Magennis, con Dion Charles e Callum Marshall alternative
Interessante anche il profilo di Justin Devenny (Crystal Palace), uno dei pochi elementi provenienti dalla Premier League.
La sorpresa Morrison
Tra i convocati spicca Kieran Morrison, classe 2006 del Liverpool: prima chiamata in nazionale maggiore, senza ancora una vera valutazione di mercato. Un inserimento che guarda più al futuro che all’immediato.
Un’identità chiara
L’Irlanda del Nord non ha grandi stelle, ma presenta caratteristiche precise:
-fisicità
-organizzazione difensiva
-spirito di gruppo
Numeri alla mano, il divario con l’Italia è evidente. Ma nei playoff - una semifinale secca - contano anche altri fattori. E questa è una squadra abituata a giocarsela fino in fondo.