Suzuki dal Parma si prende il Giappone: "Voglio dare stabilità alla squadra"
A 23 anni Zion Suzuki è già considerato il presente e il futuro della porta del Giappone. Il portiere del Parma, intervistato dalla FIFA in vista del Mondiale 2026, ha raccontato il proprio percorso di crescita tra le difficoltà iniziali in nazionale, l’esperienza in Serie A e il recupero dopo il grave infortunio alla mano subito contro il Milan.
"All’inizio ho commesso diversi errori e mostrato inesperienza come primo portiere del Giappone”, ha ammesso Suzuki, che ha individuato nella Coppa d’Asia il momento chiave della sua maturazione. Nonostante le critiche ricevute per alcune incertezze, soprattutto nelle uscite alte, il giovane estremo difensore ha trasformato quelle difficoltà in motivazione. “Ora sento di poter dare stabilità alla squadra grazie alla mia mentalità”, ha spiegato. Una crescita evidente anche nelle prestazioni: maggiore continuità, più sicurezza nelle decisioni e una presenza sempre più affidabile tra i pali.
Determinante, secondo Suzuki, è stata l’esperienza in Serie A con il Parma: “Sento di essere migliorato nella capacità di scegliere la soluzione giusta in ogni situazione”. In Italia, infatti, il portiere giapponese ha sviluppato non solo gli aspetti tecnici, ma anche la solidità mentale. Il percorso non è stato semplice. Nel novembre 2025 Suzuki ha riportato la frattura della mano sinistra in una sfida contro il Milan, un problema che aveva fatto temere anche per la sua presenza ai Mondiali: “La parte più dura è stata il ritorno in campo. Ci è voluto tempo per ritrovare le sensazioni”.
Dopo il recupero, il portiere ha superato un importante banco di prova nelle amichevoli europee contro Scozia e Inghilterra, mantenendo anche la porta inviolata: “Fare risultati in trasferta contro squadre europee di alto livello mi ha dato molta fiducia”.
Il Giappone affronterà Olanda, Tunisia e Svezia nel Gruppo F del Mondiale 2026 e Suzuki si prepara a vivere il torneo da protagonista: “Giocare per il Giappone è la mia più grande motivazione. Voglio dimostrare di poter reggere la pressione”.
La sua idea di calcio è chiara: “Le grandi parate sono importanti, ma soprattutto voglio essere un portiere che trasmette stabilità alla squadra. Fare bene le cose semplici con continuità è ciò che conta davvero”.
