Gattuso carica l’Italia: “Ci giochiamo tutto. I ragazzi darebbero l’anima per andare al Mondiale”
A poche ore dalla sfida decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina, il commissario tecnico dell’Italia Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Rai Sport alla vigilia della partita che può valere la qualificazione al Mondiale 2026. Il ct azzurro ha spiegato di aver percepito sensazioni positive all’interno del gruppo durante il ritiro: secondo Gattuso l’ambiente è rimasto sereno e concentrato nonostante la grande pressione legata alla posta in palio. Il tecnico ha sottolineato che la squadra è consapevole dell’importanza della gara e che servirà una prestazione di alto livello contro una Bosnia capace di unire qualità tecniche e forza fisica.
“I ragazzi soffrono quando i risultati non arrivano”
Gattuso ha voluto difendere il gruppo, spiegando che i giocatori sentono molto il peso della maglia azzurra. Quando i risultati non arrivano, ha raccontato il ct, i calciatori tendono a nascondere le difficoltà, ma in realtà vivono quei momenti con grande intensità. Secondo l’allenatore, la voglia di tornare a disputare un Mondiale è fortissima all’interno dello spogliatoio e la squadra farà tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo.
Attenzione alla Bosnia Il ct ha poi analizzato l’avversario, definendo la Bosnia una squadra difficile da affrontare e molto combattiva. Gattuso ha evidenziato come i balcanici siano abituati a giocare partite fisiche e aggressive, motivo per cui l’Italia dovrà essere pronta soprattutto nei primi minuti della gara. Un altro aspetto su cui ha insistito è la gestione delle proteste e delle tensioni in campo. L’arbitro della partita, il francese Clement Turpin, è noto per non tollerare eccessive proteste e per questo gli azzurri dovranno mantenere lucidità anche nei momenti più caldi.
La pressione da ct e il messaggio del figlio
Gattuso ha infine raccontato come vivere una partita di questo tipo da allenatore sia molto diverso rispetto a quando era calciatore. Se da giocatore riusciva a concentrarsi soprattutto sulla squadra e sulla partita, oggi avverte maggiormente il peso della responsabilità. Il ct ha rivelato anche un episodio personale: nella notte precedente alla partita ha ricevuto un messaggio dal figlio, parole che gli hanno fatto capire ancora di più lo stato d’animo dei suoi giocatori prima di un appuntamento così importante.
Un segnale di quanto questa sfida coinvolga non solo la squadra, ma anche le famiglie e l’ambiente che ruota attorno alla Nazionale.