Zenica, il fortino della Bosnia: capienza ridotta, clima caldo e stadio storico per la sfida all’Italia
La Bosnia ed Erzegovina ha scelto ancora una volta Zenica e il suo storico Bilino Polje per le partite più importanti della nazionale. Anche la finale dei playoff contro l’Italia si giocherà in questo impianto che, pur lontano dagli standard moderni degli stadi europei, rappresenta un vero e proprio fortino per la selezione bosniaca. Lo stadio, inaugurato nel 1972, si trova nel centro della città di Zenica, circa 120 mila abitanti nel cuore della Bosnia. Nel corso degli anni è stato ristrutturato più volte, ma conserva ancora un aspetto datato: gradoni vecchio stile, spazi stretti e strutture segnate dal tempo. Un contesto essenziale, quasi spartano, che contribuisce a creare un’atmosfera intensa e poco accogliente per le squadre ospiti.
Uno stadio piccolo ma molto rumoroso
In origine il Bilino Polje poteva ospitare circa 30 mila spettatori, ma con l’introduzione dei seggiolini e i successivi lavori di adeguamento la capienza è stata progressivamente ridotta fino agli attuali 13 mila posti. La federazione bosniaca ha scelto di giocare qui perché il fattore ambientale è considerato decisivo. Le tribune molto vicine al campo e l’acustica particolare amplificano il rumore del pubblico, trasformando anche un numero relativamente limitato di tifosi in una presenza molto rumorosa. Proprio questo clima ha convinto i dirigenti a preferire Zenica rispetto alla capitale Sarajevo o ad altre possibili sedi.
Settori chiusi e capienza ridotta
Per la partita contro l’Italia, tuttavia, lo stadio non sarà pieno. Dopo gli incidenti avvenuti durante Bosnia-Romania dello scorso novembre, la FIFA ha imposto alcune sanzioni alla federazione locale. Diversi settori resteranno chiusi, tra cui B, C e D della tribuna Sud e le prime tre file della tribuna Ovest. La punizione include anche una multa da 60 mila franchi svizzeri e una riduzione della capienza del 20%. Di conseguenza allo stadio potranno entrare circa 10.400 spettatori, con meno di mille posti riservati ai tifosi italiani.
Il fattore meteo
Oltre all’ambiente sugli spalti, c’è anche l’incognita del clima. Le previsioni indicano temperature attorno a 1-2 gradi, con la possibilità di pioggia o addirittura neve. Condizioni molto diverse rispetto a quelle trovate dagli azzurri a Bergamo nella semifinale contro l’Irlanda del Nord, giocata con temperature decisamente più miti.
I balconi sullo stadio
Il Bilino Polje è circondato da palazzi residenziali costruiti negli anni Settanta. Alcuni appartamenti hanno i balconi direttamente affacciati sul campo, trasformandosi in tribune improvvisate durante le partite della nazionale. Uno degli inquilini, Dino Mujanovic, ha raccontato di aver ricevuto offerte curiose per affittare il proprio balcone in occasione della partita contro l’Italia: tra le proposte arrivate ci sarebbero state auto, soldi, pellet per il riscaldamento e persino una tonnellata di patate. Nonostante le richieste, Mujanovic ha deciso di tenere il posto per sé e per la famiglia, come accade da sempre quando la Bosnia gioca nel suo stadio.
Un ambiente caldo per una partita decisiva
Tra capienza ridotta, tribune vicinissime al campo e un pubblico molto coinvolto, il Bilino Polje si prepara quindi a offrire un’atmosfera particolarmente intensa. Per l’Italia di Gennaro Gattuso, che si gioca l’accesso al Mondiale 2026, sarà una sfida non solo tecnica ma anche ambientale in uno degli stadi più particolari del calcio europeo.