Suker: "Francia '98 è nella mia anima. Croazia pronta a vincere il Mondiale"
Il ricordo è indelebile, quasi viscerale. Davor Suker torna a parlare dell’impresa di Francia ’98 in un’intervista esclusiva alla FIFA, rievocando il torneo che ha segnato la nascita della Croazia sul palcoscenico mondiale. "Francia ’98 non è solo un torneo nei miei ricordi, è qualcosa di cucito nella mia anima", ha raccontato l’ex attaccante, simbolo di quella squadra capace di chiudere al terzo posto alla sua prima partecipazione assoluta.
La favola di una nazione appena nata
Suker non ricorda solo i gol - sei in totale, che gli valsero la Scarpa d’Oro - ma soprattutto il significato collettivo di quel cammino:
"Ricordo uno spogliatoio pieno di fiducia e una nazione che si annunciava al mondo".
Accanto a lui, una generazione destinata a entrare nella storia, con nomi come Zvonimir Boban, Robert Prosinecki e Slaven Bilic.
Dalla vittoria all’esordio contro la Giamaica fino allo storico 3-0 sulla Germania nei quarti, la Croazia cambiò le gerarchie del calcio mondiale:
"Quando segni il 3-0 alla Germania, senti la storia cambiare sotto i tuoi scarpini".
Capocannoniere tra le leggende
In un torneo con campioni come Ronaldo, Baggio e Shearer, fu proprio Suker a chiudere davanti a tutti nella classifica marcatori.
"Non era gloria personale: era piantare la bandiera croata sul palcoscenico più grande del mondo". Un’impresa che ha segnato per sempre la sua carriera e l’identità calcistica del Paese.
Dal campo alla scrivania
Dopo aver chiuso la carriera in nazionale nel 2002, da capitano, Suker ha continuato a essere protagonista anche fuori dal campo, diventando presidente della federazione dal 2012 al 2021. Durante il suo mandato, la Croazia ha raggiunto la finale del Mondiale 2018, confermandosi tra le grandi del calcio internazionale. "È un privilegio aver vissuto questi momenti sia da giocatore che da presidente".
Sguardo al 2026
Oggi, guardando al Mondiale 2026 in Nord America, Suker vede una Croazia ormai matura:
"Non siamo più una sorpresa. Quando arrivi secondo e poi terzo, giochi per vincere". Pur indicando tra le favorite Francia, Argentina, Brasile e Inghilterra, il messaggio è chiaro: la Croazia non avrà paura di nessuno. Dalla notte di Lens al futuro, il filo non si è mai spezzato. E per Suker, tutto è iniziato lì: in quel Mondiale diventato, per sempre, parte della sua anima.