Italia negli Stati Uniti: dai primi passi del 1976 al sogno Mondiale del '94, storia delle gare azzurre in America
Il possibile ritorno dell'Italia negli Stati Uniti riporta alla memoria una lunga tradizione iniziata quasi cinquant'anni fa. Prima del nuovo ciclo oltreoceano, gli Azzurri hanno disputato 16 partite sul suolo americano tra il 1976 e il 2005, attraversando epoche diverse della Nazionale e vivendo momenti entrati nella storia del calcio italiano.
Il bilancio complessivo racconta 7 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte, con 20 reti realizzate e 14 incassate, numeri che fotografano un percorso ricco di tappe simboliche, dalla Coppa del Bicentenario fino al Mondiale del 1994.
Dalla Coppa del Bicentenario al primo impatto con gli USA
La prima esperienza americana risale al 1976, quando l'Italia venne invitata alla Coppa del Bicentenario organizzata per celebrare i 200 anni dell'indipendenza statunitense. La Nazionale, guidata da Enzo Bearzot, partì con una convincente vittoria contro i padroni di casa, ma il torneo prese poi una piega diversa con le sconfitte contro Inghilterra e Brasile.
Fu l'inizio di un rapporto speciale tra gli Azzurri e gli stadi americani, spesso teatro di partite intense e ricche di significato.
Gli anni Novanta e il sogno sfiorato
Il legame più forte tra l’Italia e gli Stati Uniti resta inevitabilmente quello con il Mondiale del 1994. La squadra guidata da Arrigo Sacchi visse un percorso altalenante ma emozionante: dalla difficile fase a gironi fino alla cavalcata a eliminazione diretta trascinata da Roberto Baggio, protagonista assoluto con gol decisivi contro Nigeria, Spagna e Bulgaria.
La finale disputata al Rose Bowl di Pasadena contro il Brasile si concluse ai rigori dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. L’errore dal dischetto di Baggio rimane uno dei momenti più iconici e dolorosi della storia calcistica italiana.
L’ultima tournée prima della pausa
L’ultima presenza azzurra negli Stati Uniti prima del lungo stop risale al giugno 2005. La Nazionale allenata da Marcello Lippi disputò due amichevoli in Nord America, utilizzando la trasferta per testare un gruppo che avrebbe poi conquistato il titolo mondiale l’anno successivo in Germania.
In quel gruppo figuravano diversi protagonisti del trionfo del 2006, a conferma di come le sfide oltreoceano abbiano spesso rappresentato un passaggio chiave nei cicli tecnici azzurri.
Stati, stadi e curiosità statistiche
Nel corso delle 16 partite giocate negli USA, l’Italia ha calcato campi distribuiti in sette stati differenti. L’area di New York è stata la più frequentata, con numerose gare disputate tra East Rutherford e il Bronx, ma gli Azzurri sono scesi in campo anche a Boston, Washington, Chicago e Los Angeles.
A livello individuale, Roberto Baggio resta il miglior marcatore italiano negli Stati Uniti con cinque reti, seguito da Francesco Graziani con tre.
Mondiale 2026: la qualificazione passa da Italia-Irlada del Nord
Dalla prima apparizione del 1976 fino alle amichevoli del 2005, le sfide disputate negli Stati Uniti hanno accompagnato momenti chiave della storia azzurra, tra trionfi sfiorati e passaggi generazionali. Un percorso che oggi torna di attualità anche in vista dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026: l’Italia si prepara infatti a giocarsi un passaggio decisivo contro l’Irlanda del Nord, con l’obiettivo di conquistare il ritorno sul palcoscenico mondiale proprio in Nord America, dove passato e futuro della Nazionale sembrano nuovamente intrecciarsi.