Mondiali 2026, la FIFA valuta di chiedere a Trump lo stop ai raid anti-immigrazione durante il torneo
La FIFA starebbe valutando la possibilità di chiedere al presidente degli Stati Uniti Donald Trump una sospensione temporanea dei raid anti-immigrazione dell’ICE durante i Mondiali 2026. Secondo quanto riportato da The Athletic, alcuni dirigenti dell’organizzazione avrebbero discusso con il presidente Gianni Infantino l’ipotesi di una richiesta diretta alla Casa Bianca per garantire lo svolgimento del torneo senza operazioni di controllo nei pressi delle città ospitanti. Il tema è diventato sensibile dopo il ritorno di Trump alla presidenza nel gennaio 2025 e l’avvio di una politica di deportazioni di massa, con operazioni condotte in diverse città americane dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Secondo dati citati dal Washington Post, nelle settimane successive a un episodio di violenza in Minnesota gli agenti hanno effettuato circa 1.000 arresti al giorno, con il 42% delle persone fermate senza precedenti penali.
Le preoccupazioni di federazioni e tifosi
Le possibili operazioni dell’ICE durante il torneo preoccupano diverse federazioni, soprattutto europee, che avrebbero segnalato alla FIFA i timori dei propri tifosi. Anche alcuni membri del Congresso e sindacati statunitensi hanno sollevato dubbi sul ruolo dell’agenzia durante il Mondiale, temendo controlli o operazioni vicino agli stadi. Le discussioni interne alla FIFA si sarebbero inizialmente concentrate sull’idea di tenere l’ICE lontano dagli stadi delle 11 città ospitanti negli Stati Uniti, ma successivamente l’ipotesi si sarebbe ampliata fino a considerare una moratoria nazionale durante i 39 giorni del torneo, considerando anche che molte squadre avranno i propri ritiri in diversi stati americani.
Il possibile ruolo di Infantino
Secondo fonti citate da The Athletic, Infantino avrebbe mostrato apertura verso l’idea e starebbe valutando la possibilità di avanzare una richiesta direttamente a Trump. Non è chiaro però se la richiesta sia già stata formulata o se la Casa Bianca sarebbe disposta a intervenire su una questione di politica interna. I rapporti tra Infantino e Trump negli ultimi anni sono apparsi piuttosto stretti: il presidente FIFA ha partecipato a diversi eventi alla Casa Bianca e ha anche aperto un ufficio FIFA nella Trump Tower di New York.
La posizione della Casa Bianca
Interpellata sulla questione, la Casa Bianca non ha risposto direttamente alle ipotesi di una sospensione delle operazioni dell’ICE. Un portavoce ha sottolineato che l’obiettivo dell’amministrazione è organizzare “il Mondiale più grande e sicuro della storia”, evidenziando l’impatto economico dell’evento e la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Le pressioni sulla FIFA
La pressione sull’organizzazione internazionale è aumentata negli ultimi giorni. Un sindacato di lavoratori dello SoFi Stadium di Los Angeles – sede della prima partita degli Stati Uniti nel torneo – ha minacciato scioperi citando proprio le operazioni dell’ICE tra le principali preoccupazioni. Anche Human Rights Watch ha invitato la FIFA a ottenere dalle autorità federali garanzie pubbliche sull’assenza di controlli migratori negli stadi e durante le partite. Il Mondiale del 2026, organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico, si giocherà negli USA per 78 partite distribuite in 11 città. Prima ancora di iniziare, però, il torneo si trova già al centro di un complesso equilibrio tra sport, politica e diritti civili.