Vent’anni senza un sorriso mondiale: dal 2006 al 2026 l’Italia smarrisce la sua tradizione
C’è stato un tempo in cui la Nazionale italiana era sinonimo di Mondiale. Un appuntamento quasi naturale, una presenza costante nel grande palcoscenico del calcio. Oggi invece la realtà racconta qualcosa di molto diverso: vent’anni senza un vero sorriso mondiale, dal trionfo di Berlino 2006 fino all’ennesima esclusione del 2026. Quella che nel 2017, con l’eliminazione nello spareggio contro la Svezia, sembrava una clamorosa eccezione si è trasformata nel tempo in una drammatica normalità.
Dal sogno di Berlino al buio
Il 9 luglio 2006, l’Italia di Marcello Lippi alzava la Coppa del Mondo battendo la Francia ai rigori nella finale di Berlino. Era il quarto titolo mondiale della storia azzurra e sembrava l’inizio di un nuovo ciclo.
In realtà fu l’ultimo grande capitolo di una tradizione che negli anni successivi si sarebbe progressivamente sgretolata.
2010 (Sudafrica): eliminazione ai gironi da campioni in carica.
2014 (Brasile): ancora fuori nella fase a gironi.
2018 (Russia): mancata qualificazione dopo il playoff perso con la Svezia.
2022 (Qatar): eliminazione nello spareggio contro la Macedonia del Nord.
2026: nuova beffa ai playoff, questa volta contro la Bosnia ed Erzegovina.
Il risultato è impressionante: tre Mondiali consecutivi saltati e l’ultima partita dell’Italia in una fase finale che risale al 24 giugno 2014.
Da eccezione a regola
Nel 2017 si parlò di incidente di percorso. Si puntò il dito contro il commissario tecnico Gian Piero Ventura, considerato il principale responsabile di una debacle inattesa. Negli anni successivi però la storia si è ripetuta, dimostrando che il problema era molto più profondo. Neppure il trionfo a Euro 2020 con Roberto Mancini, uno dei momenti più alti della storia recente del calcio italiano, è riuscito a invertire la rotta. Pochi mesi dopo quella vittoria, infatti, arrivò l’eliminazione contro la Macedonia del Nord che chiuse le porte del Mondiale in Qatar.
Una tradizione smarrita
Per decenni l’Italia è stata una delle nazionali più presenti e rispettate nei Mondiali. Dal 1934 al 2014, gli azzurri hanno mancato la qualificazione soltanto due volte: 1930 e 1958. Oggi invece l’assenza dalla Coppa del Mondo è diventata una costante. La sconfitta ai rigori contro la Bosnia a Zenica rappresenta l’ennesimo capitolo di una crisi profonda che coinvolge tutto il movimento calcistico italiano.
Una domanda senza risposta
La domanda che aleggia ora sul calcio italiano è inevitabile: quando tornerà l’Italia ai Mondiali? Per il momento non c’è una risposta chiara. Ci sono soltanto i ricordi di Berlino 2006 e la consapevolezza che, vent’anni dopo, quella notte appare sempre più lontana.