Messi e la mano de <i>adios</i>. Argentina, fallimento e figuraccia epocale. Messi nel mirino della critica, Sampaoli il Ventura  <i>albiceleste</i>: sue le maggiori colpe

Messi e la mano de adios. Argentina, fallimento e figuraccia epocale. Messi nel mirino della critica, Sampaoli il Ventura albiceleste: sue le maggiori colpe

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 di Marco Frattino Twitter:  articolo letto 116 volte


 

Incredibile ma vero. L'Argentina non brilla da un paio di anni ormai, da quando ha perso la terza finale in tre anni tra il Mondiale 2014 e la Copa America del Centenario nel 2016, ma pensare che il massimo potenziale dell'albiceleste (si fa per dire) sia quello espresso nella conquista un pari con l'Islanda e nel sonoro ko contro la Croazia fa specie. Perché tra le tue fila puoi annoverare un tale Leo Messi, che tanti hanno indicato come unico erede di Diego Armando Maradona se non come l'evoluzione migliorata del Pibe de oro.

 

Una definizione che ha sempre danneggiato la Pulce fin dagli albori della sua carriera, nonostante cinque Palloni d'oro e record su record battuti con la maglia del Barcellona. Messi ha le sue colpe ma, tuttavia, il principale responsabile della disfatta albiceleste è il tecnico che siede in panchina, quel Jorge Sampaoli autore e protagonista di scelte scellerate (una sorta di Giampiero Ventura in salsa argentina - in sede di convocazioni, lasciando a casa Mauro Icardi e puntando su diversi calciatori a fine carriera senza capire che il gruppo è ormai a fine ciclo se non porti una ventata di rinnovamento. Anche con Messi in campo, colui che ha portato l'Argentina al Mondiale tirandola per i capelli negli ultimi turni di qualificazione e che dovrà ripetersi contro la Nigeria per evitare una figuraccia Mondiale di dimensione epocale quasi come l'assenza dell'Italia alla Coppa del Mondo a 60 anni dall'ultima volta. Un fallimento che segnerebbe definitivamente la fine della carriera del  diez in Nazionale, nel modo peggiore. Perchè Leo sognava di ripetere le gesta del protagonista della mano de Dios ma, tra quattro giorni e in caso di fallimento epocale, adesso la mano di Messi sarebbe quella di adios. Salutando così la Nazionale, senza possibilità di ripensarci come accadde invece due anni fa.