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Lunedì 19 Agosto 2019                     
L'editoriale di Palmeri:

L'editoriale di Palmeri: "Cristiano Ronaldo-Juventus: è tutto vero. Ma qui a Radio Mosca sembra Brasile-Inghilterra la finale..."

 di Redazione Tuttomondiali.it   Vedi letture

Qui Radio Mosca, ma ci sono interferenze radio sul ponte Madrid-Torino, e allora tocca ascoltare le voci che sono diventati urli al Bernabeu, prima di tornare in Russia.
E’ tutto vero: Cristiano Ronaldo non è soltanto nel mirino della Juventus (che fa già impressione dirlo), ma è oggetto di trattativa seria, considerata, e concreta.
Non siamo ancora allo stadio di proposta accettata, né da Real Madrid né da giocatore, ma al momento nessuno dei due club che possono permettersi il pacchetto Cristiano, ovvero PSG e Manchester United, hanno mostrato alcun interesse. E dunque l’affare rimane aperto per la terza via, qualora offra il giusto prezzo e le giuste ambizioni: la concretezza delle sfide Champions della Juventus soddisfa la fame atavica di vittorie di Cristiano; rimane, e non è poco, la questione del giusto prezzo.
Ma Andrea Agnelli ha deciso di provarci seriamente: non un’offerta tipo quella per Falcao 4 anni fa, quando la Juve sì partecipò prima che andasse allo United, ma con due terzi del salario offerti dal City.
No, stavolta si è deciso di rompere la banca. E di ingegnarsi perché sia possibile.
Il che vuol dire un acquisto oltre i 100 milioni, forse più verso i 150 milioni. E soprattutto uno stipendio da 30 milioni netti di €, il che vuol dire comprese le imposte una spesa monstre di 240 milioni in 4 anni comprese le tasse.
Non è ancora stata formulata l’offerta in quel senso, ma è partito il progetto per mettere in moto il piano possibile.
Primo passo: la cessione di Higuain. E in quella maniera si arriverebbe a metà del valore per il Real Madrid, e a un quarto del salario.
Secondo passo: la cessione di Dybala, e con quello si salderebbe il totale dovuto al Real Madrid, forse anche in uno scambio con conguaglio, e si arriverebbe a metà del salario di Cristiano.
Servirebbe ancora una terza, e forse una quarta cessione.
Terzo passo: la cessione di Pjanic, accettando i 70 milioni offerti dal Barcellona. E finalmente, attraverso l’ulteriore risparmio sul monte stipendi e la cifra incassata, si raggiungerebbe il totale dei 360 milioni necessari per l’affare - anche se solleverebbe un dubbio sullo sviluppo di gioco della Juve, visto che rinunciare a Higuain e Dybala per Cristiano ha molto senso, ma Pjanic poi dovrebbe essere sostituito.
Piccolo particolare: il Barcellona dopo aver presentato un’offerta non ufficiale e averla vista rifiutata, adesso ha dichiarato pubblicamente che il giocatore non è oggetto di interesse, e dunque si dovrebbe riaprire il fronte catalano.
Il percorso è tortuoso, ma è chiaro, ed è percorribile.
Occhio però, perché non è assolutamente, minimamente esclusa la possibilità che sia Florentino che Cristiano si stiano minacciando a vicenda la fattibilità dell’operazione, per semplicemente provare a convincere l’interlocutore a cedere, rimanendo quindi tutto uguale al Real Madrid, ma alle condizioni di uno o dell’altro.
La Juventus non può certo però rompere la squadra per nulla, dunque in verità già nel giro di una settimana si capirà se la rivoluzione portoghese è imminente.

Nel frattempo qua a Mosca si sono chiusi gli Ottavi di Finale, e forse abbiamo una notizia: forse è la volta giusta per l’Inghilterra, per lo meno per tornare in finale dopo 52 anni. Tranne il Brasile, nessuna squadra è così ben messa in campo e così efficace. Aggiungendo l’altro miglior centravanti al mondo con Cristiano, quell’Harry Kane che sposta le difese e gli equilibri. L’unico giocatore totalmente decisivo ancora presente ai Mondiali, insieme a un Neymar in crescita esponenziale partita dopo partita.
Dopo gli Ottavi avevamo pensato a Brasile-Croazia come finale, ma i croati si sono impelagati perdendo brillantezza, e forse l’assenza del cannoniere implacabile comincia a sentirsi.
Il Brasile invece è solido con i suoi 7 gol fatti e 1 solo subito, con i suoi talenti tutti con la freccia verso l’alto, con l’intelligenza del manager. Come l’Inghilterra, con meno talento e meno esperienza in mezzo, ma vive congratulazioni al lavoro fatto da Southgate, che dispone con sicurezza una squadra intensa e sicura, a cui manca solo assistenza per Harry Kane dentro l’area, e allora chissà che Rashford non trovi più spazio.
Ci sarebbe da dire di un Uruguay che non ha paura di niente, ma che senza Cavani perderebbe il 30% del potenziale; di una Francia che non ha da invidiare il talento di nessuno, ma che con Deschamps conferma le ingenuità della fase difensiva; di un Belgio che ha tempra e carattere per rimontare, ma non sufficiente malizia per imporsi senza rischiare; di una Russia solo emozionale, che forse sente di aver già dato tutto; e di una Svezia che è la sorpresa assoluta del Mondiale, con un grande allenatore.
Ma stanotte da Radio Mosca è difficile trasmettere, con le interferenze sull’asse Torino-Madrid che distraggono il resto del mondo.


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